Teggiano si candida a Capitale italiana della Cultura 2021

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Dare il giusto rilievo alle attività culturali messe in campo ininterrottamente negli anni. È questo uno dei motivi che hanno spinto il consigliere comunale di Teggiano delegato alla cultura Conantonio D’Elia a proporre la candidatura di Teggiano a Capitale Italiana della Cultura 2021. Lo scorso 6 dicembre, l’ufficio protocollo,  ha inoltrato la richiesta al Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo. Essere riconosciuti come Capitale Italiana della Cultura, oltre a consentire di ricevere risorse importanti per la promozione e valorizzazione dei beni culturali offre anche l’opportunità di accedere ad una importante vetrina.

L’iniziativa, nata nel 2014, si pone come finalità quello di coinvolgere direttamente i comuni nelle attività di promozione generica del territorio italiano, incoraggiando – come si legge nel bando -  l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e, infine, il benessere individuale e collettivo”. Il comune di Teggiano con l’invio della manifestazione di interesse ha dimostrato di accettare la sfida. Nella nota, il sindaco Michele Di Candia ha individuato come riferimento del progetto il consigliere Conantonio D’Elia.

“La candidatura della città d’arte di Teggiano – speiga il consigliere D’Elia-  nasce dalla volontà di dare il giusto rilievo alle capacità acquisite in tema di iniziative culturali. Ruolo che Teggiano recita ininterrottamente e da protagonista da oltre vent’anni, sia in Campania che sull’intero territorio nazionale. Teggiano, infatti, si ricorda per iniziative come la Biennale d’arte sacra, l’Estate a Teggiano, le mostre di Guttuso e di Leopardi, il festival Jazz, il Flute Festival, e naturlaemnte la manifestazione medievale de “Alla Tavola della Principessa Costanza”. Inoltre – continua – è nota per gli impianti culturali come i musei diocesani, il museo delle erbe Viridarium, il museo della civiltà contadina, il museo di San Cono, il museo della musica in allestimento. A ciò si aggiungono manifestazioni come Bacas, nonché le installazioni del museo Madre di Napoli ora presenti nel Complesso Monumentale della Santissima Pietà e nel Castello Macchiaroli. L’intento, – sottolinea in conclusione Conatonio D’Elia – è quello di creare cultura nuova e renderla fruibile insieme alla valorizzazione di quella presente, senza campanilismi ma in una ottica di competizione che può avere un unico e solo senso ed ossia la tutela e la promozione tout court della cultura in sè”.

Anna Maria CAVA

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