Attualità

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Si è concluso risultando particolarmente apprezzato il corso organizzato dalla Banca Monte Pruno su iniziativa dell'Associazione Monte Pruno Giovani sulla Progettazione sociale. 15 ore di studio e approfondimento che hanno visto i giovani partecipanti all'iniziativa di formazione seguire esperti del settore su un tema di grande attualità che consente di migliorare le loro competenze e, di conseguenza, favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Ieri sera, presso al sala cultura della Banca Monte Pruno si è tenuto la fase conclusiva del corso con la consegna degli attestati alla presenza del responsabile area direzione della Banca Monte Pruno Cono Federico, e il presidente dell'Associazione Monte Pruno Giovani Giuseppe Nese. In un periodo in cui il lavoro viene considerato ormai merce rara con un serio sbilanciamento tra domanda e offerta, con l'offerta che non riesce a soddisfare l'eccessiva domanda, creare nuove figure professionali può rappresentare il modo più opportuno per ridurre il gap. Su queste basi, la Banca Monte Pruno ha accolto e sostenuto l'iniziativa dei giovani soci dell'Associazione Monte Pruno che ha sviluppato l'idea a seguito di un'attenta valutazione di ciò che è il mondo attuale e del modus operandi, cioè il metodo di operare in considerazione dei nuovi sistemi politici e culturali, con quelle che sono le richieste specifiche del mercato in termini di capacità professionali. Attraverso questa valutazioni è emersa chiara la necessità, all'interno del mondo del lavoro, di disporre di professionalità che siano preparati in tema appunto di progettazione sociale cioè la capacità di acquisire  e nel contempo la capacità di applicazione di specifiche tecniche sul problema sociale che ci si trova ad affrontare. Il progettista è quindi chiamato ad operare il cambiamento utilizzando gli strumenti a sua disposizione partendo dall'analisi del problema, sia valutando il contesto sociale in cui ci si trova ad operare e dove è richiesta la risoluzione del problema, utilizzando le risorse a disposizione e, magari, cercando di acquisirne altre, come ad esempio i fondi derivanti dalla programmazione europea. Fare quindi in modo che le disponibilità e le diverse occasioni offerte vengano sfruttate al meglio da chi ne usufruisce.  Negli ultimi anni, la progettazione sociale ha assunto un ruolo sempre più rilevante nell’ambito dell’organizzazione delle politiche e dei servizi visto soprattutto il ruolo svolto dalla programmazione comunitaria così come la progettazione nell'ambito del sistema integrato e dei servizi sociali. L'associazione Monte Pruno Giovani e la Banca Monte Pruno valutando la sempre crescente richiesta sul mercato di figure professionali preparate in progettazione sociale, ha quindi deciso di offrire ai giovani del territorio su cui opera questa nuova opportunità formativa, puntando così ad ampliare il panorama delle proposte e delle opportunità lavorative, favorendo anche uno sviluppo globale della società su cui opera a passo con i tempi. Il corso di progettazione sociale che si è concluso ieri con la consegna degli attestati punto proprio a questo scopo. Si sono aperte le porte per formare nuove professionalità che possono rappresentare fondamentale sviluppo per tutto il territorio e possono essere da supporto importante per tutti i settori, economici e non.

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L'esempio del sud che funziona arriva da Sanza con il racconto di un giovane che con tenacia e con la sua volontà di restare nella terra natale riesce oggi a raccontare una bella storia che regala tanta speranza per il futuro. Stiamo parlando del giovanissimo Francesco De Masi. Ci sono giovani che vanno via; non possono fare altro. Ci sono altri giovani che ci provano, a restare. Ci sono idee che diventano realtà e sogni che si materializzano in imprese. La storia di Francesco De Masi rappresenta l'esempio di Sud che funziona e che scommette sul futuro. Nel sangue di Francesco certo scorre l’amore per l’artigianato di qualità. Una passione trasmessa dai genitori che hanno dedicato la loro vita alla realizzazione di calzatuire di altissimo pregio. La loro storia imprenditoriale nasce, in un sud che neppure conosce l’arte del calzaturiero, quando i portabandiera del made in Italy del calzaturiero erano collocati tutti, o quasi, in Toscana. Ma qui, alle pendici del Cervati, nel cuore del Cilento, una coppia molto affiatata nella vita così come nel lavoro, Marcello ed Anna, con impegno ed abnegazione lavoravano i mocassini, punto di forza della loro produzione destinata ai mercati internazionali. Nel tempo, la stessa passione è stata trasmessa anche al giovane Francesco, poco più che ventenne, che nel 2012, eredita l’esperienza ultra trentennale dei genitori e che scommette di investire al Sud. Una scommessa non solo vinta, ma ora punto di riferimento per il piccolo artigianato di altissima qualità. La creazione di un nuovo marchio, Designs, rilancia sul mercato internazionale di nuovi prodotti che in poco tempo si sono affermati ed ora consentono alla piccola impresa artigiana di occupare anche qualche decina di operai. la produzione calzaturiera, effettuata interamente all’interno del laboratorio di Sanza, dal taglio dei pellami, alla giuntura delle tomaie, alla stiratura dei mocassini alle rifinitura, segue un rigido protocollo qualitativo che garantisce alle calzature prodotte dalla famiglia De Masi di entrare a pieno titolo tra i produttori d’eccellenza del salernitano. Insomma, ci sono sogni che diventano concrete realtà. Ci sono storie che vanno vissute ed idee che fanno la differenza. Questa la storia del giovane imprenditore calzaturiero Francesco De Masi. Una bella storia del Sud, che permette di guardare con ottimismo al futuro.

