Attualità

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Questa mattina in Piazza Umberto I a Padula è stato presentato lo Sportello d'Ascolto "Mai Soli" promosso dall'Associazione Amici di Padula. In occasione della giornata inaugurale dello sportello si è tenuto un convegno su Dimagrire con l'Ipnosi. 

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Editoriale 

Perché chi vive nel Vallo di Diano deve lasciare il PD? Perché non è il partito immaginato e sperato da coloro che vedevano nell’unione dei moderati e della sinistra di radice progressista, quel nuovo soggetto riformatore che dovesse alternarsi alla destra italiana. Perché lasciarlo ora? Perché ora più che mai questo che non è un partito ma una consociazione di personaggi ben definiti che hanno lacerato ed ora interrotto quel dialogo necessario con gli elettori ed i cittadini. Chi lo deve lasciare, senza nessuna remora? Intanto coloro che nelle vesti istituzionali dicono di interpretare il ruolo di amministratori locali, su mandato dei cittadini. Loro devono farlo. Lo devono fare ora. Perché se si appartiene ad un partito politico, bisogna condividerne le scelte e le decisioni. Se è vero come è vero che le disattenzioni che gli uomini di governo hanno apertamente manifestato in questi ultimi anni verso questa terra, sono certamente condannate da coloro che qui vivono, allora chi è deputato a rappresentare la “cosa pubblica” dagli stessi cittadini deve assumersi la responsabilità di condannare pubblicamente scelte non condivise, dunque quale miglior modo che prendere le distanze. Occorre uno scatto di orgoglio che evidentemente non è stato mostrato in questi anni di constante depauperamento di risorse e di applicazione di scelte che hanno il solo obiettivo di indebolire ancor più di quanto già non lo sia, un territorio sempre più allo sbando. La sanità, il tribunale, il carcere. Le ultime elezioni regionali.  Potrei continuare. E’ ora il momento di dimostrare che la politica è servizio. Che la politica è decisione, è programmazione. La politica è avere idee, averle chiare. La politica è partecipazione e condivisione. E’ ascolto. Allora, non me ne vorrà, il coordinatore del Pd del Vallo di diano, l’avvocato Cartolano, di cui ho stima. Ma ora è il momento della reazione. Non bastano più le parole pronunciate alla “democristiana maniera”. Non me ne vorranno sindaci ed amministratori che di questo Pd hanno tessera in tasca. A poco vale incontrare i referenti politici quando le scelte sono già fatte. Sentirsi dire le stesse cose, raccogliere la mortificazione di presenze inutili perché poco contano e poco incidono sulle scelte che invece determinano la morte di un territorio intero. Sono certo che la difesa ad oltranza di un partito, di un gruppo di appartenenza non è legato al mantenimento di un ruolo, di una cosiddetta “poltrona” che poi nulla ha da offrire, nella realtà. Sono certo invece che riappropriarsi dell’orgoglio dell’appartenenza ad una terra, alla propria gente, sia dignitoso, sia soddisfacente, sia soprattutto la dimostrazione che si crede nella politica dell’ascolto e dell’impegno. Ecco perché ora, più che mai, bisogna lasciare questo partito. Bisogna dare quel segnale che spesso è stato solo minacciato, ma mai veramente messo in pratica nella speranza che le cose possano cambiare. Lasciare questo partito significa dire apertamente che il limite è stato superato da tempo. Lasciare questo partito non significa non continuare a fare politica, tutt’altro. Significa riorganizzarsi, rifondare idee e spirito di appartenenza. Non certo prestare il fianco all’avversario; anzi dimostrare autorevolezza e determinazione. Lasciare questo partito significa dimostrare che si crede ancora che domani può essere meglio di oggi, iniziando però da oggi a lavorare seriamente per cambiare le cose.

Lorenzo Peluso

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Il Presidente dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani sez. di Sala Consilina Angelo Paladino interviene fortemente e duramente sulla chiusura del carcere. Duro Paladino nei confronti del Sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone a suo dire statico nell'affrontare la situazione e il pericolo sopressione. Il malumore deriva in particolare dall'avero organizzato e indetto un'assemblea pubblica per sabato 14 novembre. Una data poco significativa in considerazione dell'ormai avvenuta chiusura, per quel giorno, della casa circondariale visto che i detenuti sono già statti trasferiti in queste ore. "Il consiglio comunale e la cittadinzanza - speiga Paladino - andava coinvolta prima. Il 14 le esequie saranno già state celebrate e il carcere seppellito". Per questo motivo ha indetto epr domani mattina, sabato 7 novembre, una conferneza stampa rpesso il Bar Coppolaa alle ore 10,00 cui sono chiamati a aprtecipare tutti i referenti dei partiti politici sul territoro.  

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Per il Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni si aggrava la situazione istituzionale. Oltre all'assenza di un presidente con Amilcare Troiano che da due anni ricopre il ruolo di commissario, perde ora anche il presidente facente funzione della comunità del Parco Antonio Radano. In queste ore il sindaco di Stella Cilento, attraverso una lettera inviata a tutti i sindaci dei comuni del Parco, ha annunciato di rimettere nelle mani dell'assemblea il suo mandato. Radano era subentrato alla guida della comunità dopo la tragica morte del sindaco di Pollica Angelo Vassallo ucciso in un agguato da 9 colpi di pistola. Da allora è venuta a mancare la nomina del successore e, per tutti questi anni alla guida della comunità è rimasto Radano, all'epoca vice presidente. Negli ultimi mesi però la situazione sembra essere degenerata. Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, non solo come istituzione ma anche per il ruolo che svolge, è stato sempre al centro di polemiche. Questione Cinghiali, divieti e imposizioni, assenza di tutela del cittadino che vive in area protetta, vincoli persistenti e limitativi, senza considerare l'assenza totale di benefici e di sviluppo derivante proprio dall'appartenere come territorio ad area protetta, ed una totale assenza di iniziative promozionali.  I territori degli Alburni rappresentano le aree che maggiormente stanno alzando la voce, ma sono in costante aumento i numeri dei comuni che parlano di danno subito piuttosto che di vantaggio. L'assenza poi di un presidente dell'ente ha fatto il resto, andando a porre ancor più l'accento sulla mancata nomina del successore di Vassallo alla guida della comunità. Insomma una situazione che a lungo andare è degenerata. E sembra sia stata proprio la  mancanza totale di serenità decisionale collettiva alla base dell'iniziativa di Antonio Radano. Nella comunicazione inviata ai Sindaci infatti, evidenzia proprio le difficoltà di giungere ad una condivisa soluzione per l'elezione ed il rinnovo degli organi istituzionali dell'ente. Posizioni legittime tutte ma tra loro contrastanti, secondo Radano, che rendono difficile il raggiungimento dell'accordo. Questi i motivi essenziali che hanno quindi spinto il presidente facente Funzione della comunità del parco a desistere nel proseguire in questo compito che, dopo questi 5 anni, sembra sia diventato gravoso. Il sindaco di Stella Cilento, proprio per l'incarico ricoperto dalla morte di Angelo Vassallo, nei mesi scorsi, era stato anche ritenuto il responsabile della mancata elezione del nuovo presidente della comunità del parco. Per alcuni sindaci, infatti, era proprio Radano a cercare di rallentare l'elezione del nuovo presidente. Ora giunge la decisione di rimettere il suo incarico nelle mani dell'assemblea, rendendosi comunque disponibile ad eventuali adempimenti, il tutto finalizzato all'uscita definitiva dell'impasse istituzionale in cui si ritrova l'ente Parco nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni

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