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I prodotti del territorio sono stati promossi ieri sera nel corso della storica trasmissione "La Corrida" dove Rocco Tardugno di Teggiano è arrivato come concorrente o meglio, come dilettante allo sbaraglio. È stato necessaria una lunga attesa prima di poter assistere all'esibizione di Rocco che ha divertito il pubblico ma senza impressionarlo, purtroppo.

Ma il concorrente valdianese è riuscito comunque a raggiungere un obiettivo importante e cioè promuovere il territorio e soprattutto i prodotti locali che ha sapientemente elencato al conduttore Carlo Conti e alle telecamere di Rai Uno. Ieri sera, quindi, c'era anche un teggianese alla prima puntata della seconda stagione dopo un lungo stop del programma che è stato ideato dal grande conduttore e autore televisivo Corrado ed è stato uno dei primi talent Show italiani.

Nato infatti nel 1968 prima in radio è riuscito a resistere al tempo che passava e ai cambiamenti di produzione inizialmente affidata alla Rai e, dal 1986, anno del suo approdo in tv su Canale 5. Dallo scorso anno il programma è tornato ed essere trasmesso dalle reti RAI sotto la conduzione di Carlo Conti. Un successo che ha convinto per la realizzazione della seconda edizione iniziata proprio ieri sera con Rocco Tardugno e i prodotti tipici teggianesi protagonisti nella parte finale.

Lo scorso febbraio la partecipazione al Casting e, ieri sera, grande attesa per il debutto. Dopo un iniziale presentazione dei concorrenti, Rocco è arrivato sul palcoscenico del teatro degli studi RAI divertendo il pubblico e il conduttore con cui si è lasciato con un ululato congiunto che ha regalato allegria alla platea.

Anna Maria CAVA

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I centri storici di Casalbuono e Caggiano saranno riqualificati grazie ai fondi che riceveranno dalla Regione Campania che ha pubblicato nei giorni scorsi la Graduatoria Unica definitiva con l’elenco dei Comuni a cui è stato riconosciuto il finanziamento per il progetto collettivo di sviluppo rurale nell’ambito del PSR 2014- 2020.

Era partito nel 2017 un bando regionale a favore di interventi di sviluppo rurale che passassero per la riqualificazione del patrimonio architettonico dei centri storici così da incidere positivamente sugli aspetti socio-economici dei piccoli borghi. Quindi rivitalizzarli e ridurre l’effetto dello spopolamento.

Per poter accedere al finanziamento è stata necessaria un’iniziativa integrata pubblico – privata fatta di azioni di recupero strutturale ed infrastrutturale e di implementazione di attività produttive. Potevano partecipare gli Enti locali con numero di abitanti sotto i 5mila, i soldi messi a disposizione dalla Regione erano 30mln pertanto sono stati finanziati i progetti fino all’esaurimento delle risorse.

Avevano partecipato anche Monte San Giacomo e Auletta, del comprensorio, ma pur avendo superato il “punteggio soglia” non si sono visti finanziare i progetti per esaurimento della dotazione finanziaria.

A usufruire dei fondi invece Caggiano che riceve 1.134.723euro di cui 902.820euro per la parte pubblica e 231.901euro per la parte privata (Lupo Carmela, Grieco Raffaella Filomena Lucia, Pepe Rosa, Carucci Santa). Gli interventi interesseranno il rifacimento delle facciate e della pavimentazione di alcuni vicoli del centro storico in cui partiranno anche 5 iniziative private imprenditoriali tra cui B&B, laboratorio, esposizione e vendita di prodotti agricoli.

Al Comune di Casalbuono vanno 1.199.843euro di cui  € 999.999euro per pubblico e 199.843euro privati (Penna Monica e Bianculli Ester). Qui i lavori riguarderanno Piazza Michele Calabria, che prevede la demolizione del mercato coperto, e Piazza Germino Cappelli per il rifacimento della pavimentazione di Via Municipio ed il Casale a cui si aggiungono anche i lavori di rifacimento delle facciate della casa comunale e della Chiesa dell'Addolorata.