 

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Ieri la festa per la consegna dei premi ai vincitori del torneo di calcio a 5 organizzato dall'amministrazione comunale di Teggiano, guidata dal Sindaco Rocco Cimino, su iniziativa del consigliere delegato allo sport Antonio D'Elia. Un torneo organizzato con il supporto del presidente del consiglio Emma Gallo e del vice sindaco Marianna Morello per la loro passione verso lo sport. Presso il ristorante La Marchesina le amministrazioni comunali partecipanti si sono riuniti in un momento conviviale, non privo di tristezza per la morte del consigliere comunale di Sant'Arsenio Nicola Costa. I presenti, infatti, hanno voluto dedicare a lui un momento di riflessione, con il Sindaco Cimino che ha lanciato la proposta di fare del torneo tra amministrazione comunali un memorial in ricordo del giovane Nicola. L'iniziativa, oltre al carattere sportivo, si pone anche l'obiettivo di creare sinergia tra le varie amministrazioni comunali del territorio e riflettere al fine di creare e stimolare verso una maggiore unità con spirito collaborativo tra i comuni del Vallo di Diano insieme ai comuni confinanti degli Alburni, che si ritrovano a dover affrontare problematicità de tutto simili e, in diversi casi, anche più gravi di quelle vissute dai comuni valdianesi, in un'ottica di crescita collettiva.

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Il caso della telefonata tra il presidente della Lazio e copatron della Salernitana Claudio Lotito e l’ormai ex direttore generale dell’Ischia, Pino Iodice potrebbe andare in archivio senza nessuna ripercussione per il numero uno dei biancocelesti e dei granata. E’ questo almeno quanto rileva l’edizione odierna del “La Gazzetta dello Sport” che annuncia come il procuratore federale Stefano Palazzi abbia deciso di archiviare il caso. Quindi nessun deferimento per Lotito. Una telefonata molto forte tra Lotito e Iodice in cui il copatron granata si auspicava la non promozione di Carpi e Frosinone (cosa che in realtà sul campo è avvenuta) ma soprattutto parlava della gestione della politica federale, la crisi economica della Lega Pro e i piani con cui Lotito avrebbe risollevato la terza serie del calcio italiano attraverso la conferma del presidente Macalli. Nei giorni in cui la maggioranza di Macalli (che poi si è dimesso) si scontrava con l’opposizione di Gravina e Ghirelli sull’approvazione del bilancio.  Lotito – secondo la Procura di Napoli – avrebbe tentato un’estorsione nei confronti di Iodice, provando a convincerlo a rivotare per Macalli. A partire da quella telefonata si erano mosse poi le perquisizioni in Federcalcio, e l’inchiesta dell’Antitrust su un accordo tra Sky, Mediaset e Infront (accordo nel quale Lotito avrebbe svolto un ruolo centrale). Per la giustizia sportiva però non ci sono riscontri alle parole pronunciate dal presidente della Lazio in quell’occasione. Né per il procuratore Palazzi, né per la super procura del Coni sotto la guida del generale Enrico Cataldi. Tre i motivi secondo “La Gazzetta dello Sport” che spingono Palazzi a chiedere l’archiviazione: Iodice non avrebbe fornito altro materiale per sostenere la propria denuncia, oltre alla telefonata. Che quindi sarebbe un fatto isolato. Le parole di Lotito non costituirebbero di per sé delle intimidazioni. Inoltre, e questo sarebbe il punto chiave, gli altri dirigenti che secondo Iodice avrebbero ricevuto le stesse minacce da Lotito non hanno poi confermato gli interventi del presidentissimo laziale. Un quadro che però è ben distante da quello della Procura di Napoli. Ora l’inchiesta della giustizia ordinaria potrebbe prendere due strade: portare ad una clamorosa archiviazione anche qui, oppure smentire la procura sportiva.

 

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