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L'11 settembre il suono della campanella per l'inizio del nuovo anno scolastico 2019/2020. L'ufficio scolastico regionale ha infatti diramato il calendario di inizio e fine dell'anno scolastico inserendo anche le date relative ai giorni di vacanza stabiliti e, come spiegato nella nota di presentazione, riconoscendo agli istituti scolastici la possibilità di anticipare l'inizio delle attività scolastiche al massimo di tre giorni.

Mercoledì 11 settembre, quindi le aule delle scuole campane torneranno ad affollarsi con gli studenti che torneranno a sedere tra i banchi fino al 6 giugno 2020, giorno stabilito per la chiusura delle scuole. Fissate anche le festività riconosciute dall'Ufficio Scolastico regionale e, quindi, dello stop alle lezioni.

Oltre alle festività come da calendario in rosso quindi del 1 novembre, dell'8 dicembre, del 6 gennaio, del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, le scuole campane resteranno chiuse anche per ulteriori giorni. Riconosciuta la festività del 2 novembre per la commemorazione dei defunti. Le vacanze di Natale inizieranno il 21 dicembre fino al 5 gennaio. Si tornerà quindi a scuola il 7 gennaio. Riconosciuti giorni di festa anche per le celebrazioni del Carnevale con la chiusura prevista dei giorni 24 e 25 febbraio. Dal 9 al 14 aprile scuole chiuse per le vacanze pasquali. 2 infine i ponti riconosciuti dal calendario presentato dall'Ufficio scolastico regionale. Niente scuola il 2 maggio per il ponte del 1 maggio e il 1 giungo per il ponte della Festa della Repubblica.

Stabilite anche celebrazioni ufficiali che la scuola sarà chiamata a commemorare. Il 27 gennaio saranno ricordate le vittime della Shoah con il Giorno della Memoria, il 10 febbraio commemorazioni in ricordo delle vittime delle Foibe per il giorno del ricordo e il 19 marzo la scuola sarà chiamata a celebrare il giorno della legalità.

"Per l’approvazione del calendario scolastico - spiega l'assessore Lucia Fortini - abbiamo voluto chiedere la partecipazione, oltre che del mondo scolastico attraverso i sindacati e l’Usr, delle famiglie attraverso le associazioni di genitori, per ascoltare anche le loro voci. Una scelta - conclude - dettata dalla volontà di rendere la scuola sempre più un luogo di inclusione e dialogo.

Anna Maria CAVA

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Il consigliere di Battipaglia, Valerio Longo, interviene sulla questione miasmi e su quella dei rifiuti. Con un video, di questa mattina, invita le istituzioni ad intervenire. 

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Nuove scoperte sono state fatte di recente sull’uomo di Neanderthal grazie a importanti studi condotti dagli archeologi dell’università di Oxford, che hanno preso in esame anche i reperti provenienti dalle grotte di Castelcivita, il cui ruolo è importantissimo nella ricostruzione della Preistoria, dal momento che conservano evidenti tracce della presenza dell'uomo di Neanderthal che le abitava.

Lo studio di Oxford, condotto in collaborazione con diversi ricercatori delle università di Genova, Trento, Ferrara e Siena, è stato pubblicato su Nature ed evidenzia che l’uomo di Neanderthal si è estinto ben prima di quanto si pensasse, circa 40.000 anni fa. La sua scomparsa dal continente europeo è avvenuta gradualmente, a macchia di leopardo, dando così la possibilità di ‘incontri ravvicinati’ con gli uomini moderni che avevano già fatto la loro comparsa in diverse zone, come nel sud Italia.

A rivelarlo è la datazione ultra precisa dei reperti archeologici raccolti in 40 siti sparsi dalla Russia fino alla Spagna. E per quanto riguarda l’Italia, in particolare, sono stati studiati i reperti provenienti dalla Grotta del Cavallo e dal Riparo l’Oscurusciuto in Puglia, dal Riparo Bombrini in Liguria, dalla Grotta di Fumane in Veneto e, appunto, dalle Grotte di Castelcivita in provincia di Salerno.

Secondo la nuova ricostruzione, l’estremo rifugio degli ultimi Neanderthal prima dell’estinzione sarebbe stata la Francia circa 40.000 anni fa, mentre non ci sono prove che confermino la presenza di superstiti oltre questa epoca nella penisola iberica. I reperti esaminati sono stati sottoposti ad una innovativa tecnica di datazione ad altissima precisione, messa a punto nei laboratori di Oxford, basata sulla spettrometria di massa con acceleratore.

Antonella D'ALTO

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Piccole attività, svolte a titolo volontario, di manutenzione e cura della cosa pubblica ad opera degli stessi abitanti e amministratori di un comune migliorano la vita di tutti. Lo sanno bene nel piccolo borgo di Salvitelle dove gli abitanti, ognuno secondo le proprie possibilità e propensioni, stanno dando un grande esempio di responsabilità e cittadinanza attiva.

In questo mese di agosto sono state pitturate le panchine e la fontanella di piazza San Sebastiano e pulita la fontana in via Fontanelle oltre che le vie del centro storico.

“Si amministra anche con piccoli gesti e piccole attenzioni” dice la giovane sindaca, Maria Antonietta Scelza. Coadiuvata da una squadra di amministratori altrettanto giovane e fattiva che la supporta in tutte le sue iniziative, dice di ritenersi molto fortunata. Il primo cittadino e il suo team sono i primi a dare il buon esempio partecipando con convinzione alle attività di pubblica utilità svolte a titolo gratuito. Stimolando la comunità a fare altrettanto. E ci stanno riuscendo. Tutti a Salvitelle stanno contribuendo alla causa: si taglia l’erba, si rimuovono i rifiuti, si puliscono le strade, si curano le aiuole. Partecipando al mantenimento del decoro urbanovivono meglio tutti e ci si sente comunità.

Il “volontariato civico” rientra tra le scelte politiche della nuova amministrazione, al governo del paesino dallo scorso maggio. Ed è promosso – sottolinea la sindaca Scelza – sia per far fronte alla penuria di fondi che non consente alle piccole municipalità di poter intervenire sempre sulle eventuali criticità e sia per sensibilizzare e “educare” alla cultura della responsabilità i singoli cittadini.

Rosa ROMANO

 

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