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“Non si metta a repentaglio l’immagine del territorio e dell’agricoltura del Vallo di Diano. Gli agricoltori onesti - e sono la maggior parte - sono i primi custodi del territorio e i primi a essere preoccupati della salubrità dell’ambiente.  Bene fa la magistratura ad indagare e siamo grati alle forze dell’ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente a servizio del territorio, ma vanno evitate generalizzazioni che penalizzano l’intero comparto agricolo e le produzioni locali”.  Così la Coldiretti Salerno commenta, con un comunicato stampa, l’indagine “Febbre dell’oro nero”, l’operazione sul traffico illecito di rifiuti, camorra e frodi sui carburanti disposta dalla Procura di Potenza. 

“E’ sempre bene ricordare che la Campania è l’unica Regione in Italia a disporre di un sistema di certificazione delle produzioni agroalimentari locali - spiega la confederazione - che sono i più controllati al mondo. Una campagna mediatica lesiva nei confronti delle produzioni agricole determina ogni giorno danni consistenti alla filiera agroalimentare di tutto il Vallo di Diano con forti ripercussioni economiche per i nostri imprenditori. Evitiamo di alimentare una visione distorta di questo territorio che è salubre e offre prodotti di altissima qualità. Tutte le iniziative a tutela della legalità sono condivisibili ma è necessario salvaguardare l’immagine delle produzioni locali e di un comparto che dà lavoro a migliaia di addetti”.

“L’agricoltura nel Vallo di Diano - conclude la Coldiretti Salerno - è storica, fondata su straordinarie eccellenze, sostenuta da piccole e piccolissime imprese che non hanno possibilità di affrontare tempeste mediatiche”.

Federico D’ALESSIO

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Al via nel salernitano i vaccini a casa per i fragili e i non deambulanti.

L’Asl Salerno ha comunicato che è iniziata la distribuzione delle dosi ai medici di Medicina generale per la somministrazione a domicilio dei pazienti. Ogni singolo distretto sanitario ha ricevuto una prima dotazione di 1.000 dosi di Astrazeneca e 200 di Moderna, con cui approvvigionare i medici per l’avvio della somministrazione domiciliare. Intanto - assicurano dall'Asl - continuano regolarmente le attività dei centri vaccinali che somministrano ogni giorno circa 5.000 dosi di vaccino, di cui 1.500/2000 di Astrazeneca. Nella giornata di ieri, inoltre, sono state consegnate all’Asl Salerno 20.000 dosi di Pfizer e 30.000 di Astrazeneca. Le attività vaccinali continuano normalmente su tutto il territorio, con un ritmo che rimane strettamente collegato alla fornitura dei vaccini.

Nei giorni scorsi si era parlato di vaccinazioni record con l’Asl che è la prima in Campania per numero di somministrazioni. C'erano però dei ritardi nell’inoculazioni ai pazienti fragili e non deambulanti. Andavano quindi modificati alcuni termini dell’accordo regionale con i medici di base per la presa in carico dei soggetti vaccinandi - è quanto era emerso dall'incontro di qualche giorno fa tra il direttore generale Mario Iervolino, il prefetto Francesco Russo e i sindacati di categoria.

E ora è arrivato l'annuncio dell'Asl che comunica l'imminente avvio della somministrazione a chi non può muoversi da casa.

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annamariacurcio

Questa mattina nel Family Center di Polla ha avuto luogo l’Assemblea per il rinnovo degli organi del Raggruppamento delle aziende del Vallo di Diano di Confindustria Salerno. Il Raggruppamento ha l’obiettivo di condividere ed esprimere unitariamente le problematiche e le opportunità presenti nel Vallo di Diano; organizzare iniziative sul territorio al fine di promuovere la crescita economica dell’area e sviluppare le relazioni tra gli imprenditori locali.

E’ stata eletta Coordinatrice del Raggruppamento: Annamaria Curcio – Curcio Depositi e Logistica Srl di Polla.

Alla carica di Consiglieri sono stati eletti: Marilena De Paola - Imballi Diano srl di Teggiano; Michelangelo Ferro – Miltech Srl di Sassano; Pietro d’Elia – La Mela srl di Teggiano; Giuseppe Gallo – Eurogas Energia srl di Teggiano e Domenico Medici – Chemical Plast di Atena Lucana.

“Il Vallo di Diano – ha dichiarato la neo coordinatrice Curcio – è un territorio ricco di potenzialità e le imprese che vi operano hanno voglia di crescere e di migliorarsi per competere con i mercati internazionali. Abbiamo aziende di valore che creano sviluppo e occupazione, generano indotto in un territorio che, purtroppo, a volte è dimenticato. Noi imprenditori siamo consapevoli che non è il luogo che fa la differenza ma la capacità di sapersi mettere in gioco, ed è quello che facciamo in questo lembo di terra a Sud di Salerno e dell’Italia”.

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Costruito nel 2002 e fermo per problemi di natura tecnologica da qualche anno, potrebbe riaprire presto l’osservatorio astronomico Aresta di Petina. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico D’Amato, ha infatti reso noto che proseguono i lavori per la sua sistemazione.

“Abbiamo partecipato ad un bando della Regione Campania ottenendo un finanziamento di 200mila euro”, ha spiegato il primo cittadino, affermando che i lavori sono iniziati circa un anno fa e che sono in via di definizione. Nel giro di un mese, dunque, l’osservatorio dovrebbe essere collaudato e pronto per l’uso. È stata sostituita tutta la parte elettronica del software ed è stato fatto un intervento sul cannocchiale. “Una volta sistemato e rimesso in funzione – ha spiegato il sindaco -, il punto nevralgico sarà la gestione. Sarà necessario trovare dei partner, che selezioneremo tramite avvisi pubblici, in grado di darci garanzie rispetto alla gestione, all’apertura annuale, al coinvolgimento delle scolaresche e del mondo universitario e degli astronomi in generale. Crediamo che l’osservatorio non debba essere solo per gli appassionati e legato ad aspetti di tipo tecnologico, ma debba essere anche un’occasione per sviluppare attività, per far conoscere il paese e dare qualche opportunità ai giovani del territorio”.

Sul massiccio dei Monti Alburni, ad un’altezza di 1169 metri, l’osservatorio di Petina è uno dei più importanti, grandi e potenti osservatori astronomici d’Italia. Il cannocchiale ha una lente di ben 850 mm di diametro, sotto una cupola di 5 metri. La struttura è nata da un vecchio “casone” di località Aresta, ricovero di pastori e mandriani, dove l’osservazione delle stelle è favorita dall’assenza di inquinamento luminoso.

Antonella D'ALTO

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