Attualità

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Il Comitato tecnico scientifico, istituito per l’emergenza Covid-19, ha redatto il documento sulle misure di sicurezza da adottare per il rientro nelle scuole a settembre. Regole che garantiranno la salute di studenti, corpo docenti e collaboratori.

Previsto innanzitutto il distanziamento interpersonale di almeno 1 mt, considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantita nelle aule, nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici. Si passa a 2 mt per le attività svolte in palestra. Preservato il consumo del pasto a scuola, ma sempre garantendo le distanze. Al fine di limitare gli assembramenti nelle aree comuni, saranno valorizzate le aree esterne dei plessi per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie e per programmate attività didattiche.

All'ingresso della scuola non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea. Ma chiunque avrà una sintomatologia respiratoria o temperatura superiore a 37,5 dovrà restare a casa. Ciascuna realtà scolastica procederà ad una mappatura e riorganizzazione dei propri spazi in rapporto al numero di alunni e alla consistenza del personale. Prima della riapertura, in tutte le scuole avverrà una pulizia approfondita degli spazi. Pulizie che dovranno, comunque, essere effettuate quotidianamente.

Per quanto riguarda l’uso della mascherina, gli alunni sopra i 6 anni dovranno portarla per tutto il periodo di permanenza nei locali scolastici, fatte salve le dovute eccezioni, ad esempio quando si fa attività fisica, durante il pasto o le interrogazioni, come già previsto per gli Esami di Stato del II ciclo. Gli alunni della scuola dell'infanzia, ovviamente, non dovranno indossarla, avendo un’età inferiore ai 6 anni.

Federico D’ALESSIO

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Un florovivaismo che stenta ad uscire dal lockdown. Un settore che oggi più di altri, a causa dell’incertezza e della scarsa fiducia, non riesce a programmare con serenità le proprie produzioni e questo potrebbe rallentare ancora di più la ripresa. “Abbiamo bisogno di conoscere quanto prima le regole per la ripartenza degli eventi - spiega Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani -, che per il 2020 sono completamente azzerati. L’assenza di cerimonie, matrimoni, feste e eventi si sta facendo sentire e non poco sul nostro comparto”. L’uscita del lockdown alla vigilia della Festa della Mamma ha portato solo una breve boccata d’aria per il settore.

“Senza linee guida, senza elementi certi e senza risorse economiche non potremmo piantare e questo pregiudicherà ancora di più la ripartenza” - conclude Malafronte.

A questo va aggiunto che con l’avvicinarsi dell’estate ci sarà anche una progressiva chiusura dei cimiteri o quanto meno il divieto di utilizzo dei fiori freschi e questo porterà un ulteriore rallentamento delle vendite. Un volume d’affari sensibilmente ridotto, basti pensare che tra eventi e cerimonie sono circa 10mila gli appuntamenti saltati solo in Campania e una ripresa che stenta a trovare un orizzonte, come confermato anche dal settore dei flower design che rilancia l’appello dei florovivaisti.

Federico D’ALESSIO

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Ci sono anche i Comuni di Montesano sulla Marcellana e di Sant’Arsenio tra i 14 Comuni dell’area Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che avranno presto un nuovo parco giochi per bambini, grazie ad un porgetto di riqualificazione delle aree degradate lanciato dall’Ente Parco, guidato dal presidente Tommaso Pellegrino. È stata infatti pubblicata la procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dei lavori per la riqualificazione e la realizzazione di aree giochi comunali con finanziamento da parte dell’Ente Parco.

Il progetto di Montesano Sulla Marcellana prevede la riqualificazione dell'area del campo bocce e giochi della frazione Scalo nei pressi di Piazza Larocca. Nel Vallo di Diano è stato ammesso anche il progetto del Comune di Sant’Arsenio, mentre per le aree Cilento e Alburni ci sono i progetti dei Comuni di Aquara, Felitto, Gioi, Giungano, Laurino, Magliano Vetere, Monteforte Cilento, Novi Velia, Ottati, Roccadaspide, Stio e Valle dell’Angelo. Nel mesi scorsi il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni aveva pubblicato un avviso diretto ai Comuni per individuare aree urbane degradate da sottoporre ad interventi di riqualificazione per la creazione di parchi giochi per i bambini.

Ora individuate le aree si procederà all’affidamento dei lavori che saranno assegnati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ciascuna ditta potrà aggiudicarsi fino ad un massimo di 3 interventi. L’importo a base d’asta è di circa 371mila euro. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 4 giugno prossimo. L’iniziativa darà dunque la possibilità ai Comuni di recuperare aree lasciate finora al degrado, e al contempo di realizzare degli spazi idonei ad accogliere i bambini e ad offrire loro svago e divertimento all’area aperta.

Antonella D'ALTO

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Visto l’avvicinarsi della stagione estiva, il sindaco di San Pietro al Tanagro, Domenico Quaranta, allo scopo di prevenire gli incendi boschivi, ha firmato un’ ordinanza con le indicazioni sulla manutenzione delle aree incolte e il divieto di bruciare sterpaglie sull’intero territorio comunale. L’estate è infatti il periodo a più alto rischio incendi e per contenere il fenomeno dannoso anche per l’ambiente oltre che per le persone, le normative prevedono multe fino a 10mila euro.

L’ordinanza prevede dunque la cura della vegetazione incolta, che non solo può essere “causa predominante di incendi”, ma può essere “lesiva per il pubblico decoro, un pericolo per la salute fornendo habitat per insetti ed animali” e può anche “creare problemi alla sicurezza stradale, limitando le condizioni di visibilità”. Nel dettaglio, si dispone che i privati provvedano agli interventi di pulizia dei propri terreni invasi da vegetazione, entro il prossimo 25 giugno, con sanzioni amministrative per i trasgressori da 25 a 500 euro. I frontisti di strade dovranno pulire i terreni per una fascia non inferiore a 2 metri dalla strada, con una sanzione da 173 a 695 euro.

È fatto divieto assoluto di accendere fuochi ad una distanza minore di 100 metri dall'abitato, dai boschi, dalle piantagioni e da qualsiasi deposito di materiale facilmente infiammabile. In questo caso le sanzioni per i trasgressori vanno da 516 a 3.098 euro. Inoltre durante il periodo compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre è fatto divieto, in prossimità di boschi, terreni e lungo le strade di accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma ed elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli e brace, fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo d'incendio. Per i trasgressori sono previste sanzioni da un minimo di 1.032 euro fino ad un massimo di 10.329 euro. Infine si ricorda che chiunque avvisti un incendio è tenuto a comunicarlo subito ai Vigili del Fuoco chiamando il 115 o al Corpo Forestale al numero 1515.

Antonella D'ALTO

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