Attualità

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Si terrà questo pomeriggio alle 18, presso la sede della Comunità montana del Vallo di Diano, un consiglio generale convocato in seduta straordinaria, urgente e pubblica per discutere del nuovo pozzo petrolifero "Pergola 1" previsto dall'Ente nazionale idrocarburi (Eni) nell'omonima località di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, a pochi chilometri di distanza dal Vallo di Diano.
Alla seduta consiliare, oltre ai sindaci del comprensorio, sono stati invitati i rappresentanti delle autorità di bacino regionale Campana Sud e interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele, l'onorevole Simone Valiante, i consiglieri regionali Donato Pica, Antonio Valiante, Luigi Cobellis, Gennaro Mucciolo e Giovanni Fortunato, nonché il consigliere provinciale e sindaco di Polla Rocco Giuliano.
Inoltre, al consiglio dell'ente montano parteciperanno anche gli esponenti del comitato "No al petrolio nel Vallo di Diano" per ribadire la loro contrarietà al nuovo pozzo petrolifero previsto, peraltro, a ridosso della catena montuosa della Maddalena, posta a spartiacque tra la regione campana e quella lucana, e caratterizzata da un fitto reticolo di acque risorgive che vanno ad alimentare, tra gli altri, l'Agri e il Basento, i due maggiori fiumi lucani per ricchezza d'acque.

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Sulla vicenda del Tribunale riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale di Sala Consilina:

È ora di dire basta!

"La soppressione del Tribunale costituisce un'autentica sciagura per Sala Consilina. I cittadini del nostro comune e dell'intero Vallo di Diano hanno vissuto questa dolorosa vicenda come uno scippo.
Tanti cittadini hanno voluto dare, senza altri fini, il proprio contributo per scongiurare l'esito al quale, purtroppo, siamo infine arrivati, e continuano a lottare nella speranza di ripristinare la situazione.
Ma, duole ammetterlo, la cronaca di questi anni, insieme con la prova dell'impegno fattivo e genuino di tanti, ci lascia pure la consapevolezza che alla radice di certe sconfitte ci sia largamente anche un atteggiamento tutto orientato alla divisione, alla polemica, allo scontro, al vaniloquio e talvolta al turpiloquio, proprio e tipico di alcuni personaggi.
Abbiamo dovuto avere a che fare, purtroppo, con un modo di agire e di operare finalizzato esclusivamente e strumentalmente alla tessitura dei propri, personali, disegni politici, tendenti ad una lunga campagna elettorale e ad improbabili resurrezioni politiche.
Per costoro, quanto fatto dagli altri è sbagliato, fuori luogo, fuori tempo ed è solo nella loro capacità la soluzione di tutti i problemi. Peccato, però, che non ci siamo mai resi conto, perché era impossibile farlo, di essere circondati da geni di tale levatura, in possesso di formidabili capacità di azione e di guida politica.
Un'Amministrazione ha il dovere di pensare agli interessi della collettività, cercando di trovare soluzioni adatte, per evitare ulteriori perdite nel nostro territorio.

Le accuse contenute nell'ultima lettera aperta del Comitato Pro-Tribunale stravolgono la realtà e travisano la verità dei fatti, per piegarla a una lettura assolutamente strumentale, tutta tesa a screditare l'azione degli Amministratori, che sono sempre gli unici a rischiare, sempre in prima persona.
Con la delibera, alla quale si fa riferimento nella lettera, abbiamo soltanto evitato, a ragion veduta e nelle condizioni date e note a tutti, che il nostro Comune potesse rischiare di subire un'ulteriore e non riparabile perdita, quella della sede del Distretto, che ad oggi e per il futuro rimarrà negli attuali locali di via Gramsci.
Speriamo tutti, come viene affermato, che la settimana prossima la commissione ministeriale e il Ministro ripristinino il Tribunale di Sala Consilina.
Troveranno, come abbiamo sempre detto e dimostrato con i fatti, un'Amministrazione pronta a riempire di nuovo i locali, per dare al nostro territorio quei servizi di Giustizia che deve avere.
Non troveranno certo i locali occupati dal Distretto Sanitario, perché gli uffici sanitari sono e rimarranno nella sede attualmente occupata di via Gramsci, grazie alla nostra delibera.
Così pure le accuse rivolte per quell'insulso convegno di Sicignano degli Alburni non possono che far sorridere.
A volte tacere fa più rumore che parlare inutilmente.
Questo concetto a molti del comitato non è chiaro, ma per fortuna i cittadini di Sala Consilina e del Vallo di Diano sono ben avveduti e conoscono molto bene certi signori e sapranno ancora una volta scegliere tra chi veramente pensa al bene comune e chi per se stesso".
Sala Consilina, 20 gennaio 2014