Rosa ROMANO

 

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Sono dati che fanno riflettere, quelli pubblicati dall’Istat sull’occupazione nel salernitano. In tal senso, infatti, un deciso calo si è registrato nell’ultimo anno; 3mila i posti di lavoro persi, anche se migliora la posizione delle donne rispetto al passato. L’indagine ha riguardato tutta la penisola italiana e, nonostante in generale si registri addirittura un aumento occupazionale, a Salerno il tasso è sceso allo 0,6 per cento, quindi 326mila persone che non lavorano pur potendolo fare. Questo è lo scenario che giustifica il diminuire della disoccupazione ma anche dell’occupazione.

Una cosa, però, sembrerebbe positiva, ovvero l’andamento del tasso di disoccupazione riguardante la nostra provincia. I picchi del 17 per cento registrati dal 2012 al 2015 sono ormai un lontano ricordo, visto che nell’ultimo triennio la riduzione è stata lenta ma costante. Solo nel periodo che va dal 2017 al 2018 si è passati al 15,9 per cento, sino all’attuale 15 per cento. Stando ai dati Istat, quindi, si evince che solo un giovane su cinque al di sotto dei trent’anni ha un lavoro. Sul fronte delle donne arriva una notizia confortante e forse inaspettata. Nel 2018 sono state 132mila le occupate, facendo registrare una crescita dell’1% rispetto al 2017. 

Informazioni che lasciano un po' di amaro in bocca per chi rinuncia a trovare un lavoro nonostante la giovanissima età. Un fenomeno che sta crescendo in maniera esponenziale negli ultimi anni, e che spiega anche il grande esodo di ragazzi verso il nord Italia o all’estero. Un problema che dovrà essere risolto in fretta per frenare lo spopolamento che ormai è un dato di fatto del Mezzogiorno.

Federico D’ALESSIO

 

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"Quando nello scorso mese di gennaio - scrive in una nota stampa il comitato Se non ora quando-Vallo di Diano" - scrivemmo ai sindaci del comprensorio perchè, pur in presenza del decreto sicurezza, si concedesse l'iscrizione anagrafica al richiedente in possesso del verbale rilasciatogli in questura al momento della domanda d’asilo, il cosiddetto modello C3, non ricevemmo alcuna comunicazione formale al riguardo della proposta indicata con l'avallo dell'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).

Ebbene, con soddisfazione possiamo dire che la nostra posizione ideale è stata riconosciuta in sede giudiziaria, perchè il Tribunale di Firenze ha accolto un ricorso presentato da un migrante in possesso di tale modello, ma a cui era stata negata l’iscrizione anagrafica dal comune di Scandicci. Si legge nell’ordinanza che il rifiuto dell’amministrazione di iscrivere il ricorrente alle liste anagrafiche del Comune di residenza, «oltre a costituire una lesione di un diritto soggettivo, impedisce il godimento e l’esercizio effettivo dei diritti di rilievo costituzionale». 

Difatti la mancata iscrizione anagrafica non consente ai richiedenti di avere una carta d’identità, di usufruire del servizio sanitario con un medico di base, di usufruire di un assistente sociale, di trovare un lavoro regolare e di iscriversi al centro per l’impiego.  Si tratta di una vittoria importante per gli avvocati fiorentini dell’Asgi che hanno rimarcato come «Il verbale rilasciato dalla questura al momento della domanda di asilo certifica la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica».

Come avevamo già scritto precedentemente nella lettera inviata ai sindaci valdianesi, una soluzione del genere consentirebbe oltremodo di approntare le misure necessarie a promuovere politiche di inclusione sociale e di contrasto alla povertà estrema, evitando che si corra il rischio di aumentare ulteriormente le fila delle persone senza dimora la cui cura e presa in carico ricade prevalentemente sugli enti locali. Conseguentemente, nel rinnovare ai rappresentanti istituzionali l’invito a prendere in considerazione quanto propostogli, il comitato Se non ora quando -Vallo di Diano si dichiara disponibile a facilitare la risoluzione degli eventuali dubbi, in virtù di una fattiva interlocuzione con l’Associazione studi giuridici sull'immigrazione".

 

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