Attualità

Attualità

Dovrebbe costare 35 euro al mese il servizio di trasporto scolastico comunale a Polla per il trasferimento dei bambini presso la propria scuola nel prossimo anno 2019/2020. Una delibera di giunta comunale datata 6 agosto, infatti, va a modificare le precedenti tariffe stabilite dall'amministrazione comunale con delibere dello scorso febbraio e marzo che avevano inizialmente stabilito di fissare la tariffa per il servizio a 30 euro. Arriva ora un ulteriore aggravio sulle tasche delle famiglie che, per poter usufruire del servizio di trasporto pubblico per la scuola dei propri figli, dovranno versare un importo mensile di 35 euro.

La decisione è frutto di una serie di valutazione da parte della giunta Giuliano in particolare legata alla copertura totale delle spese relative al servizio. Secondo lo schema pubblicato sul sito del Comune di Polla e allegato alla delibera, pare che il costo per garantire il trasporto pubblico locale per i 9 mesi di attività scolastiche ai bambini sia complessivamente di 27 mila e 408 euro. Dal prospetto si evince che il totale sia comprensivo anche di spese di assicurazione, tassa di possesso e spese per la manutenzione e controllo del mezzo.

Per far si che la spesa sostenuta dal comune per garantire il servizio così come da obbligo di legge e, considerato che da una recente sentenza della Corte dei Conti del Piemonte che ha stabilito, come si legge nella delibera, che il servizio di trasporto scolastico sia da considerarsi servizio pubblico e, come tale il costo da porre a carico dell'utenza debba concorrere alla copertura integrale della spesa sostenuta dal comune, la giunta ha stabilito l'aumento della tariffa portandola a 35 euro mensili per un totale complessivo di 27 mila 405 euro. Una somma calcolata ipotizzando un numero di utenti pari a 87. Sulla delibera inoltre si legge che, qualora gli utenti che usufruiranno del trasporto scolastico siano in numero inferiore a 30, non sarà possibile garantire il servizio

Anna Maria CAVA

Attualità

Sta per iniziare l’anno scolastico 2019/2020, si parte il prossimo 11 settembre, e dal dossier sull’organico della popolazione scolastica salernitana emerge un dato allarmante: confrontando il numero degli studenti iscritti l’anno scorso al quarto anno delle superiori e quelli iscritti quest’anno al quinto, mancano all’appello 422 ragazzi. Studenti promossi che hanno però deciso di interrompere anticipatamente gli studi.

Sono 10.380 quelli che risultano iscritti al quinto anno - come riporta IlMattino - 10.802 invece quelli che ne avrebbero avuto diritto. Nel dettaglio: ai licei classici ne mancano 56; agli istituti professionali 62; ai licei scientifici 82; agli istituti tecnico-commerciali 15; il dato peggiore è quello degli istituti tecnico-industriali: 129 ragazzi hanno deciso di abbandonare gli studi e non frequentare l’ultimo anno.

L’Ufficio scolastico regionale, guidato da Luisa Franzese, da settembre parte con i tavoli istituzionali con Prefettura, Tribunale dei minori e assistenti sociali, per affrontare il problema. I presidi intanto, dopo aver verificato le assenze e indagato per quanto in loro potere sulle cause, metteranno in atto ogni strategia pedagogico-educativa per recuperare i ragazzi e segnaleranno i vari casi all’ente locale. Inoltre “trascorsi 30 giorni dalla segnalazione, nel caso in cui l’assenza ingiustificata permanga, il dirigente scolastico dovrà segnalare lo studente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni anche in assenza di riscontri dal servizio sociale, fornendo tutte le informazioni circa le problematiche emerse e gli eventuali interventi già messi in campo”.

Rosa ROMANO

Attualità

Presentato lo scorso 2 agosto, prende vita l'iniziativa promossa dal Comune di Sant'Arsenio e dall'Università di Salerno dedicato alla tutela e alla valorizzazione del Paesaggio. La prima iniziativa prevede la costituzione di un laboratorio di idee denominato "Esperienza e Didattica del Paesaggio" in programma nei giorni del 24,25 e 26 settembre prossimi. Con la sottoscrizione del protocollo d'intesa, l'amministrazione comunale di Sant'Arsenio ha voluto mettere al centro del programma di intervento e sviluppo del territorio il paesaggio con le sue bellezze storiche e naturalistiche.

