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È morto nella notte Giovanni Marandino, detto Ninuccio, ex boss salernitano della Nco residente, da anni, a Ponte Barizzo di Capaccio Paestum.

Era detenuto nel carcere di Poggioreale a seguito dell’ultima indagine per usura a suo carico: ridotto alla sedia a rotelle, ha accusato un malore letale ed è deceduto all'ospedale "Cardarelli" di Napoli. Nella città dei Templi lascia la compagna Ada Di Agostino ed i figli Pasquale, Emanuell e Maria Rosaria. Con lui cala il sipario, per sempre, su tanti segreti della famigerata consorteria criminale della camorra napoletana guidata da Raffaele Cutolo, di cui Marandino fu il cassiere fidato. Nella latitanza del superboss ad Albanella, fu proprio Ninuccio a 'coprirlo'. Nell'estate del 1986, in un agguato, fu assassinato il figlio e primogenito Vincenzo Marandino, avuto dalla prima moglie.

Le esequie si svolgeranno sabato mattina, alle ore 11, nella chiesa 'Nostra Signora della Divina Provvidenza' di Ponte Barizzo.

Giovanni Marandino, 85 anni, stava male da mesi: più volte la famiglia ha fatto richiesta dei domiciliari proprio per le pessime condizioni che, giorno dopo giorno, diventavano sempre più gravi. Le perizie però richieste dal giudice di sorveglianza hanno sempre riportato che le condizioni dell'ex boss fossero adatte al regime carcerario. Dimagrito di oltre 20 chili, faceva così la spola tra la casa circondariale partenopea e il "Cardarelli": nel frattempo, è caduto e si rotto un femore ma non gli è stato consentito di essere curato a casa propria.

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Racconta la storia di ogni cane e permette di risalire al nome e alla residenza del suo proprietario. È obbligatorio per legge e deve essere presente su tutti i cani, gatti o altri animali di affezione, indipendentemente dalla razza e dalla taglia. Il microchip identificativo è infatti un piccolo dispositivo elettronico che ogni nostro amico a quattro zampe dovrebbe avere.

Per questo ad Altavilla Silentina, le guardie ecozoofile dell’Anpana, Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, hanno programmato una giornata dedicata proprio alla microchippatura dei cani. L’appuntamento, promosso in collaborazione con la Protezione Civile e con il comune, è per domenica 17 ottobre dalle ore 9:00 alle ore 12:30, in Piazza Don Giustino Russolillo a Cerrelli. Nel rendere noto l’evento, l’Anpana di Altavilla Silentina ha spiegato che si tratta di un servizio completamente gratuito, ricordando che “il microchip è uno strumento indispensabile per la salvaguardia dei nostri amici a quattro zampe e soprattutto non è un optional. La legge – hanno affermato dall’associazione - è molto chiara sul punto e per i trasgressori sono previste delle sanzioni. In osservanza di ciò, vi aspettiamo numerosi con i vostri fedeli amici”.

Oltre ad avere un microchip, obbligatorio dal novembre 2004, il cane deve essere anche registrato all’anagrafe canina. Il microchip è un importante mezzo per la localizzazione del cane, in caso di smarrimento ad esempio o di furto, e per il controllo delle vaccinazioni. Costituisce, inoltre, un deterrente contro il fenomeno dell’abbandono volontario.

Antonella D'ALTO

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Il vicesindaco di Roccadaspide sul piede di guerra a tutela dell'ospedale che sta subendo nel tempo un continuo depotenziamento a livello di personale. Gli ultimi due trasferimenti, approvati dall'Ufficio personale dell'ASL nonostante pare, sia stato espresso parere contrario a tali trasferimenti del Direttore Sanitario del DEA di cui fa parte l'Ospedale di Via Santa Palomba, sono stati la goccia che hanno fatto traboccare il vaso.

