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SINDACIASMEL

L’ASMEL, che riunisce oltre 3.300 Comuni di tutta Italia tra cui quasi tutti quelli campani, si schiera contro l’ordinanza del governatore De Luca che chiude le scuole fino al 30 ottobre.

“Le scuole sono l’ultima istituzione a dover chiudere - spiegano da ASMEL - finanche in stato di guerra. La soluzione di De Luca va al di là di qualsiasi logica. I dati ufficiali indicano che le scuole sono il luogo più sicuro contro i contagi, al pari dei posti di lavoro, tutti molto attrezzati al riguardo. Al contrario, sono i mezzi pubblici dove la gente è letteralmente ammassata, la fonte di sicuro contagio. I titolari di bus privati, parcheggiati nelle autorimesse per assenza di clienti e turisti, sarebbero ben lieti di essere precettati, per potenziare il trasporto pubblico.”

ASMEL chiede che il Governo autorizzi i Comuni a intervenire con un provvedimento ad horas che indichi risorse e tariffe di rimborso. “I Sindaci - concludono - come sempre, sapranno intervenire subito come in ogni occasione di emergenza”.

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Non è stata accolta favorevolmente la decisione del Governatore De Luca di chiudere le scuole in Campania per due settimane per limitare i contagi da Covid-19. Per il Premier Giuseppe Conte “chiudere in blocco le scuole non è la migliore soluzione”. Sulla questione ieri sera si è espressa anche il ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. “Una decisione gravissima – ha commentato – profondamente sbagliata e anche inopportuna. In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0,80. Se c'è crescita contagi non è di certo colpa della scuola”.

In risposta al ministro, il Governatore De Luca ha ritenuto opportuno ricordare i dati relativi ai contagi della giornata di ieri con 1.127 positivi su 13.780 tamponi, affermando che tra studenti e professori sono oltre 600 i contagiati. Dati questi ultimi riferiti a Napoli e Caserta.

La decisione è stata commentata anche sul territorio del Vallo di Diano. Il sindaco di Montesano sulla Marcellana nell’annunciare la chiusura delle scuole per due settimane ha rivolto un pensiero agli alunni, agli universitari e ai genitori, ma anche ai docenti e a tutto il personale scolastico. “Eravamo partiti nel pieno rispetto delle regole – scrive - , tornando a "vivere" la scuola, a riabituarci alla bellezza e alla libertà che la vita scolastica in presenza dona. Non demordiamo. La scuola paga sempre il prezzo più alto e per prima, ma dobbiamo resistere, insistere e chiedere con forza che l'attenzione e la cura per tutto ciò che rappresenta il mondo della scuola siano sempre più alte”.

Antonella D'ALTO

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Aumentano i contagi in Campania e si inaspriscono anche le misure restrittive. Ieri sera il Presidente Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza n. 79 contenente misure rigorose per limitare al massimo gli assembramenti sia in ambito privato che pubblico e per contenere la mobilità incontrollata. Tra le misure adottate c’è la chiusura delle scuole.

Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico – si legge in una nota - , nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza da oggi al 30 ottobre. Attività sospese anche nelle scuole dell’infanzia, dove incompatibili con lo svolgimento da remoto, e sono rimandate anche le riunioni degli organi collegiali in presenza. Stretta anche sulle Università: sospese le attività didattiche e di verifica in presenza negli Atenei, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

Le limitazioni previste dalla nuova ordinanza regionale non riguardano solo il mondo della scuola. Sono infatti vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente anche se in numero inferiore a 30. Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi.

A tutti gli esercizi di ristorazione è vietata la vendita con asporto dalle ore 21, ad eccezione per gli esercizi che svolgono ordinaria attività di asporto. La consegna a domicilio è comunque ammessa senza limiti di orario.

Si raccomanda inoltre agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza, al fine di evitare picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo e relativi affollamenti.  Le nuove misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina deciso due settimane fa.

Antonella D'ALTO

 

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Scuole chiuse

E’ in corso di pubblicazione un’ordinanza, firmata dal Presidente Vincenzo De Luca contenente ulteriori misure di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.

In relazione alla situazione epidemiologica esistente, sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile. 

Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre.

Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.

Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi.

Si raccomanda agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza.

A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario.

Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina deciso due settimane fa.

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