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La legge 7 agosto 2012 n. 135, varata dal governo Monti nell'ambito della Spending Review, già dallo scorso hanno scolastico ha predisposto l'obbligo di iscrizione alle prime classi delle scuole di ogni ordine e grado, escluse le scuole materne, attraverso la modalità online. La nuova normativa, genera perplessità e, nonostante sia stata già applicata per le iscrizioni all'anno scolastico 2012/2013, anche quest'anno sembra stia creando caos, soprattutto tra le famiglie che non hanno confidenza con i sistemi informatici. A sostegno dei genitori e ragazzi che sono alle prese con l'iscrizione agli istituti scolastici, arriva il Ministero dell'Istruzione Dell'Università e della Ricerca (MIUR) che ha predisposto un apposito opuscolo su cui vengono spiegate nel dettaglio tutti i passaggi necessari per effettuare l'operazione. Per le scuole salernitane, il provveditore scolastico Renato Pagliara, consapevole delle difficoltà, ha attivato un apposito piano anticaos a supporto delle famiglie attraverso un servizio di tutoraggio per assistere nella compilazione delle domande coloro che non hanno molta dimestichezza con i sistemi informatici. Inoltre, attraverso il sito istituzionale del MIUR www.istruzione.it si può accedere direttamente al sito dedicato alle iscrizioni on line e scaricare la brochure informativa in cui vengono dettagliatamente spiegati tutti i passaggi necessari per la registrazione sul sito del Ministero dell'Istruzione e per la compilazione delle domande di iscrizione. La registrazione è possibile già dallo scorso 27 gennaio mentre la procedura di compilazione delle domande è attiva da ieri, 3 febbraio 2014 per concludersi il prossimo 28 febbraio, con il sito attivo 24 ore su 24. Le operazione possono essere effettuate in qualsiasi momento, sabato e domenica compresi, e possono anche essere interrotte senza perdere i dati già inseriti. Va precisato che una volta compilata la richiesta di registrazione con l'inserimento dei dati necessari, l'operazione si può definire completata solo a conferma della stessa che può essere effettuata accedendo al link che il ministero invierà tramite mail all'indirizzo riportato nella registrazione, azione che deve essere effettuata nell'arco delle 24 ore. Se ciò non dovesse avvenire l'utenza sarà annullata e risulterà necessario ripetere l'operazione di registrazione. In ogni caso, i dirigenti scolastici delle scuole, hanno ricevuto ampie delucidazione da parte del Ministero quindi, per ogni ulteriore informazione o assistenza, è possibile rivolgersi direttamente agli istituti scolastici per essere aiutati nella compilazione delle domande di iscrizione online

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Dopo settimane di proteste della comunità di Buonabitacolo, culminate con l'eclatante manifestazione di mercoledì scorso, la società di telecomunicazioni svedese Ericsson ha chiesto al primo cittadino di Buonabitacolo Beniamino Curcio un incontro per discutere della situazione legata alle antenne telefoniche. In attesa della riunione, inoltre, la multinazionale ha invitato il sindaco a tranquillizzare la cittadinanza. Dunque situazione al momento in stand-by, e la speranza della comunità buonabitacolese è che l'azienda abbandoni l'idea di voler installare le sei antenne e le tre parabole in località Pennino, una zona a vocazione agricola e densamente abitata, per individuare luoghi del paese più idonei all'impianto telefonico. La notizia dei contatti tra la Ericsson ed il sindaco Beniamino Curcio ha restituito un po' di serenità ai cittadini, soprattutto a quelli residenti in località Pennino, anche se resta alta la guardia. Il comitato "No all'antenna a Buonabitacolo", infatti, sta continuando a presidiare la zona e a sensibilizzare la popolazione. Lo stato di agitazione locale è stato evidenziato anche dal sindaco Curcio in una lettera inviata il 31 gennaio scorso al prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone. "La situazione è particolarmente preoccupante –si legge nel documento- ed i buonabitacolesi non vogliono che la Ericsson installi l'antenna in località Pennino; il paese è in rivolta; la gente è ostinata e la tensione sale giorno dopo giorno. Una situazione dunque di grande fibrillazione sociale: ho personalmente visto nonni con le lacrime agli occhi, preoccupati per i nipoti". Gli abitanti del posto temono gli effetti sulla salute e sull'ambiente dell'inquinamento elettromagnetico causato dalle onde radio. A questo proposito, il sindaco Curcio nella nota inviata al prefetto specifica che «il"no all'antenna" in località Pennino non va letto come una presa di posizione di principio, né è frutto di una strumentalizzazione politica, visto che maggioranza e minoranza sono sulla stessa linea al fianco dei cittadini. "Si è contrari –spiega Curcio- perché si ritiene che l'antenna sul sito individuato da Ericsson determini un forte impatto ambientale, trovandosi l'area su una collinetta proprio di fronte al centro abitato e sulla quale non fa piacere a nessuno vedere un palo mostruoso alto ben 34 metri". Nella zona passa anche un elettrodotto, e la gente è preoccupata che all'impatto elettromagnetico dell'elettrodotto si aggiunga quello dell'antenna di Ericsson". Il clima resta insomma infuocato nel piccolo paese del Vallo di Diano. Nel giro di pochi giorni, si sono tenuti incontri, consigli comunali, presidi e petizioni. I buonabitacolesi si dicono "pronti a tutto" se non si troverà una soluzione: persino a recarsi a Roma per farsi ascoltare direttamente dalla multinazionale.

