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Nuovo servizio telematico per il comune di Sant’Arsenio. Si tratta dell’app “K-Reader” utile ad inviare la lettura del contatore dell’acqua in maniera automatica. Nell’ottica di una sempre maggiore informatizzazione e semplificazione dei servizi comunali – si legge in una nota -  l’amministrazione guidata dal sindaco Donato Pica mette a disposizione dei cittadini una nuova opportunità: quella di comunicare autonomamente la lettura del proprio contatore idrico.

Il servizio sarà attivo dal prossimo 2 gennaio. Per poterlo utilizzare sarà dunque necessario scaricare sul proprio smartphone o tablet l’app “K-Reader“ e seguire poi pochi e semplici passaggi per inviare in maniera automatica la lettura del contatore. Dopo la registrazione, si dovrà scegliere il comune dove è ubicata l’utenza idrica, inserire il numero di matricola del contatore, proseguire inserendo il valore indicato, scattare fino a 3 foto del contatore e dunque inviare l’autolettura, attendendo infine la notifica di conferma. Verrà controllata la congruenza del dato di consumo inserito, direttamente dal dispositivo, che ne bloccherà eventualmente l’invio. Una volta inviata la notizia gli uffici comunali preposti avranno la possibilità di validare le letture inviate, rifiutandole o storicizzandole direttamente nei sistemi di gestione. Una notifica sul dispositivo dell’utente comunicherà infine l’avvenuta sottomissione della lettura comunicata o il rifiuto con motivazione.

Un nuovo servizio dunque nella direzione della semplificazione, dedicato ai cittadini di Sant’Arsenio.

Antonella D'ALTO

 

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Un nuovo percorso dell'alta velocità con fermate a Battipaglia, Atena, Sapri e Praia. E questa la proposta del Comitato Civico 1987 che è deciso a non arrendersi affinché la nuova linea arrivi e si fermi a Sapri, nonostante la poca partecipazione registratasi nella serata di ieri all'assemblea pubblica svoltasi presso l'aula consiliare del comune di Sapri.

A far rumore soprattutto l'assenza di gran parte degli amministratori locali e, ancor più inattesa, l'assenza del sindaco di Sapri e della sua amministrazione. Poca comunque la partecipazione anche delle persone con numerose sedie lasciate vuote. Ciò però non fermerà l'azione del comitato, come annunciato dal presidente Vittorio Napolitano che conferma la volontà di realizzare una manifestazione popolare in piazza per il 23 ottobre prossimo e lo stato di agitazione, come già anticipato.

Le richieste del comitato sono chiare. Si chiede il cambiamento del tracciato dall'ipotesi che al momento sembrerebbe la più accreditata con il percorso che da Salerno dovrebbe giungere a Praia seguendo il percorso autostradale dell'A2 del Mediterraneo, per poi ricongiungersi sulla Tirrenica fino a raggiungere Reggio Calabria. Tale ipotesi, pare prevedere anche la stazione dell'Alta Velocità con fermata nel Vallo di Diano seppur non è stata ancora definita in concreto l'area di realizzazione dell'importante infrastruttura.

Nel corso dell'assemblea pubblica svoltasi a Sapri e indetta dal Comitato Civico 1987, comitato ricostituitosi appositamente per battersi per ottenere la modifica del tracciato, è invece emersa la ferma volontà di battersi per ottenere la modifica del percorso e fare pressioni su RFI perché venga presa in considerazione l'ipotesi alternativa ossia quella che da Salerno, dovrebbe portare a Sapri per poi raggiungere Praia ed immettersi sulla tirrenica, naturalmente con fermata a Sapri. La proposta del comitato civico 1987 a cui punta e su cui si sta mobilitando, prevederebbe una nuova tratta Battipaglia - Atena - Golfo di Policastro ossia Sapri - Praia, ipotizzando fermate e stazioni su tutti i punti del percorso ossia a Battipaglia, nel Vallo di Diano, nel Golfo di Policastro e poi a Praia.

Politica assente se non per qualche eccezione come Guseppe Del Medico capogruppo di opposizione al comune di Sapri, il neo eletto sindaco di Vibonati Manuel Borrelli il sindaco di Caselle in Pittari Gianpiero Nuzzo e l'assessore del comune di Ispani Consolato Caccamo.

Anna Maria CAVA

 

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Depurazione ko. L'Italia ha violato le norme (articoli da 3 a 5 e 10 della direttiva 91/271) europee sulla raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane in centinaia di aree. Lo ha stabilito nei giorni scorsi una sentenza della Corte Ue. Che ha riconosciuto legittime le contestazioni su fogne e depuratori di 620 agglomerati e 5 zone "sensibili".

La sentenza è il risultato di un deferimento della Commissione europea che nel 2014 aveva aperto una procedura di infrazione contro l'Italia sulle condizioni dei sistemi di trattamento delle acque reflue in 159 Comuni che non soddisfacevano totalmente i requisiti previsti. Nel suo controricorso l'Italia ha riconosciuto che tali agglomerati non erano debitamente provvisti, in data 18 luglio 2017, di reti fognarie per le acque reflue urbane.

Tra le zone non in regola, per una serie di inadempimenti, ci sono diversi Comuni della provincia di Salerno tra cui: Caggiano, Casalbuono, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sanza, Sassano e Teggiano (gli altri: Altavilla Silentina, Ascea, Buccino, Casalvelino 1, Caselle in Pittari, Castellabate, Castel San Lorenzo, Centola 1, Contursi Terme, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pisciotta, Pollica, Postiglione,  Roccagloriosa, Rofrano, San Gregorio Magno, San Mauro Cilento,  Scafati, Sicignano degli Alburni, Tramonti.).

Trattandosi della prima condanna per inadempimento su questo specifico dossier la sentenza non prevede sanzioni ma se non si sistemeranno le cose le multe potrebbero arrivare presto.

L'Italia intanto nel 2018 (su una procedura d'infrazione aperta nel 2004) è già stata condannata a pagare e sta ancora pagando per lo stesso tipo di violazioni, ma su un diverso gruppo di centri urbani e aree, 25 milioni di multa c cui si aggiunge una penalità 30 milioni che continuerà a scattare ogni sei mesi fino a quando le autorità nazionali non riusciranno a dimostrare di aver risolto il problema.

Rosa ROMANO

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L’aumento generalizzato del costo delle materie prime, unito alla ripartenza post Covid dopo l’anno e mezzo di stop per la pandemia, ha favorito l’impennata dei prezzi: dalla luce al gas naturale.

Le bollette sono più care e gravano in maniera importante sulle tasche degli italiani. E non solo. Perché il problema del costo del gas riguarda l’intera Europa.

Sale dunque anche il prezzo del carburante per le automobili e i camion: in particolare modo il Gpl, raddoppiato a causa dell’aumento dei prezzi di contratto per il mese di ottobre, e soprattutto il metano auto, sotto la spinta dell’impennata delle quotazioni di gas.

In alcuni impianti del centro-nord Italia, quest’ultimo tipo di carburante ha avuto una vera e propria fiammata, superando addirittura i 2 euro al kg.

Non si registra, invece, un aumento significativo di diesel e benzina, in rialzo di un solo centesimo. Ad ogni modo, l’aumento è destinato a contagiare l’intera economia, perché se salgono i prezzi del carburante si ridurrà il potere di acquisto degli italiani, i quali avranno meno risorse da destinare ai consumi.

Federico D'ALESSIO

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