Girolamo Auricchio non ci sta e scrive una lettera inviandola al direttore generale dell'ASL Mario Ierivolino, al responsabile del settore Gestione Risorse umane, nonché al direttore sanitario del DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide in cui, ripercorrendo le ultime vicende che avrebbero generato non poche criticità anche in termini di assistenza, ha chiesto copia degli atti autorizzativi ai trasferimenti e dei pareri della direzione sanitaria del presidio. Documenti che, come riportato nella lettera, potrebbero rivelarsi utili anche per un eventuale ricorso dinanzi al TAR, laddove emergano illegittimità. "Ormai da mesi - scrive il vicesindaco di Roccadaspide, si sta determinando la fuoriuscita di personale medico dal Presidio Ospedaliero di Roccadaspide verso altri enti sanitari, il tutto in contrasto con le disposizioni urgenti ed in maniera illegittima, atteso che, nonostante i pareri contrari della direzione sanitaria del DEA, il dirigente dei personale dell'ASL, autorizza ugualmente i trasferimenti senza assicurare nel contempo la sostituzione in entrata del personale trasferito".

Una situazione che, come precisato dal primo cittadino, provoca anche interruzioni di pubblico servizio su prestazioni che dovrebbero essere garantite per legge. Una situazione ritenuta inaccettabile ed intollerabile per Auricchio per la quale non bastano le rassicurazioni giunte dai referenti politici regionali o dal direttore generale dell'ASL.

"Alla luce di tale incredibile situazione - scrive ancora il vicesindaco di Roccadaspide - si chiede di avere copia degli atti autorizzativi dei trasferimenti assunti dal dirigente del Personale dell'ASL di Salerno e dei relativi pareri contrari assunti dal direttore Sanitario del DEA, nonché le istanze dei medici volte ad ottenere il trasferimento presso altre strutture, tanto al fine di tutelare il Presidio ospedaliero di Roccadaspide, eventualmente anche innanzi al competente TAR e, in caso di illegittimità accertate e di atti assunti contra legem  - conclude nella lettera Girolamo Auricchio - informare le competenti autorità giudiziarie per i provvedimenti conseguenti".

Anna Maria CAVA

 

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Sanità di prossimità in difficoltà in tutta la Regione Campania per effetto della carenza di medici di Medicina Generale che, al momento risultano non sufficienti a ricoprire i posti vacanti lasciati da medici in pensione. A sollecitare nuove azioni il consigliere regionale Tommaso Pellegrino che ha presentato una nuova interrogazione per chiedere all'ente regionale di prevedere l'abbassamento del punteggio per entrare in graduatoria al fine di evitare che possano verificarsi casi di posti vacanti.

Negli anni, con la pubblicazione di bandi per l'accesso alle scuole di specialistica, hanno portato alla rinuncia alle assegnazioni da parte di giovani medici, dei posti  per la partecipazione ai corsi di Medicina Generale. Una fuga a cui non si è posto rimedio nei bandi successivi. Una situazione già grave che ha subito un peggioramento con il diffondersi dell'emergenza epidemiologica, generando una carenza dei medici di medicina generale ed un disagio per le famiglie, soprattutto per chi vive nelle aree più marginali e periferiche della Regione Campania. Da qui l'interrogazione presentata dal consigliere regionale sassanese a seguito anche delle segnalazioni giunte da Ordine dei Medici e Sindacati.

"Tutte le proiezioni – spiega - evidenziano una forte disparità tra i medici che andranno in pensione da qui ai prossimi anni ed il numero di medici idonei in graduatoria, che risultano in numero insufficiente a ricoprire i posti che si andranno a liberare. Pertanto, - ha precisato il Capogruppo di Italia Viva - ho ritenuto opportuno presentare un’interrogazione  per chiedere come si intenda fronteggiare la carenza dei Medici di Medicina Generale e di valutare, per l’anno 2021, la possibilità di consentire l’idoneità anche a coloro che hanno un punteggio inferiore a 60 in modo tale da non trovarci con posti vacanti in graduatoria e così da evitare l’ulteriore aggravarsi della carenza di Medici di Medicina Generale nella nostra Regione”.

Anna Maria CAVA

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