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Continua l’attività del minoranza consiliare di Pertosa guidata dal capogruppo Vito Panzella che dopo l’interessante incontro pubblico con i cittadini ha protocollato nei giorni scorsi tre richieste agli uffici di Pertosa. Tre gli argomenti principali sui quali far luce: lo stato attuale dei lavori di metanizzazione a Pertosa, la richiesta di abolire il pagamento del passo carrabile a raso e la richiesta a Sita Sud srl di chiarimenti ufficiali sul perché non arrivano tutti i giorni in piazza i propri mezzi.  Argomenti che Panzella ha chiesto di discuterne in consiglio comunale. Dalla maggioranza e dal primo cittadino sarebbe arrivata anche la disponibilità a discuterne già nel prossimo consiglio comunale. Sul fronte della viabilità l’attività del capogruppo Panzella si è concentrata sulla questione relativa alla SS 19 e ha incontrato il primo cittadino di Auletta al quale ha notificato la richiesta sullo stato dei lavori della Strada SS 19 in merito alla frana ricevendo copia scritta della Conferenza dei Servizi con tutta la documentazione. “Ho dato la mia disponibilità – ha dichiarato Panzella – al Comune di Auletta di intraprendere una battaglia comune volta alla definitiva soluzione della SS 19, battaglia che dovrà coinvolgere tutte le forze politiche della nostra terra”. Infine sul versante della Fondazione Mida, Vito Panzella ha incontrato il presidente Francescantonio D’Oriliaper visionare progetti e attività Mida,per avere conoscenza dei lavori delle Grotte Italiane Turistiche e per fare proposte sullo sviluppo del complesso speleologico e dei Musei Mida di Pertosa e Auletta ricevendo tutte le copie richieste e la massima disponibilità di ogni collaborazione presente e futura. Tanti gli spunti di riflessione emersi da questo incontro. “Chiederò – ha aggiunto Panzella – un incontro pubblico con i 2 consigli comunali di Pertosa e Auletta e il Mida per confrontarci sul futuro delle grotte e del turismo nei nostri paesi”.

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La protesta da parte digli abitanti di località Pennino a Buonabitacolo prosegue senza sosta e con decisioni. La sentenza definitiva del TAR ha dato il via libera all'installazione dell'antenna anche in virtù della legge del 2003 e di precedenti sentenze che vedono i Comuni non autorizzati ad esprimersi in merito e ad ostacolare i lavori. I cittadini di Buonabitacolo sono decisi a proseguire nella loro battaglia per impedire l'installazione dell'antenna su suolo privato. Da alcuni giorni i cittadini sono in presidio permanente con un solo grido "No all'antenna". 

