Attualità

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Guanti e mascherine non vanno dispersi nell'ambiente. Sembra una banalità eppure basta farsi un giro per trovarne ovunque. Sarà capitato a tutti di vederne lungo le strade, davanti ai negozi. É un malcostume generalizzato quello dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti ma ora se non stiamo attenti all'emergenza sanitaria potrebbe far seguito un rischio di inquinamento ambientale serio soprattutto ora in questa fase2 in cui è imposto a tutti i cittadini, grandi e piccoli, di indossarli per poter circolare.

La situazione è grave e richiede un lavoro di corretta informazione ma anche il pugno duro contro gli incivili cronici.

Attività di sensibilizzazione e sanzioni per chi getta a terra mascherine e guanti, è quanto Legambiente Campania ha chiesto all'ANCI e ai sindaci campani, a cui ha scritto in questi giorni partendo da numeri allarmanti: in tutta la regione sono oltre 11 milioni le mascherine ed i guanti distribuiti dalla Protezione civile dai primi di marzo ad oggi. Se si prendono in considerazione le sole mascherine, considerando un peso medio di circa 11g per mascherina, sono stati distribuiti oltre 106 tonnellate di materiali con una media giornaliera di oltre una tonnellata. Destinati, dopo il loro utilizzo, a diventare rifiuti. Che se non smaltiti correttamente si traducono in tonnellate di plastica in natura.

Sono scenari terribili e pericolosi: guanti e mascherine lasciati per terra e trasportati dal vento. Ecco perché è importante - dicono da Legambiente - che il cittadino diventi altruista nel portare la mascherina ma anche responsabile nel gettarle nell’indifferenziato in sacchetti resistenti. Un ruolo fondamentale spetta agli amministratori che devono predisporre campagne di sensibilizzazione sulle corrette modalità di conferimento dei materiali sanitari e al tempo stesso emanare ordinanze che prevedono multe per chi getta a terra mascherine e guanti.

 

Rosa ROMANO 

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Un salvadanaio in alcuni esercizi commerciali valdianesi per aiutare i randagi del territorio. È questa la nuova iniziativa denominata "Crocchetta sospesa" avviata dall'associazione di volontariato OIPA Salerno e Provincia con sede a Sala Consilina per raccogliere i fondi necessari ad aiutare i tanti cani randagi che necessitano di sostegno ancor più in questo periodo di emergenza. Acquistare cibo sufficiente per poterli alimentare, ma anche provvedere alle cure sanitarie e ad ogni tipo di assistenza e aiuto necessario.

Attraverso un piccolo contributo che ognuno potrà lasciare volontariamente presso gli esercizi commerciali dove è presente il salvadanaio dell'OIPA, è possibile aiutare i volontari nella loro azioni di aiuto dei cani randagi presenti sul territorio.

L'idea è partita da due volontarie dell'associazione salese Enrica Ferricelli, vice delegata dell'OIPA e la socia Mariantonietta Di Gregorio vista la difficoltà del momento e l'impossibilità di organizzare banchetti di raccolta fondi, ricordando come l'associazione opera senza alcuno scopo di lucro ma solo avvalendosi delle donazioni volontarie. Sono tante le spese da sostenere per aiutare i cani in gran parte abbandonati al loro destino senza capacità di potersi procurare del cibo da soli a cui si aggiungono anche cani feriti o debilitati che necessitano di cure ed assistenza.

Ecco quindi che per poter continuare nell'opera di volontariato in questo mese di maggio è partita l'iniziativa che, peraltro, può contare su una grande partecipazione di esercenti che hanno subito accettato di aderire. Sono 19 gli esercizi, tra market, bar, gioiellerie, edicole, ecc. che hanno aderito di cui 12 a Sala Consilina, 2 a Teggiano e Padula, 1 a Polla, Sassano e San Pietro al Tanagro. I salvadanai saranno aperti a dicembre 2020 o prima nel caso in cui siano pieni e l'intero ricavato sarà utilizzato per assistere con cibo o cure veterinarie i ranadgi presenti su tutto il territorio valdianese ed in particolare nei comuni in cui le attività commerciali hanno aderito.

"Sono molte - dichiarano dall'OIPA - le attività che con entusiasmo hanno accolto l'idea, a dimostrazione che nel vallo la questione randagismo sta a cuore a tante persone, forse di più che agli stessi enti preposti e delegati al settore".

Anna Maria CAVA

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La preparazione dei volontari della Protezione Civile in materia di controlli per la sicurezza della comunità è sicuramente superiore a quella che potrebbero avere gli assistenti civici.