Il Sindaco e gli Assessori del comune di Sala Consilina

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Non si placano a Salvitelle e a Caggiano le polemiche che negli ultimi mesi hanno travolto due sacerdoti in seguito ai loro comportamenti ritenuti “sopra le righe” se non addirittura offensivi. Le comunità religiose di Salvitelle e Caggiano sembrano non aver gradito affatto le ultime “uscite” improvvisate dal parroco di Caggiano, Don Alessandro Brignone, che è anche amministratore parrocchiale della chiesa di San Sebastiano a Salvitelle, e dal vicario parrocchiale della Stessa San Sebastiano, Padre Ivan Francisco Miranda Zamarriego. Tanto che adesso i due sacerdoti sono oggetto di un pubblico manifesto per nulla tenero nei loro confronti pubblicato dall’Associazione “San Sebastiano Martire”  di Salvitelle, che chiede addirittura l’intervento del Vescovo di Salerno- Campagna- Acerno Monsignor Lugi Moretti. A causare le polemiche in particolare due episodi, il primo dei quali aveva visto protagonista Don Alessandro Brignone a Caggiano. Nel periodo di raccolta delle olive e vedendo la chiesa poco affollata, durante l'omelia il sacerdote irritatissimo aveva lanciato un "anatema" davvero incredibile, esclamando: "Che tutti gli olivi possano seccare”. La scorsa settimana, poi, c’era stata a Salvitelle l’originale performance del vice parroco di San Sebastiano che,  nel bel mezzo della messa, lasciato l'altare si era avvicinato ad una signora chiedendole di uscire, ed al suo rifiuto aveva abbandonato lui stesso la chiesa. Le Comunità di Caggiano  e Salvitelle –si legge nella lettera aperta dell’Associazione “San Sebastiano Martire”- per lungo tempo hanno avuto l'onore e il privilegio di  avere come parroci due GRANDI  ed ILLUSTRI sacerdoti  come Mons. Domenico  Di Stasio ed il reverendo parroco Don  Vittorio Lamattina. Erano sacerdoti illuminati  e sostenuti da tutti –continua il manifesto- perché vicini alle famiglie ed ai giovani,  sempre impegnati in iniziative  pastorali  e sociali mirate al sostegno e crescita della FEDE”. Il documento poi evidenzia il radicale ed improvviso cambiamento che ha portato ad avere un solo Parroco nelle due parrocchie di Caggiano  ed un Amministratore  della  Parrocchia  S Spirito in Salvitelle. “Essendo questa la disposizione di Mons. Moretti –continua la lettera aperta- ci siamo adeguati nel rispetto del Magistero della Chiesa, ma non possiamo, tuttavia adeguarci e subire le ANGHERIE  di questi nuovi parroci che a Caggiano mandano in Chiesa MALEDIZIONI, e a Salvitelle invitano  e mettono FUORI dalla  Chiesa  i fedeli”. L’Associazione San Sebastiano Martire sottolinea che per quanto accaduto i sacerdoti di Caggiano e Salvitelle nell'ultimo periodo sono finiti entrambi  sulla cronaca   NAZIONALE, e che le notizie  riportate dalla stampa  e dagli organi di informazione certamente non fanno onore alle due comunità costituite da gente onesta, sincera,  semplice  e laboriosa.“Ma ancora di più –continua il manifesto- quanto accaduto non fa onore ai Parroci, che più  degli altri  e prima degli altri  sono chiamati  a dare ESEMPIO  e TESTIMONIARE azioni  di FEDE, TOLLERANZA, AMORE, RISPETTO e FRATELLANZA.Con Don MIMI' e con  Don Vittorio – concludono dall’Associazione di San Sebastiano Martire- una cosa del genere non  era mai successa in CHIESA”.La richiesta dell’Associazione è ovviamente quella di un immediato intervento del Vescovo di Salerno Monsignor Moretti per porre un qualche argine a quella che viene considerata una vera e propria deriva dalle comunità religiose di Caggiano e Salvitelle.  

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Il corteo a sostegno della sanità valdianese di Sant'Arsenio ha fatto emergere anche una forte sfiducia nelle istituzioni e poca speranza per il futuro. Insomma una forte negatività espressa soprattutto da parte dei giovani presenti, che ormai avvertono forte l'esigenza di lasciare un Vallo di Diano sempre più privato di servizi essenziali e con scarsissime possibilità di lavoro

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