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A Caggiano è nuovamente possibile dedicarsi ad attività ludiche come ad esempio il gioco delle carte e delle bocce. È quanto previsto nell’ultima ordinanza firmata dal sindaco Modesto Lamattina che prevede la ripresa delle attività ludiche, seguendo però precise misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza covid. Il documento contiene inoltre chiarimenti sulla precedente ordinanza riguardante ulteriori misure destinate alle attività d’intrattenimento serale e notturno.

A Caggiano dunque chi vorrà giocare a carte o a bocce dovrà indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno quando non è possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno 1 metro. Si dovranno igienizzare di frequente le mani, la superficie da gioco e i materiali utilizzati. Vale sempre il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra i giocatori dello stesso tavolo che tra tavoli adiacenti e infine l’ordinanza vieta di assistere alle partite, al fine di evitare ogni forma di assembramento. Per quanto riguarda le precisazioni in merito alla precedente ordinanza, il sindaco chiarisce che nei bar e ristoranti la consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Resta confermato il divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche dopo le 22,00 e dalle ore 22,00 alle ore 6,00 è vietato il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, comprese le ville e i parchi comunali.

Antonella D'ALTO

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Una crudeltà umana che non ha ragione di essere. Questa mattina in località Caiazzano di Sassano il terribile ritrovamento di circa 15 cani tra grandi e cuccioli appena nati morti a seguito, pare, avvelenamento. Il drammatico ritrovamento è avvenuto nella mattinata da parte di Enza Molinaro, la donna che si stava prendendo cura di loro, nonostante fossero dei cani randagi e abbandonati a se stessi. Secondo quanto raccontato dalla Signora, pare che da diverse settimane si occupava dei cani che si aggiravano intorno alla sua abitazione sin dal momento della prossima nascita dei cuccioli. Da allora la donna aveva attivato tutte le procedure di segnalazione rivolgendosi alle forze dell'ordine ed anche a referenti istituzionali compresa l'amministrazione comunale.

Segnalazioni rivolta a chiedere che, chi di competenza, potesse prendere provvedimenti al fine di tutelarli. Dopo la nascita dei piccoli, dal canile convenzionato sono arrivati per effettuare le vaccinazioni e sverminazioni assicurando che presto sarebbero tornati a prenderli. Nulla di tutto ciò è stato fatto mentre la Sig.ra Enza continuava a prendersene cura personalmente garantendo loro cibo sufficiente ed acqua sin dalla mattina alle 6,00 quando provvedeva a distribuire la razione di croccantini. La donna aveva più volte manifestato preoccupazione per la sorte dei cani nonostante i piccoli si fossero dimostrati dal carattere docile tranquillo e per nulla fastidiosi. Ciò però non ha impedito che la cattiveria dell'essere umano potesse prendere il sopravvento e scagliarsi con tanta ferocia verso 15 cani indifesi ed assolutamente innocui.

Questa mattina la terribile scoperta della Sig.ra Enza profondamente sconvolta per l'accaduto che poteva essere evitato. Pare infatti che, nonostante le tante richieste di aiuto e la disponibilità a collaborare nella tutela dei cani e nella attività di cura, dagli enti competenti nulla è stato fatto. Eppure pare che l'amministrazione comunale, partendo dal primo cittadino, fosse stata informata della situazione. Infatti era stato richiesto più volte dalla Sig.ra di trovare un posto sicure per i cani ed i cuccioli dove potessero essere accuditi e protetti. Una richiesta pare rimasta inascoltata portando al tragico epilogo di questa mattina.

Anna Maria CAVA

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Il gruppo di opposizione San Pietro in Movimento prende spunto da una nota del Presidente del Consiglio comunale, Antonio Pagliarulo, per spiegare la situazione delle commissioni consiliari a San Pietro al Tanagro.

Lo scorso 7 agosto il presidente Pagliarulo chiede ai presidenti della I e della II commissione e ai capigruppo aggiornamenti sull'andamento dei lavori assegnati, per i quali non ha ricevuto - dice - alcuno riscontro.

