Attualità

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Il Comune di Sala Consilina affida la gestione dell’area attrezzata per la sgambatura dei cani, inaugurata lo scorso maggio in località Mezzaniello, per un periodo di anni cinque ad una associazione di volontariato, società Cooperativa o privati cittadini attraverso la stipula di apposita convenzione. Nei giorni scorsi è stato pubblicato il bando.

L’affidamento verrà effettuato con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa” per l’Amministrazione comunale e nella valutazione si terrà conto dell’esperienza acquisita nello svolgimento dell’attività cinofila/animalista; della proposta organizzativa ed operativa di gestione dell’area e programmazione delle attività/iniziative/manifestazioni che si intende realizzare; del radicamento sul territorio e della sede/residenza nel Comune di Sala Consilina. Entro il 20 settembre gli interessati sono invitati a manifestare la propria disponibilità.

L’utilizzo dell’area è disciplinato da un apposito regolamento gestionale che indicaregole di accesso e permanenza per cani e proprietari, gli orari di apertura: dal 1° aprile al 31 ottobre dalle ore 7 alle ore 21 e dal giorno 1° novembre al 31 marzo dalle ore 9,00 alle ore 17,30, salvo – si legge nel regolamento – richiesta di deroga da parte del concessionario, che dovrà essere debitamente autorizzata dalla Giunta Comunale.

Divenuta realtà lo scorso maggio l’area ricreativa per cani Pluto Park di circa 2.600 mq in località Mezzanielloè un progetto su cui ha molto lavorato l'amministrazione comunale di Sala Consilina e rientra tra le best practiciesper il benessere dei cani, per una corretta convivenza tra animali e persone ma è anchela lotta al degrado nella cittadina. Oltra a essere un servizio per gli amici a quattro zampe, è stata infatti istituita per permettere l’attività motoria dei cani,spettacoli con cani già ammaestrati e sfilate di cani, è anche un’iniziativa di recupero e valorizzazione di una zona del paese in passato soggetta a abbandono indiscriminato di rifiuti.

Rosa ROMANO

 

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Anche per il prossimo anno scolastico a Caggiano si porterà avanti il progetto Mensa a Metro Zero e Zero Rifiuti che vede il Comune, tra le esperienze positive a livello nazionale, puntare sul km zero nel menù offerto alle scuole: i prodotti locali (patate, ceci, fagioli, olio extravergine, passata di pomodoro…) vengono consegnati dalle stesse famiglie dei bambini fruitori del servizio di mensa scolastica.È stato creato così un circolo virtuoso basato su una moderna formula di baratto che consente alle famiglie di scambiare i prodotti del proprio orto con le quote del servizio a proprio carico avendo così la certezza della qualità di ciò che i propri bambini mangeranno a scuola. 

E in questo periodo i genitori degli alunni stanno consegnando il pomodoro di produzione propria per la trasformazione in passata da parte di laboratorio locale autorizzato. 

“L’obiettivo principale – assicurano dall’Amministrazione – è sempre quello di fornire agli studenti alimenti di migliore qualità contenendo, attese le condizioni di crisi economica che colpiscono le famiglie, il costo sia del servizio che del ticket mensa e nel contempo educarli ad una sana e genuina alimentazione” 

Nato come una sfida, coraggiosa, il progetto è diventato realtà consolidata da ormai 13 anni e una felice esperienza presa a modello da altri comuni. Lo scorso anno è stato affiancato da un’altra interessante iniziativa ovvero l’introduzione nel menù scolastico dei c.d. PAT, i prodotti agroalimentari tradizionali. Così i piccoli delle scuole hanno mangiato, una volta a settimana, a rotazione il Pasticcio, la Soppressata, la Pizza Roc' e la Minestra con Polpettine. 

Le iniziative di Caggiano hanno spento il battito sempre attuale che vede confrontarsi i sostenitori del pasto portato da casa a quelli del menù unico offerto dalla scuola. Famigli e istituzioni stanno lavorando insieme nella consapevolezza chenella refezione scolasticasi trovano valori educativi per i piccoli, scelte etiche, azioni di propulsione per lo sviluppo del territorio. E tutta la comunità è coinvoltain una riflessione collettiva sugli stili di vita sani, sulla tutela dell’ambiente e sulla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.

