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Attualità

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Il prossimo 28 febbraio 2015 scade il termine per il pagamento dell'abbonamento SIAE 2015 dovuto per la diffusione della musica d'ambiente.

Anche per il 2015, è stata rinnovata la convenzione tra la Confartigianato e la Siae - Società Italiana degli Autori ed Editori, che da diritto alle imprese associate Confartigianato ad uno sconto sui compensi Siae pari al 25% per la “musica d’ambiente”, al 40% per gli apparecchi installati su automezzi pubblici ed al 10% per i “concertini o trattenimenti musicali senza ballo”.

Ai fini dell’applicazione delle riduzioni da parte delle Sedi e Filiali Siae in favore degli Associati, è necessario che gli stessi esibiscano la tessera di adesione alla Confartigianato.
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Confartigianato SALERNO, delegazione territoriale Vallo di Diano, aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 16,30, presso la filiale della Banca Monte Pruno di Sala Consilina, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Da alcuni giorni è tornato l’incubo dell’isolamento per i paese degli Alburni a seguito dell’ennesima e pericolosa frana verificatasi sulla SS 166 nel territorio di San Rufo. La strada rappresenta la più agevole via di collegamento per i residente nei comuni alburnesi con il Vallo di Diano e quindi con l’autostrada A3 Salerno Reggio Calabria. Al momento, l’evento franoso di notevoli dimensioni con un enorme masso che ha bloccato la viabilità, ha causato il blocco della circolazione con il divieto di transito per tutti gli automezzi. Ieri il sopralluogo dei responsabili del genio civile dal quale dovranno poi scaturire le decisioni per una eventuale riapertura a seguito anche dei lavori di messa in sicurezza del costone roccioso. Le decisioni in tal senso dovrebbero giungere nella giornata di oggi. Intanto sulla questione si registra anche l’intervento del consigliere regionale Donato Pica, scrive all’Assessore Regionale Edoardo Cosenza e al direttore generale dell’ANAS Campania Eugenio Stefano Gebbia per sollecitare interventi proprio in merito agli eventi franosi degli ultimi giorni. Nella missiva Pica, nell’evidenziare la gravità del fenomeno franoso verificatosi, la cui pericolosità è testimoniata dalla caduta di enormi massi sulla carreggiata, ha anche sottolineato come la chiusura al traffico della statale impedisca a cittadini e studenti di utilizzare l’unica arteria di collegamento con le sedi di uffici e servizi, creando attualmente disagi di non poco conto. Da qui la richiesta, da parte del consigliere regionale del Pd, di un rapido ripristino della percorribilità del tratto stradale, oltre all’installazione di sistemi di monitoraggio continuo del movimento franoso. Va sottolineato come, nei giorni scorsi, la Regione Campania abbia annunciato diversi lavori di messa in sicurezza su arterie del territorio regionale. La SS 166, però, non è stata presa in considerazione, nonostante siano stati in più occasione e da più parti richiesti interventi urgenti di messa in sicurezza proprio per il continuo verificarsi di eventi franosi che, solo per un caso fortuito, ancora non ha portato a tragiche conseguenze per le persone. Al momento, l’unico intervento di un certo valore per la sicurezza, è giunto con la realizzazione di una galleria paramassi a seguito di un incidente che ha visto un enorme masso piombare sopra un’autovettura in transito. Dopo di allora, nonostante sia stato spesso evidenziato il rischio di dissesto idrogeologico, non sono stati mai eseguiti lavori risolutivi sull’arteria. Sembra che l’unico intervento previsto dal Genio Civile interessi la liberazione della carreggiata dai massi e l’eventuale distacco di altri massi pericolanti. Il Sindaco di Roscigno Pino Palmieri non giudica tale intervento risolutivo e ancor di più in grado di garantire l’incolumità dei cittadini. 