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Protestano duramente un gruppo di cittadini di Buonabitacolo contro l'istallazione dell'antenna della Wind. Da alcuni giorni, gli abitanti del posto sono in presidio permanente in località Pennino pronti alla resistenza. Una vicenda che sembrava essersi placata ma che, dopo la diffusione delle notizia che vedrebbero l'inizio dei lavori per l'istallazione di un palo alto 34 metri completo di 6 antenne e 3 parabole, ha provocato nuovamente l'ira dei cittadini che da lunedì sono in presidio sul posto. L'amministrazione comunale guidata da Elia Rinaldi ha provato, per quanto in suo potere ad opporsi all'opera con l'installazione prevista su terreno privato, ma a nulla sono valsi i tentativi. "La mia Amministrazione Comunale, - ha spiegato - sulla scorta delle preoccupazioni diffuse tra i cittadini si è battuta, e sta continuando a farlo fino in fondo per impedire l’installazione delle antenne telefoniche". Una battaglia condotta soprattutto nelle aule dei tribunali ma, la sentenza del tar dello scorso 6 luglio ha chiaramente fatto intendere come la giustizia e la legge sia dalla parte della compagnia telefonica. La società, tramite tar ha chiesto l'annullamento del provvedimento del Comune che aveva respinto l'autorizzazione alla realizzazione dell'antenna. Richiesta accolta dai giudici che hanno annullato il provvedimento. Nella sentenza del TAR si fa chiaro riferimento al decreto legislativo del 2003 e alle già numerose decisioni di TAR e Cosnigli di Stato nazionali, ultima in ordine di tempo una pronuncia del TAR Lazio secondo cui le antenne telefoniche vengono riconosciute opere primarie di urbanizzazione pertanto, si legge nella sentenza del Tar Salerno, "il Comune non ha alcuna potestà di introdurre un divieto generalizzato di installazione delle stazioni radio base, né di introdurre misure che, pur essendo di natura tipicamente urbanistica non siano funzionali al governo del territorio, quanto piuttosto alla tutela dai rischi dell'elettromagnetismo che, comunque rientra nelle esclusive attribuzioni statali,; di conseguenza la localizzazione degli impianti nelle sole zone in cui il regolamento li consente si pone in contrasto non solo con l'esigenza di permettere la copertura del servizio di telefonia mobile sull'intero territorio comunale, ma anche con la loro natura di infrastrutture primarie e impianti di interesse generale". Queste le parole riportate sulla sentenza del TAR che annulla il provvedimento del comune. Il sindaco Elia Rinaldi pur riconoscendo le ragioni dei suoi cittadini è stato comunque costretto suo malgrado ad accettare la sentenza e, nel suo ruolo istituzionale è oggi chiamato a far rispettare le leggi. Dopo la decisione del TAR, l'amministrazione comunale ha tentato di negoziare con la compagnia telefonica per cercare una nuova allocazione in aree disabitate e demaniali, o per discutere della possibilità di installare, microcelle  telefoniche a basso impatto elettromagnetico o impianti di potenza ridotta senza però successo. La compagnie ha scartato ogni altra ipotesi e bocciato tutti i suoli demaniali alternativi a quello messo a disposizione in località Pennino da alcuni privati. Suolo, peraltro, scelto anche da Vodafone e H3G per installare i rispettivi impianti di radiotelefonia. A lasciare ancor più l'amaro in bocca al primo cittadino di Buonabitacolo è l'impossibilità per i sindaci di avere voce in capitolo in una decisione così delicata. "I Comuni - spiega Elia Rinaldi - dovrebbero poter scegliere l’ubicazione degli impianti telefonici e sapere con certezza gli effetti delle onde elettromagnetiche sui cittadini. A maggior ragione perché il sindaco è anche autorità sanitaria locale"

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Con l’ordinanza n. 76 del 10 novembre il sindaco del Comune di Teggiano ha stabilito in via temporanea e urgente l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani nel territorio alla ditta Sagitta 97 e alla ditta General Enterprise. Come riporta l’ordinanza, il primo cittadino ordina alla ditta Ergon Spa l’immediata interruzione di ogni forma di rapporto contrattuale inerente il servizio di raccolta trasporto e conferimento dei rifiuti comunali, la rimozione dei cassoni dal centro di raccolta comunale e conferimento dei rifiuti già stoccati agli impianti di recupero/smaltimento. Inoltre, ordina alla ditta Sagitta 97 il servizio di raccolta porta a parto e trasporto a centro di raccolta comunale dei rifiuti per una spesa complessiva di 19.730 euro + iva al mese; allo stesso tempo ordina alla ditta General Enterprise di effettuare con decorrenza immediata il servizio di raccolta rifiuti, il servizio di trasporto di tutti i rifiuti dal centro di raccolta comunale agli  impianti finali di recupero/smaltimento e la gestione del centro di raccolta comunale compreso il nolo di tutti i cassoni, containers e scarrabili necessari per il trasporto.  L’ordinanza è valida fino all’espletamento delle procedure di gara per l’affidamento del “Servizio di raccolta differenziata porta a porta, trasporto dei rifiuti solidi urbani, servizi complementari di igiene urbana e gestione centro raccolta comunale” per un massimo di tre mesi, prorogabili nei termini di legge. A Teggiano non esiste alcun problema rifiuti, l’ordinanza è frutto della particolare attenzione e della scrupolosità del primo cittadino Rocco Cimino. 

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