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Mille bambini del salernitano sono rimasti senza riabilitazione per l'esaurimento dei tetti di spesa assegnati alle strutture convenzionate. La denuncia ai vertici dell'Asl era arrivata nei giorni scorsi dall'Anpric, l’associazione dei centri di riabilitazione.

Da via Nizza intanto chiariscono con una nota stampa. 

"L’ASL Salerno ritiene doveroso intervenire per i necessari chiarimenti sulla problematica dello sforamento del tetto della macroarea assistenza riabilitativa ex art.26, oggetto di preoccupazione espressa da alcuni cittadini-utenti e da alcuni Centri, come riportato anche da qualche organo di stampa.

Premettiamo che le strutture accreditate dell’area Riabilitazione ad inizio anno hanno regolarmente sottoscritto il contratto per il 2019, quindi con una chiara cognizione dei volumi di prestazioni da assicurare nei dodici mesi e relativi tetti di spesa.

Nel corso dell’anno 2019 questa Azienda, dopo un lungo percorso di approfondimento tecnico, ha riorganizzato l’assistenza riabilitativa ex art.26 scorporandone l’assistenza ai bambini affetti da autismo che assorbiva in modo preponderante le risorse economiche dell’area, lasciando scoperte le altre tipologie riabilitative, ed anche provocando l’effetto di allungare i tempi di attesa.

La scelta effettuata dall’ASL Salerno, condivisa a livello regionale, è stata pertanto dettata proprio dalla volontà di migliorare la copertura assistenziale riabilitativa in un settore estremamente delicato, con un particolare riguardo per i bisogni assistenziali dei minori e delle loro famiglie: di fatto la destinazione di risorse dedicate all’assistenza ai bambini con autismo ha reso disponibili più risorse per gli altri trattamenti riabilitativi.

Quanto riportato a mezzo stampa, ovvero l’interruzione delle prestazioni riabilitative è fenomeno circoscritto che riguarda solo alcune strutture, laddove per la quasi totalità dei centri la copertura potrà essere garantita fino a dicembre.

Si precisa inoltre che questa Azienda ha già convocato il Tavolo Tecnico aziendale per la macroarea Assistenza Riabilitativa per il giorno 22 ottobre"

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1810 defibrillatoreDefibrillatori al servizio dell'Istituto omnicomprensivo di Marsicovetere per una scuola cardioprotetta, grazie alla Fondazione Monte Pruno. Venerdì 18 ottobre il presidente della fondazione Michele Albanese, sarà presso le scuole per la consegna di due apparecchi semiautomatici la cui, soprattutto nei luoghi pubblici e particolarmente frequentati diventa indispensabile per salvare le vite. La Fondazione Monte Pruno, confermando la vicinanza e la disponibilità ad operare in ottica di miglioramento delle condizioni di vita delle comunità su cui opera la Banca Monte Pruno, farà quindi dono dei due defibrillatori l'istituto scolastico di Marsicovetere con gli apparecchi che saranno al servizio dell'intera comunità. Venerdì prossimo alle ore 11,00 la cerimonia di consegna alla presenza, oltre che del presidente della Fondazione Michele Albanese, anche del sindaco di Marsicovetere Marco Zipparri, dell'assessore alla Gina Ielpo e dalla dirigente scolastica Maria Giano a cui saranno affidate le conclusione e che riceverà l'omaggio

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La vicenda del parroco a Piaggine ha ferito una comunità che, secondo quanto spiegato dal sindaco Guglielmo Vairo, nel corso della trasmissione di Uno Tv Angolo Cusati, aveva invece accolto con favore un nuovo modo di praticare la fede. Un sentimento che si è incrinato con l'arrivo, nella piccola comunità della valle del Calore, di Don Loreto Ferrarese.

I fedeli di Piaggine, in pochi settimane, accogliendo come loro nuovo parroco Don John Fredy Gutierrez Sanchez, erano entrati in contatto con una figura presente e vicina che amava stringere un contatto personale con la popolazione da lui guidata. Il sindaco Vairo, infatti, ospite di Pietro Cusati, ha spiegato come era solito entrare nelle case, era solito far visita agli ammalati, così come amava coinvolgere i bambini in attività ludico ricreative. In breve tempo, quindi, Don John era riuscito ad essere parte della vita sociale del paese. Il vescovo della diocesi di Vallo della Lucania Ciro Miniero, però, ha deciso di revocargli la guida delle parrocchia di Piaggine affidandola a Don Loreto Ferrarese che, come primo atto, ha impedito ingresso in chiesa dei fedeli e incrinando i rapporti con la comunità lasciandosi andare a dichiarazioni talvolta forti

Un rapporto mai creato o nato con il fedeli che in più occasioni hanno disertato le messe di Don Loreto per rientrare in chiesa per la celebrazione della funzione religiosa quando si è saputo che, ad officiarla, sarebbe stato Don Franco Angione. Una partecipazione della comunità alla messa domenicale che ha successivamente spinto Don Loreto Ferrarese a gettare la spugna e a presentare le sue dimissioni da parroco di Piaggine. Ora la comunità spera in una risoluzione definitiva delle controversia.

Anna Maria CAVA

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Il sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri ha emesso un’ordinanza per il divieto dei roghi dei rifiuti speciali: 500euro di sanzione a chi non la rispetta

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