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Effettuare verifiche sui terreni che sono risultati interessati dagli sversamenti di rifiuti tossici nell'ambito dell'operazione Shamar condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Salerno ed eseguita dai militari della compagnia di Sala Consilina al comando del Cap. Paolo Cristinziano. La richiesta di effettuare opportune analisi sulle acque e sui terreni potenzialmente incriminati arriva dal gruppo consiliare di Polla, Polla Unica capeggiata dal Dott. Pierdomenico Di Benedetto.

La richiesta è rivolta nello specifico all'amministrazione comunale pollese anche se, nel contempo chiede che l'amministrazione Lovisi si faccia carico di sensibilizzare anche gli altri enti comunali in tal senso, soprattutto i comuni limitrofi. La richiesta era stata già oggetto di discussione in seno al consiglio generale della Comunità Montana Vallo di Diano svoltosi venerdì scorso. Il Dott. Di Benendetto, nella sua nota ha evidenziato in particolare la crescente preoccupazione tra i cittadini, preoccupazione che si manifesta poi con paura ed incertezza crescente.

Da qui, a parere del capogruppo di Polla UNica, la necessitò di effettuare i rilievi anche al fine di comprendere bene la situazione in cui versano le aree interessate "al fine - si legge nella nota del consigliere comunale pollese - di tutelare la cittadinanza. e tranquillizzare i piccoli produttori,con dati che affermino che le loro colture non hanno tracce di prodotti tossici". Una richiesta che, però, potrebbe non essere facile da assolvere, almeno secondo quanto emerso in seno all'incontro svoltosi venerdì scorso presso la sede dell'ente montano, soprattutto con l'intervento del sindaco di Atena Luigi Vertucci.

Nel corso della discussione è stato più volte ricordato come i sindaci, pur ricoprendo il ruolo di responsabili della sicurezza pubblica, non possono intervenire con ordinanze ingiustificate. Vertucci ha infatti ricordato come, ad oggi, i sindaci non sussiste l'esatta conoscenza dei terreni interessati dagli sversamenti non essendoci alcun provvedimento di sequestro in atto e, laddove vi sia il semplice sospetto su alcuni di tali terreni, i sindaci non possono comunque effettuare accertamenti essendo gli stessi di proprietà privata. Pare che l'unico atto possibile e non sempre realizzabile, è l'effettuazione di analisi su eventuali canali confinanti ai terreni, sempre che tali canali esistano e che siano di proprietà comunale.

Anna Maria CAVA

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Nei giorni scorsi Lorenzo Peluso aveva analizzato i fatti accaduti mettendo in risalto in particolare il benessere delle persone come indicatore di allarme. Analisi che ora è oggetto di un ulteriore chiarimento ricordando come, nel Vallo di Diano, si registra la presenza di una ricchezza buona che, nulla ha a che fare con i fatti accertati e l'illegalità ma che è frutto solo di sacrifici, lavoro duro e onesto e benedetta dal Signore, come dice Peluso, di cui è giusto goderne. Ma poi, ricorda Peluso, esiste la ricchezza malata.

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L'abitudine, perché di abitudine si tratta, all’inciviltà che si manifesta con l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico è un’erba cattiva difficile da estirpare. È tra i reati ambientali più frequentemente segnalati, almeno da queste parti, eppure si rimane sempre sbigottiti. Uno degli ultimi episodi si è accaduto ad Auletta. Qui, come documentano le foto, qualcuno ha pensato di lasciare immondizia a giacere nei pressi della stazione ferroviaria dismessa a 5km dal centro abitato.

Uno scenario marcescente con cumuli e cumuli che la natura stava cercando inglobare per provare a rivendicare i suoi spazi. Molto probabilmente è il risultato di un trasloco come si evince dalla tipologia di rifiuti. Che senso ha quando si ha a disposizione un centro ecologico che, per gli ingombranti, funziona già da qualche anno e per il resto c'è un efficiente porta a porta? Se lo chiede il vicesindaco Antonio Addesso a cui è arrivata la segnalazione e che ha prontamente contattato la Guardia Nazionale Ambientale. I volontari arrivati sul posto, coordinati dal Dirigente interregionale Antonio D’Acunto, tra i rifiuti hanno trovato buste paga con nominativi e altri indizi utili a risalire ai responsabili: hanno quindi avviato le procedure del caso.

