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Un problema sociale grave che affligge le nostre comunità è l’abuso di droghe e di alcol. Un problema che spesso fingiamo di non vedere. Resta una responsabilità sociale che accomuna tutti come sottolinea il giornalista Lorenzo Peluso nel suo ultimo editoriale sul tema. Invita ad alzare la testa, aprire gli occhi e non negare ciò che accade intorno a noi.

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Il coronavirus e soprattutto le misure di lockdown previste dal governo,hanno messo in ginocchio l'economia di interi paesi con la chiusura di un gran numero di attività commerciali. A fronte di questi dati, però, nella serata di ieri è arrivata a Sala Consilina una bella notizia che è stata accolta con favore della comunità. In Via Tressanti, di fronte all'ex tribunale, Christian Terruzzi ha inaugurato la sua nuova pizzeria dedicando il nome alla strada dove è ubicata. Si chiama infatti Pizzeria Tressanti la nuova attività di ristorazione prevalentemente dedicata alla pizzeria da asporto e che assicura anche il servizio di consegna a domicilio.

Un'attività a cui si stava lavorando già da tempo ma che, purtroppo, a causa dell'emergenza covid, ha dovuto rinviare i progetti. Ieri sera poi la festa che è stato anche un segnale importante per l'intera comunità salese che, alla riapertura dopo il lungo periodo di fermo delle attività, aveva dovuto fare i conti con la chiusura di un gran numero di esercizi commerciali ta cui anche attività di ristorazione e bar. L'inaugurazione d ieri sera allietata dalla presenza del cantante neomelodico Gianni Vezzosi che ha allietato la serata, è stato a un segno di ripresa e di coraggio di un popolo che non vuole arrendersi alle difficoltà. Un segno che è stato con favore vista la partecipazione all'evento anche di commercianti locali. Una serata di festa e di speranza accompagnata dalla possibilità di degustare ottime pizze cotte nel forno a legna e accompagnata da squisiti drink per la presenza dell'apecar Martini.

Anna Maria CAVA

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Estate positiva nonostante il Covid-19 ad Atena Lucana per presenze di turisti provenienti da varie località d'Italia e anche dall’estero. Lo rende noto l’Infopoint turistico che ha ripreso la propria attività all’inizio del mese di luglio, impegnandosi con professionalità e passione nell’accoglienza dei visitatori, attraverso varie attività di divulgazione e di promozione turistica. Diversi i turisti che anche in questi giorni stanno visitando il centro storico di Atena Lucana e in particolare il Museo Archeologico "Elena D'Alto", scoprendo la storia del borgo.

Il Museo ha quindi registrato un positivo riscontro per tutto il mese di luglio, con le aperture garantite in tutti i fine settimana, dalle 1o alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19. Apertura garantita anche per tutti i week end di questo mese e in altri eventuali giorni su prenotazione, compreso Ferragosto. Dunque chi vorrà, sempre su prenotazione, domani potrà trascorrere la giornata all’insegna dell’arte e della cultura ad Atena Lucana. Tutti i visitatori – fanno sapere dall’Infopoint - si sono dimostrati rispettosi delle normative Covid-19, igienizzando le mani, usando la mascherina, applicando il distanziamento e facendosi misurare la temperatura corporea, ma anche rilasciando i propri dati personali all'arrivo. Nel mese di luglio inoltre anche i più piccoli hanno fatto visita al Museo. I bimbi del campo estivo di Atena Lucana hanno infatti dimostrato, con la loro curiosità, tanto interesse e attenzione verso la storia del proprio paese. 

Antonella D'ALTO

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Cresce la presenza dei cinghiali e la vita è sempre più dura per gli agricoltori locali. Si parla tanto di biodiversità, ritorno all'agricoltura e di potenziamento del settore per la valorizzazione dei prodotti locali, ma alla fine chi davvero crede in queste idee e le porta avanti con sudore e fatica, viene irrimediabilmente abbandonato a se stesso. È il caso proprio degli agricoltori locali che, ogni anno, puntualmente si ritrovano a dover fare i con ti con i campi e raccolto devastati dal passaggio inesorabile dei cinghiali.

"Ogni anno la storia si ripete, - denuncia Mario Somma agricoltore di San Rufo - I contadini coltivano terreni e i cinghiali raccolgono la produzione". Lavoro e sacrificio dei tanti coltivatori del territorio che, in una notte si riduce al nulla per il passaggio degli ungulati che hanno ormai invaso anche i centri abitati, non solo quelli ubicati in area protetta del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni ma anche nelle aree contigue ed anche oltre. "Da anni ormai - continua Somma - non raccogliamo più nulla nei terreni, i cinghiali distruggono tutto:  cereali, mais e anche i vigneti". Ad essere maggiormente amareggiati per questa situazione sono proprio gli agricoltori delle aree contigue al Parco, come lo è il territorio di San Rufo che, pur soggetto ai vincoli imposti dall'area protetta, si ritrovano di contro a non poter usufruire dei vantaggi e della protezione riservata i coltivatori dei centri rientranti nell'area.

"La cosa che fa più rabbia - spiega amareggiato Mario Somma - é il fatto che nessuno ci ascolta. Ogni volta denunciamo queste problematiche ma, in risposta  abbiamo solo uno scarica barile di colpe e di competenze. Sarebbe ora che gli enti si assumessero le proprie responsabilità". A raccogliere le istanze degli agricoltori e sostenerne le ragioni, il consigliere comunale di San Rufo Domenico Setaro "Ciò che denunciano alcuni cittadini - dichiara Setaro - é un problema molto sentito. Noi tutti veniamo dalla terra, specialmente nei nostri piccoli paesi, se puntiamo a valorizzare i territori prima dobbiamo imparare a difenderli. Questi contadini vanno aiutati, - sottolinea e presenta anche la sua proposta - Potrebbe rivelarsi utile allargare il programma del selecontrollo anche oltre i confini dell'area parco e, se possibile, aumentare il numero dei selecontrollori in modo da frenare l'eccessivo incremento dei cinghiali".

Anna Maria CAVA

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