Un progetto che vuole essere anche da stimolo per l'elaborazione di idee futuristiche ma, allo stesso tempo, rispettose della storia e della natura. Da qui il laboratorio di idee, primo di una serie di iniziative che saranno realizzate con il supporto del Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Salerno e del CUGRI (Centro Universitario per la prevenzione e la promozione dei Grandi RIschi) supportato dall'Università di Salerno e dell'Università Federico II di Napoli. Tra gli obiettivi dell'accordo la volontà di dare vita ad un programma di scambio e cooperazione scientifica destinate alla conoscenza, tutela e valorizzazione del paesaggio con l'istituzione di una "Scuola di Paesagggio".

In rispetto anche di quelle che sono le finalità, il primo appuntamento si svolgerà in una location suggestiva dove storia e natura si incontrano e si mescolano. L'amministrazione comunale ha messo a disposizione di docenti e partecipanti al corso il Borgo Serrone dove sarà possibile anche pernottare nei tre giorni di corso. Il laboratorio è aperto a tutti che siano studenti, professionisti, tecnici comunali, amministratori, operatori pubblici o privati di settore, cittadini, operatori culturali, turistici, agricoli ed ambientali e prevede gli interventi di: Vincenzo Peluso, direttore Dipartimento Ingegneria Civile UniSA, Pasquale Persico, Economista UniSA, Roberto Vanacore, Luigi Petti, Domenico Guida, Salvatore Barba Alessandra Como e Luisa Smeragliuolo Perrotta del Dip. Ing. Civile UniSA, Lidia Decandia, Dip. Architettura Design e Urbanistica Uni-Sassari, Daniela Colafranceschi, Dip. Architettura Uni Mediterranea Reggio Calabria, Nicola Di Novella, Museo delle Erbe di Teggiano, Eugenio Cioffi, imprenditore e Catelo Bonadia, già direttore pianificazione e sviluppo strategico del territorio della Provincia di Salerno

Anna Maria CAVA

Attualità

È la provincia di Salerno, in Campania, a risultare la più finanziata per quanto riguarda le pratiche presentate dalle imprese agricole nell’ambito della misura 4.1.1 del PSR Campania 2014-2020. In particolare la nostra provincia, nella quale ricade circa il 40% di tutta la superficie agricola totale regionale e dove si concentra la maggiore percentuale di occupati in agricoltura, risulta la più finanziata sia in termini di numero di aziende (circa il 46%) sia in termini di erogazioni (circa il 53%).

A livello regionale le provincie che hanno presentato più domande sono state dunque Salerno e Benevento, seguite da Avellino, Caserta e Napoli. Tuttavia, in termini di valore, la provincia di Salerno ha presentato progetti per oltre 211 milioni seguita da Benevento (circa 86,3 milioni), Avellino (circa 51,6 milioni), Caserta (circa 44,8 milioni) e Napoli (circa 3,6 milioni). In totale sono 1079 le pratiche ammissibili ai sensi della misura 4.1.1 del PSR Campania 2014-2020, di queste 231 sono risultate collocate in graduatoria ai fini del finanziamento di 84 milioni di interventi con un contributo di circa 63,5 milioni di euro. A livello regionale, restano non finanziate 849 aziende con progetti per 313 milioni circa ed un contributo di oltre 211 milioni. Dell’importo non finanziabile circa il 52 % riguarda la provincia di Salerno.

La Rete Rurale Nazionale evidenzia che in Campania al 31 marzo 2019, su una spesa pubblica complessiva pari a oltre un miliardo e 800milioni di euro, quella effettivamente sostenuta risultava essere pari a quasi 500 milioni. Molte misure del PSR risultano, ad oggi, poco gettonate pertanto sarebbe possibile, con una rimodulazione, il recupero dei fondi necessari per finanziare gli agricoltori rimasti fuori. La Cia Salerno fa sapere di essere attiva fin d’ora, di concerto con le aziende del territorio, per interloquire con la Regione al fine di trovare idonee soluzioni per far sì che tutti gli imprenditori agricoli possano avvalersi dei finanziamenti comunitari per il miglioramento delle loro produzioni.

Antonella D'ALTO

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.