L'ennesima discarica a cielo aperto trovata questa volta ad Auletta, come negli altri casi in giro per il comprensorio di cui si parla ormai quotidianamente, è come da copione in una zona isolata, dove la gente si sente libera di consumare delitti ambientali che troppo spesso restano impuniti. Fortunatamente in questo caso non si tratta di rifiuti pericolosi ma domestici. Sono comunque comportamenti che danno la misura di quanto il rispetto dell'ambiente sia una sfida culturale purtroppo ancora da cogliere compiutamente. É chiaro che non ci sono politiche di sensibilizzazione e servizi puntuali che tengano.

Rosa ROMANO

 

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I lavori alla Clinica Fischietti oggetto di polemiche. Mentre da un lato i cittadini temono una chiusura definitiva della struttura dall'altro la politica polemizza. A sollevare la polemica è il Comune di Padula ed il sindaco Paolo Imparato che, a seguito di un post di rassicurazioni pubblicato dal consigliere regionale Corrado Matera, in cui assicurava il suo impegno per accelerare i lavori sulla struttura, ha replicato ricordando l'iter che ha portato al finanziamento. L'ulteriore replica dell'On. Matera è stata immediata sottolineando che, il suo impegno non era finalizzato ad intestarsi la realizzazione dei lavori. Il tutto è partito da voci che circolavano insistenti tra la popolazione in cui si ipotizzava la chiusura definitiva della struttura di Padula oggetto di lavori di riqualificazione e che hanno portato alla richiesta di chiarimenti in merito.

A rispondere ieri Corrado Matera che ha sottolineando che non si tratta di chiusura definitiva, citando nello post anche i lavori presso l'ospedale di Sant'Arsenio e assicurando il suo impegno per "chiedere - si legge - che i lavori a Padula vengano completati velocemente e che si pratichino tutte le soluzioni possibili affinché, le attività previste, possano in parte continuare nello stesso immobile o, in caso di difficoltà, dislocate in strutture messe a disposizione dai sindaci interessati". Passano poche ore e il sindaco di Padula Imparato replica al consigliere regionale Matera postando le delibere per evitare il diffondersi di notizie a finanziamento ottenuto. Dal Comune spiegano che nel 2017 era partito un progetto per fare della Clinica Fischietti una struttura polivalente socio-sanitaria con la sottoscrizione di accordi con il comune di Montesano. Successivamente sono partite le azioni per dare il via ai lavori. Nel chiarire che non esiste alcun nesso tra i lavori alla clinica Fischietti e le opere presso l'Ospedale di Sant'Arsenio, Imparato sottolinea: “La doverosa ricostruzione dell’iter amministrativo si è resa necessaria per evitare strumentalizzazioni politiche, personalismi e falsi meriti di chi negli anni scorsi, pur rivestendo la carica di Assessore Regionale, non ha avuto e continua a non avere nessun ruolo nella complessa procedura che, consentirà ai cittadini a sud del Vallo di Diano di disporre di una struttura sanitaria innovativa”.

Le parole di Imparato vengono immediatamente recepite da Matera che risponde sottolineando come, nel suo post non vi era alcuna assunzione di meriti ma solo condivisione delle notizie in suo possesso. "Mi rendo conto - scrive Matera - che non sempre la comprensione di un testo scritto può risultare agevole, eppure mi era parso di essere stato abbastanza chiaro. Conosco benissimo l’iter descritto nella nota del Sindaco di Padula, e non vedo in cosa contrasti con la mia dichiarazione". Ricordando come nel suo scritto aveva assicurato il suo impegno per garantire il prosieguo del servizio e velocizzare le opere dichiara: "Le mia parole evidentemente hanno arrecato fastidio al Sindaco di Padula, o perché non ha compreso il testo o per motivi a me sconosciuti e difficilmente comprensibili. In un momento così delicato per il nostro territorio, la difesa di qualsiasi presidio a tutela della salute dei cittadini del Vallo deve essere interesse di tutti. Sperando che questa folkloristica polemica possa chiudersi qui, invito ancora tutti a essere uniti a tutela del nostro territorio".

Anna Maria CAVA

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