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Referendum su Città Vallo ad un bivio. Era previsto per questa mattina il consiglio regionale per valutare la possibilità di indizione del referendum per l’istituzione di un comune unico del Vallo di Diano ma l’assenza del numero legale ha imposto un ulteriore rinvio a mercoledì prossimo 4 febbraio. Iter lungo, caratterizzato anche da una bufera scaturita dalla scomparsa di una prima raccolta firme sparita misteriosamente con la richiesta di indizione del referendum arenatasi in Regione, che ha avuto il suo prosieguo solo grazie alla tenacia e alla volontà di Carmelo Bufano, primo firmatario della proposta di legge. Lo scorso anno viene presentata una nuova richiesta con la raccolta firme presentata nel mese di febbraio. La presenza nel Vallo di Diano della commissione permanente affari istituzionali  regionale aveva già lanciato un primo segnale di forte volontà da parte della Regione Campania di dare immediato seguito alla richiesta di fusione dei Comuni in un’unica realtà territoriale. Un assist importante è giunto anche nelle scorse settimana dal Governo con il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta che in una intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero, aveva lasciato intendere chiaramente e senza giri di parola la volontà di eliminare le regole restrittive imposte dal patto di stabilità per 5 anni, ai comuni che avessero deciso di fondersi in un’unica realtà. Questa mattina alle 11,00 era previsto il consiglio regionale, già programmato la scorsa settimana ma slittato a causa di complicazioni sopravvenute all’interno della Regione, ora nuovamente posticipato al prossimo mercoledì. Tra gli argomenti all’ordine del giorno anche l’indizione di referendum popolari per l’istituzione del Comune Unico di Ischia e per l’Istituzione del Comune Unico Vallo di Diano. Pronti anche i fondi per effettuare il referendum. La Regione Campania, infatti ha già stanziato 50 milioni di euro per indire il referendum nella modalità di invio della richiesta di parere a mezzo posta a tutti gli aventi diritto residenti nel territorio valdianese. I cittadini, in caso di parere favorevole del consiglio regionale di questa mattina si vedranno recapitare direttamente a casa la proposta per esprimere il parere. Si attende quindi il prossimo consiglio regionale per sapere se i cittadini del Vallo di Diano potranno finalmente esprimere il proprio parere su una possibile unione sotto un’unica entità territoriale, dando seguito all’iniziativa partita oltre 30 anni fa, da una idea utopistica  di Enrico Quaranta e Gerardo Ritorto, ma molto lungimirante, che aveva anche preso spessore grazie al progetto architettonico realizzato dal Prof. Paolo Portoghesi e i suoi collaboratori, tra i quali il giovane Ottavio Di Brizzi e portata avanti con tenacia da Carmelo Bufano, 

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Il comitato Pro Tribunale e l’associazione giuristi cattolici italiani si sono nuovamente riuniti per lanciare le loro preoccupazioni: in primis ritengono l’amministrazione comunale di Sala Consilina assente sul fronte della battaglia per la riapertura dell’ex Palazzo di Giustizia. «Se uno spiraglio c’è – dicono i sostenitori della battaglia pro-riapertura – questo verrebbe seriamente ostacolato dalla richiesta fatta dal sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, all’Asl e cioè di trasferire gli uffici del Distretto Sanitario proprio all’interno dell’ex Tribunale». Sostengono, infatti, che – seppure l’amministrazione comunale abbia sottolineato lo sgombero eventuale degli uffici Asl – nel caso di riapertura del Tribunale – la concessione in comodato d’uso gratuito per 10 anni dei locali rappresenterebbe un vincolo che andrebbe a discapito della lotta per la riapertura del Tribunale.

Segni positivi per la riapertura del Tribunale, erano emersi solo nelle ultime settimane attraverso le iniziative parlamentari sia da parte di rappresentanti politici di destra come di sinistra. Dal canto suo, infatti il senatore ebolitano di Forza Italia, Franco Cardiello, ha svolto pochi giorni fa una visita ispettiva presso il Tribunale di Lagonegro, verificando situazioni di disagio come spazi ridotti in cui due magistrati, ad esempio, nella stessa aula, sono costretti a discutere due distinte cause, oltre a corridoi pieni di faldoni, sottolineando come uno degli ultimi rinvii relativi ad una causa siano stati fissati ad un anno e mezzo (quando il massimo è di 3 mesi).

Dall’altro, l’onorevole Simone Valiante che ha ottenuto un’apertura da parte della Giustizia Orlando sulla rivalutazione dell’ultima riforma giudiziaria, dopo la risposta ottenuta all’interrogazione urgente presentata da lui insieme ad altri 30 parlamentari.

C’è una fetta di cittadini, insomma, che combatte per riportare Sala Consilina al centro dell’erogazione dei servizi essenziali. Si pensi che la città ha perso da dopo un altro ufficio, quello amministrativo dell’Enel.

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