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Commozione e partecipazione ieri sera a San Valentino Torio, dove l'amministrazione comunale ha voluto rendere onore ad un giovane poliziotto deceduto a causa di un colpo di pistola 27 anni fa. Una morte che, ancora oggi, a distanza di tanti anni, è avvolta nel più assoluto mistero con la famiglia, ed in particolare la madre, Lucia Galluzzo che non si arrende e continua la sua battaglia alla ricerca della verità.

La storia di Giuseppe Curcio, 19enne, morto presso la caserma Ilardi di Genova, in questi mesi è tornata ad essere al centro della cronaca anche attraverso la nota trasmissione Chi l'ha visto che, lo scorso anno diede voce alla madre che ha chiesto la riapertura delle indagini sulla morte del giovane agente di polizia.

I fatti risalgono al dicembre del 1993 con il giovane che a breve sarebbe rientrato a casa. Pare avesse addirittura già acquistato i regali per i familiari. Sembrava una serata come tante con il giovane che aveva anche parlato serenamente con la sua fidanzata prima della notizia della morte che viene poi attribuita a suicidio.

L'agente Giuseppe Crispo, infatti viene ritrovato cadavere morto a seguito d un colpo di pistola alla fronte. Deceduto mentre era in servizio a Genova, sulla morte del giovane restano ancora molti dubbi, nonostante la magistratura ne abbia disposto l'archiviazione.

Non è chiaro il motivo per cui la pistola da cui è partito il colpo sia stata trattata con un potente acido che ha ossidato ogni traccia organica, così come non risulta chiara l'ora del decesso. Inoltre la famiglia si chiede come mai non è stata aperta nessuna indagine interna.

Insomma una serie di dubbi, mai chiariti, che hanno spinto la famiglia a chiedere la riapertura delle indagini senza mai fermarsi nella lotta. Una lotta che è stata ricordata anche ieri sera, in occasione della reintitolazione di Via Sottosanti a Giuseppe Crispo quando la mamma del giovane agente di polizia Lucia Galluzzo, ringraziando i tanti partecipanti alla cerimonia ha voluto ricordare come la sua lotta alla ricerca della verità non si ferma.

Momenti toccanti quando sono state scoperte le targhe di intitolazione tra gli applausi commossi della folla seguito dal suono dell'inno nazionale italiano che ha preceduto la benedizione da parte dei parroci

Anna Maria CAVA

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Negli ultimi giorni si susseguono gli appelli al buon senso affinchè si limiti il contagio da Covid-19. Ora è il Codacons a chiedere di vietare il fumo nei luoghi pubblici all’aperto, come precauzione ma, soprattutto, quale misura indispensabile per contenere i contagi da Covid-19. Solo agendo in questo modo è possibile tutelare la salute pubblica. E’ quanto emerge dalla diffida presentata dal Codacons al ministro della Salute Roberto Speranza ed ai Presidenti delle Regioni.


“Gli esperti hanno accertato come il fumo nei luoghi pubblici incrementi le possibilità di contagio da Covid-19 perché, - spiega il Codacons nel documento - al momento di buttare fuori il fumo dalla bocca, infatti, vengono emesse particelle d’acqua che possono contenere il Sars-CoV-2 e se il fumatore è un soggetto asintomatico gli effetti sono difficilmente prevedibili”.


Per il Comitato “Appare evidente quindi che il fumo indiscriminato in tutti i luoghi aperti al pubblico come spiagge, ristoranti, bar con tavolini all’esterno costituisca, nel contesto dell’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, un ulteriore fattore di rischio che le amministrazioni devono contenere. Non a caso - conclude il Codacons - altri Paesi europei come la Spagna stanno per adottare il divieto totale di fumo in tali spazi all’aperto”.


Non resta che aspettare i prossimi sviluppi, fiduciosi, nel frattempo, nella responsabilità individuale di ciascun cittadino.

Federico D'Alessio

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Nell'ultimo consiglio comunale a Sant'Arsenio si è discusso anche di scuola e precisamente della vicenda legata alla sede distaccata della scuola media. Il gruppo di opposizione SìCambia è da inizio luglio che aveva chiesto di poterne parlare. Hanno chiesto chiarimenti a seguito delle preoccupazioni esternate da alcune mamme con i figli iscritti alla Scuola di Sant’Arsenio e ritrovati a frequentare quella di San Pietro al Tanagro

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Il sindaco di Caggiano ha firmato un’ordinanza con ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza Covid-19, destinate alle attività che si dedicano all’intrattenimento, in particolare serale e notturno. I gestori dei locali dovranno predisporre un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione, dovranno riorganizzare gli spazi destinati all’intrattenimento, per garantire l’accesso in modo ordinato ed evitare assembramenti. Dovrà essere garantito se possibile, un sistema di prenotazione, anche on-line, e nel rispetto della privacy mantenere un registro delle presenze per una durata di 14 giorni.

I gestori dei locali sono anche chiamati a garantire la rilevazione della temperatura corporea, a dotare di barriere la postazione dedicata alla reception ed alla cassa, a favorire modalità di pagamento elettroniche, a rendere disponibili prodotti per l’igiene delle mani e a non consentire la consumazione di bevande al banco ma solo ai tavoli. Dovrà essere individuato almeno un soggetto per tavolo o per gruppo attraverso un documento di identità, si dovrà garantire che gli utenti indossino la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno quando non è possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro. L’ordinanza dispone anche di  garantire la regolare pulizia e disinfezione delle superfici, di  non somministrare di bevande alcoliche a minori, di non vendere bevande alcoliche d’asporto dopo le 22 e di non realizzare musica dal vivo o karaoke oltre le ore 1:00. Le violazioni all’ordinanza saranno punite con una sanzione amministrativa di 1.000 euro e per i gestori dei locali potrebbe esserci anche la chiusura dell'attività da 5 a 30 giorni.

Antonella D'ALTO

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