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Consueto precetto pasquale per gli alunni dell’ITIS Gatta di Sala Consilina. Ad officiare la funzione religiosa il Vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro, Mons. Antonio De Luca, che in questi giorni ha consegnato ai ragazzi una lettera in vista dell’importante appuntamento che li attende il prossimo 10 aprile in occasione dell’incontro con Papa Francesco.

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L’Unità Operativa di Nefrologia dell’Ospedale Luigi Curto di Polla si conferma fiore all’occhiello della sanità territoriale per efficienza e professionalità. Ultimo caso di buona sanità si è registrato su una paziente di 90 anni che, a seguito di un intervento dialitico effettuato dal Dott. Buono, ha ripreso completamente la funzionalità renale autonoma

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A Padula è stato presentato presso la sede della Comunità Montana Vallo di Diano lo spot sulla sicurezza stradale realizzato dall’Associazione “Il Giullare” di Sassano. L’iniziativa vuole contribuire alla sensibilizzazione dei giovani sui temi legati al rispetto delle norme del codice della strada e alla necessità di comportamenti corretti

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La Cucina Italiana è universalmente apprezzata nel mondo, grazie alla bravura e alla fantasia di cuochi d'eccellenza e all'alta qualità e varietà dei prodotti alimentari italiani. Non esiste posto al mondo dove non sia conosciuto almeno un piatto tipico della culinaria tricolore che spazia tra tradizione e nuove tendenze. A tenere alto il nome e il prestigio della Cucina Italiana contribuisce il team dell'Associazione Cuochi Salernitani che all'Internazionale d'Italia a Marina di Carrara, dopo il successo dorato dell'anno scorso, porta a casa una medaglia d'oro per la cucina fredda e una medaglia d'argento per la cucina calda. Abbiamo incontrato all'IPSSAR “Roberto Virtuoso” di Salerno, dove insegna, il Prof. Clemente Gaeta, segretario dell'ACS, che ha coadiuvato il team Salernitano. Un Argento e un Oro per il suo team in questa importante manifestazione promossa dalla Federazione Italiana Cuochi; può descriverci meglio quest'importante risultato? il team da me coadiuvato ha partecipato a questo concorso nazionale a cui prendono parte tutti i team regionali e provinciali italiani delle associazioni aderenti alla Federazione Italiana Cuochi (FIC). Noi di Salerno abbiamo ricostituito un team di cucina calda e un team di cucina fredda che rispecchia praticamente i criteri internazionali dei programmi per la partecipazione di concorsi come delle olimpiadi che si svolgono ogni anno ad Erfurt; abbiamo riproposto questi programmi dopo la precedente medaglia d'Oro per la cucina calda, con risultati eccellenti che ha premiato i cinque mesi di impegno che abbiamo profuso Abbiamo un team manager di tutto il rispetto perché Matteo San Giovanni, lo chef del Savoy Beach di Paestum, è stato componente della nazionale italiana cuochi per ben otto anni, lui è stato consulente della squadra e ci ha portato sulla retta via facendoci conquistare questi titoli ambiziosi. Quali fattori hanno determinato la medaglia d'argento anziché d'oro per la sezione di cucina calda? Una giuria di tutto rispetto, tra cui i maggiori nomi della cucina italiana, dal team manager dalla nazionale Fabio Tacchella a Giorgio Nardelli e altri nomi eccellenti, per ogni minima cosa decreta una penalizzazione. Ha contestato qualcosa sull'antipasto, dove non era piaciuto il gusto forse troppo creativo; la salsa ritenuta un po' troppo eccessiva rispetto all'insieme. Sono quelle piccolezze, ma ci aiutano a crescere perché gli errori, quando vengono spiegati, ci danno la possibilità di capire quello che si è sbagliato per poi essere più competitivi l'anno successivo. La grande cucina italiana è apprezzata nel mondo, ma un buongustaio italiano non gradisce mangiare italiano all'estero per via delle abitudini locali che inesorabilmente contaminano i piatti originali. Una maggiore attenzione alle ricette e agli ingredienti originali non sarebbe auspicabile per la tutela della cucina italiana?Sicuramente sì, perché c'è tanta di quella falsità italiana nel mondo. Questo dovrebbe essere una attenzione degli italiani all'estero e sopratutto chi propone una cucina italiana di avere una attenzione particolare al prodotto italiano che è genuino e ha una bontà unica. La cucina italiana è vero che è famosa in tutto il mondo però ognuno poi fa le proprie scelte. Noi della Federazione Italiana Cuochi siamo molto attenti a questo aspetto tanto è vero che abbiamo creato delegazioni in tutto il mondo, in Brasile, in Francia, in Australia, negli Stati Uniti e sta nascendo anche nel Regno Unito a dimostrazione che questa attenzione, al cibo italiano di qualità, c'è sempre almeno della parte degli chef professionisti. In questo periodo di crisi, l'alta valenza della cucina italiana, adeguatamente valorizzata e supportata, potrebbe essere un valido strumento per opportunità di lavoro oltre che un forte ausilio alle aziende italiane di produzione alimentare d'eccellenza? Sicuramente sì; parmigiano reggiano tanto per citare uno dei prodotti tipici è unico. Esportare nel mondo questi prodotti crea ovviamente opportunità grandi, sia per chi lo produce, sia per chi lo manipola, perché chef italiani si trovano a proporre o a creare dei corsi di cucina, delle lezioni di cucina. Esistono tantissimi istituti nel mondo che propongo la cucina italiana, lo stesso Gualtiero Marchesi con ALMA ( Scuola Internazionale di Cucina Italiana, ndr ) ha consulenza in tutto il mondo, quindi ci ha dato lezioni a noi chef italiani di come si può proporre la cucina vera italiana e creare opportunità di lavoro sia per i giovani. Ci troviamo in un Istituto Alberghiero dove io sono docente; quello che io propongo ai miei allievi è di uscire fuori, anche dal contesto Italia, nonostante la crisi in atto; però il mondo esiste, bisogna solo andare a scoprirlo. Lei è anche un valido musicista che, sul palco, armonizza le note con maestria così come in cucina armonizza gli ingredienti. Esiste una cucina jazz? Penso che tutta la vita sia jazz. Se jazz significa come dicono i libri improvvisazione, bisogna essere dei bravi improvvisatori; ovviamente, su tutte le forme di arte. La cucina è un'arte, la musica è un'arte; io cerco di avvicinare quelle che sono le emozioni della musica anche alle emozioni che da' la cucina. Perché se non riusciamo a creare o ad avere emozioni per quello che facciamo, non riusciamo mai a raggiungere un obiettivo piacevole. Sicuramente esiste una cucina jazz. Ovviamente, l'improvvisazione nasce nel momento in cui noi abbiamo alle spalle una grande cultura, di ciò che è la cucina e la musica; se non conosciamo l'armonia non possiamo creare musica e se non conosciamo quella che è la cultura della cucina italiana, non possiamo creare nessun piatto nuovo. Cinthia Vargas

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