Elia Rinaldi

ARTICOLO CORRELATO: http://controvallo.wordpress.com/2014/02/04/buonabitacolo-ericsson-pronta-a-trattare-sullantenna/

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Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni è stata da sempre considerata una risorsa anche dal punto di vista occupazionale, che però specialmente negli ultimi anni non sembra sia stata sfruttata a pieno. Domenico Nicoletti, primo direttore dell'ente Parco, lamenta come dal 2001 non sia stato più presentato un bilancio sociale e, soprattutto, attacca l'assenza di iniziative in grado di favorire l'occupazione e lo sviluppo dell'area.

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Si dovrebbero conoscere a breve i risultati dello studio di fattibilità effettuato dal Gruppo Ferrovie Italiane per il ripristino della tratta ferrata Sicignano- Lagonegro. Risultati che però –ancora prima di essere resi pubblici- non convincono il comitato pro ferrovia, secondo il quale non sarebbero altro che la rivalutazione economica dello studio di fattibilità commissionato dalla Regione Campania nel 2007, che prevedeva per il ripristino della tratta una spesa di 400 milioni di euro.

"Sono stati disattesi gli accordi relativi al nuovo studio di fattibilità per la riattivazione della Tratta ferrata Sicignano- Lagonegro da Parte di Ferrovie Italiane". Lo affermano i membri del Comitato Pro Ferrovia, attraverso una nota a firma di Giuseppe Verga, nella quale si specifica che nonostante il forte ritardo a breve i risultati dello studio, attualmente nelle mani degli Amministratori Delegati del Gruppo Ferrovie Italiane, dovrebbero essere resi pubblici. "Si tratta però –spiegano dal Comitato- della semplice rivalutazione economica dello studio di fattibilità commissionato dalla Regione Campania nel 2007 ad una società di progettazione privata e costato 180 mila euro, e noi per questo motivo lo contesteremo". Il Comitato Pro Ferrovia aveva infatti richiesto un nuovo studio di fattibilità vero e proprio, e non una valutazione parametrica basata su rilevamenti di sette anni fa, che peraltro prevedevano per il miglior scenario di riattivazione della linea un costo di circa 400 milioni di euro, a fronte dei 51 milioni previsti da uno studio FS nel 1999. "Serve un lavoro completo, serio e approfondito se si vuole effettivamente mettere mano alla linea –confermano dal Comitato- e pertanto il nostro obiettivo è quello di proporre al Ministro Lupi la realizzazione di un progetto immediatamente cantierabile sul primo tratto fino a Polla, di 28 km, da realizzare nei tempi più brevi possibili". Una proposta che vede tra l'altro a Polla una stazione già aperta e funzionante, il che non comporterebbe problemi di sistemazione della struttura. Ma è ormai sempre più chiaro che il problema della riattivazione della Sicignano Lagonegro è soprattutto politico: in un convegno svoltosi lo scorso 6 gennaio a Sicignano, in seguito alla delibera provinciale pro ferrovia, l'assessore regionale ai trasporti Vetrella aveva consigliato agli amministratori locali di inserire la riapertura della ferrovia in un progetto ampio di sviluppo territoriale. "Indubbiamente –evidenziano dal Comitato- sarebbe interessante capire come la classe dirigente locale vorrebbe far sviluppare il Vallo di Diano, in un'ottica di comprensorio, come comunità. E se il problema è quello della gestione dell'opera –concludono- siamo certi che i costi sarebbero una goccia nell'oceano di euro che la Regione ogni anno spende per il trasporto pubblico locale". Ogni anno vengono spesi più di 4 milioni di euro di soldi pubblici per reggere il sistema di trasporto pubblico interno al Vallo e per Salerno/Napoli, corrispettivi economici che la regione e la provincia concedono alle aziende di trasporto su gomma e per l'autoservizio sostitutivo. Secondo una stima del Comitato Pro Ferrovia, sarebbe invece quantificata in 1 milione e mezzo di euro all'anno la risorsa necessaria a collegare la parte più alta di ogni paese con le stazioni del Vallo di Diano e con ogni treno in arrivo o in partenza, creando quindi anche un sistema di mobilità interno al territorio. Secondo il Comitato Pro Ferrovia una scelta netta a favore del trasporto su ferro, come avviene nel resto d'Europa, porterebbe all'ottimizzazione delle risorse e al miglioramento dei servizi, collegando il territorio del Vallo all'Alta Velocità su ferro e all'aeroporto di Salerno, di recente inserito nel Piano Nazionale Aeroporti.

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