I consiglieri di minoranza, anche in qualità di membri delle commissioni, rispondono che "ad oggi non risultano attive le procedure e infatti - spiegano - per quel che riguarda la I: è fermo l'aggiornamento dello statuto comunale, PUC, il regolamento per gli animali d'affezione, e il nuovo regolamento TARSU (ex modifica di legge per scorporo TASI)". Più volte, dal gruppo San Pietro in Movimento, è stata sollecitata l'attivazione della commissione ma per ora - affermano - tutto tace.

La II commissione, quella per l'ambiente, ha avuto la stessa sorte. "Mai più convocata - assicurano dalla minoranza - dopo una riunione in cui, vista l'importanza dell'argomento, il sindaco Domenico Quaranta, in qualità di presidente, aveva ricevuto la proposta della mimoranza di istituire una Commissione di Controllo ad hoc composta da esperti quali Ingegnere Ambientale, Geologo, Biologo, Rappresentante del Corpo Forestale dello Stato, Medico e rappresentante Comunale al fine di attivare un percorso permanente di controllo sul territorio. Non ve ne è traccia".

A questo punto chiedono formalmente al presidente del consiglio Pagliarulo, che ha reclamato aggiornamenti sull'andamento dei lavori, di richiedere l'attivazione nel minor tempo possibile delle commissioni. Lo invitano a richiamare formalmente il Gruppo di maggioranza viste le mancanze nell'espletamento delle proprie funzioni Consiliari. E gli propongono di cadenzare riunioni mensili intergruppo o di Conferenza dei Capigruppo al fine di colmare le lacune riscontrate nei mesi antecedenti e di elaborare e calendarizzare i lavori consiliari.

"Quando ci siamo candidati - commentano dalla minoranza - sapevamo che assumevamo un impegno verso i cittadini, che sarebbe stato gravoso, duro e pieno di lavoro. In tre parole IMPEGNO – PRESENZA – LAVORO, non di facciata ma serio e tenace.  Amministrare per noi vuol dire stare vicino alla gente, ascoltarne le esigenze e proviamo a farlo sempre, attraverso le nostre proposte che sono le vostre ma - si chiedono in conclusione - chi amministra le prende in considerazione?".

Rosa ROMANO

 

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Danno erariale da 20 milioni di euro. Dall'inchiesta che sta portando avanti la magistratura contabile sugli accordi tra Regione Campania e sanità privata, sembra arrivare la conferma dell'iniziale sospetto che, nel maggio scorso, aveva portato poi ad avviare le indagini sugli accordi intercorsi nel periodo di emergenza Covid tra la Regione e le associazioni AIOP (Associazione italiana ospedalità privata) e ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari).

Un patto sottoscritto in piena emergenza coronavirus per poter disporre di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva per la cura di malati affetti da covid 19. Secondo quanto emerge dall'inchiesta e come pubblicato dal quotidiano Corriere del Mezzogiorno, però, pare gli accordi sottoscritti siano risultati particolarmente svantaggiosi dell'ente regionale, soprattutto se paragonato ai medesimi accordi sottoscritti dalle altre regione italiane. Pare infatti che 56 strutture private avrebbero ricevuto somme in modo non corretto e che venivano erogate per il 95% del budget mensile, indipendentemente dal valore delle prestazioni ottenute.

Un rimborso che è stato inserito direttamente nell'accordo in cui si legge anche che la somma poteva anche essere percepita sulla base della semplice disponibilità offerta e non necessariamente legata all'assistenza fornita in maniera effettiva ai pazienti covid. Insomma, sembrerebbe che la Regione Campania, avrebbe versato somme di denaro alla sanità privata per la cura dei pazienti Covid anche senza alcun ricovero.

Sotto la lente d'ingrandimento della magistratura della Corte dei Conti anche le cifre giornaliere erogate per i posti letto messi a disposizione in terapia intensiva e sub intensiva: 1200 euro al giorno per la prima e 700 euro per la seconda somme decisamente più alte e condizioni più vantaggiose per le strutture private a danno dell'ente regionale, rispetto anche a Regioni in cui l'emergenza Covid era ben più preoccupante e dove, peraltro, i fondi venivano percepite dai privati solo per prestazioni effettivamente erogate. Un accordo quindi che, secondo quanto emerge, potrebbe aver provocato un cospicuo danno erariale che ammonterebbe a 20 milioni di euro di soldi pubblici.

Anna Maria CAVA

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