Consapevole del grande lavoro svolto quotidianamente e con grande professionalità dai volontari nazionali così come locali, Raffaele Accetta, presidente della Comunità Montana Vallo di Diano nel ruolo anche di ente capofila per la strategia delle aree interne, condivide la preoccupazione del Presidente del Comitato Nazionale Protezione Civile Dott. Losi in merito alla proposta del ministro per gli affari regionale Francesco Boccia e dell'ANCI che vorrebbero il reclutamento di assistenti civici in aiuto dei comuni per effettuare i controlli in materia di prevenzione contagio.

Una ipotesi che viene scartata anche per la scarsa preparazione che avrebbero le persone reclutate per il ruolo che, invece, è presente nel personale della protezione civile. Una preparazione ed una professionalità che il presidente della Comunità Montana Raffaele Accetta mette in risalto elogiando il lavoro svolto dai volontari di tutto il comprensorio nei due mesi di Lockdown per l'emergenza epidemiologica.

"I volontari di Protezione Civile - sottolinea Accetta - stanno già svolgendo questo ruolo di verifica sul territorio in maniera egregia, collaborando in maniera armonica con le amministrazioni comunali. A questo proposito vorrei ringraziare tutti i volontari di protezione civile del nostro territorio per il prezioso lavoro svolto che li ha visti impegnati senza sosta svolgendo azioni di informazione presso la popolazione dei Comuni del Vallo di Diano con la divulgazione di messaggi vocali, hanno assistito gli anziani delle nostre comunità garantendo loro assistenza domiciliare con consegna di spesa a domicilio ed altre mansioni, si sono, inoltre, occupati del ritiro e distribuzione dei dispositivi di protezione individuali e dei farmaci. Grazie a nome di tutta la collettività valdianese".

Accetta, ricordando come l'ente Montano abbia attivato una finzione associata di protezione civile con l'istituzione di un COM Centro Operativo Misto e la conseguente attivazione dei COC centro operativo Comunale,  ha parlato del  ruolo assegnato nell'ambito della Strategia delle Aree Interne alla Protezione Civile locale che si vuol potenziare come previsto nel programma di intervento denominato "Territorio Sicuro".

"E’ necessario - sottolinea il presidente della Comunità Montana Vallo di Diano - rafforzare le funzioni della Protezione Civile ed è quanto faremo grazie al finanziamento previsto dalla Strategia Nazionale aree interne Vallo di Diano che, accanto ai normali e ben noti rischi territoriali quali sismico, idrogeologico, incendi boschivi, si aggiungerà anche quello epidemiologico". Tornando quindi sulla proposta dell'istituzione di assistenti civici, Raffaele Accetta conclude: "Auspichiamo, quindi, che il ruolo di assistenza alla popolazione e supporto alle strutture dei Comuni del Vallo di Diano possa essere svolto dai volontari di protezione civile".

Anna Maria CAVA

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Monte San Giacomo e Sanza sono stati selezionati per l'indagine sierologica sul Covid organizzata dal ministero della Salute, dall'Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. L'iniziativa è  partita lunedì, con i primi contatti telefonici perchè è su base volontaria che saranno sottoposte ai test ben 150mila italiani, 11mila in Campania.

A Monte San Giacomo il test sarà fatto il giorno 5 giugno dalle ore 9,00 alle 17,00  presso la sede della Protezione Civile nella Villa Comunale. A Sanza invece i test saranno effettuati nel poliambulatorio comunale Piazza XXIV Maggio il 6 giugno. 

Si tratta di un test con prelievo di sangue venoso e raccolta di informazioni demografiche e sullo stato di salute.  Alcuni residenti, individuati preventivamente dall'ISTAT e inserite nel campione casuale, in questi giorni sono contattati telefonicamente dalla Croce Rossa Italiana per verificare la disponibilità volontaria al prelievo. Non c'è nessun costo da sostenere. L'indagine a campione ha lo scopo di capire la reale circolazione del coronavirus quindi quante persone sono venute a contatto con il coronavirus. Informazioni necessarie per stimare dimensioni e estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Le informazioni raccolte saranno essenziali per indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio

La CRI rassicura: "se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso". Le telefonate sono partite lunedì scorso e si sta registrando una bassa adesione da parte dei cittadini: il 25% si è detto subito disponibile, oltre il 60% ha chiesto di essere ricontattato per vari motivi, il 15% è propenso ma sta ancora valutando. Tra le regioni con più indecisi vi la Campania. 

Rosa ROMANO

 

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