Rosa ROMANO

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La tragica morte di Simon Gautier torna a far parlare del numero unico europeo dell'emergenza, il 112, a cui è collegato un sistema di localizzazione avanzato, l’aml (advanced mobile location). E Il Codacons Vallo di Diano si appella alla politica locale e nazionale per accelerare i tempi e provvedere ad adottarlo.

“Ad ascoltare la drammatica chiamata al 118 del giovane francese che ha dovuto ripetere più volte il proprio nome ad un operatore che rispondeva dalla Basilicata – dicono dal Codacons – ci siamo resi conto che la confusione del 118 non riguarda solo il Vallo di Diano. Come denunciammo il 18 agosto del 2011 quando – affermano – scrivemmo una lettera all’allora Commissario dell’ASL Salerno, Maurizio Bortoletti, perché alle chiamate fatte al 118 provenienti dal territorio dell’ex USL 57 di Polla (a cui bisognava aggiungere anche il territorio lucano del distretto telefonico con prefisso 0975) rispondeva la Centrale Operativa dell’Ospedale di Vallo della Lucania, contrariamente a quanto previsto dalla L.R. 2/94. Segnalammo quindi lo stato non molto avanzato del nostro sistema”.

La triste vicenda del giovane escursionista francese ha dimostrato che i meccanismi obsoleti interessano anche il vicino Cilento e a ben vedere gran parte del Paese.

Nel caso specifico è ormai noto come siano andate le cose: il giovane ha chiamato il 118 usando il suo cellulare da una località vicina a San Giovanni a Piro e ha risposto una centrale operativa della Basilicata. Che, con i mezzi a disposizione, ha fatto circoscrivere un’area vasta e molto approssimativa.

Attraverso il numero unico 112 che permette l’attivazione dell’aml sarebbe stato più semplice individuarlo. “Tale tecnologia – speigano da Eena, l’associazione europea per il numero unico di emergenza - consente di geolocalizzare le chiamate da rete mobile mediante sistema gps, delimitando l’utente in uno spazio che può variare in media soltanto di una cinquantina di metri. In Italia soltanto in alcune regioni sono già operative le centrali uniche di risposta del 112”. E la Campania non figura neanche tra quelle prossime all’attivazione.

“Il nostro appello alla politica locale e nazionale – dichiarano dal Codacons – è quello di provvedere, finalmente, a predisporre quanto necessario per poter attivare questo servizio”

 

Rosa ROMANO

 

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Consiglio Comunale con un solo argomento all’ordine del giorno, sabato scorso, presso la Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo, a Padula. Il conferimento della cittadinanza onoraria al prof. Michele Maio, considerato tra i pionieri dell’immunoterapia del cancro, la branca dell'oncologia finalizzata alla cura dei tumori attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

Di fronte ad un folto pubblico, i consiglieri comunali presenti, dopo l’intervento di apertura del sindaco Paolo Imparato, hanno ricordato le tappe principali della carriera costellata di successi del prof. Maio. Da ottobre 2017 è direttore del CIO, il Centro di Immuno-Oncologia al Policlinico Santa Maria alle Scotte a Siena, la prima struttura in Europa interamente dedicata alla cura dei tumori con l’immunoterapia e, da ottobre 2018, è Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Siena. Tra le altre cose, nel 2004 ha dato vita al Nibit, il Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori, e nel 2012 ne è nata anche una Fondazione.

Tanti gli interventi registrati nel corso della cerimonia, tra cui quello, a tratti commosso, della sorella del prof. Maio la quale ha fatto riferimento anche ad alcuni ricordi di vita familiare e dell’infanzia vissuta a Napoli.


“Una giornata che resterà nella storia della nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Imparato – Il prof. Maio è profondamente legato a Padula e tutti noi gli siamo grati e riconoscenti per l’incessante dedizione ai pazienti e per aver dedicato tutta la sua vita alla ricerca”.


Al termine della cerimonia in prof. Maio ha ringraziato l’amministrazione comunale per il conferimento dell’importante riconoscimento.

Antonella D'ALTO

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