SS19 delle Calabrie. Il Comitato Ponte Nuovo chiede al prefetto un incontro urgente per percorso alternativo

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Da ormai 4 anni e mezzo la Frana al km 46 della SS 19 delle Calabrie ha interrotto le vie di comunicazione con gli Alburni e isolato diversi nuclei familiari che vivono al di là dello smottamento. Una situazione assurda e paradossale se si pensa che queste persone non hanno nemmeno avuto un percorso alternativo decente per raggiungere le proprie abitazioni ma sono costrette ad attraversare vie di campagna o prendere l’autostrada a Petina fino a Polla per raggiungere il centro di Auletta.

Una situazione denunciata nei giorni scorsi anche da un cittadino del posto Ernesto Cavallo che, tra le altre cose, aveva lanciato l’allarme circa la sicurezza della propria abitazione situata propria sopra la frana.

Ad una situazione assurda, a cui si è aggiunta anche la sentenza del Consiglio di Stato che difatti ha costretto ad annullare l’attuale assegnazione dei lavori e a rifare la procedura di affidamento degli stessi, c’è da sottolineare come alcuni mesi fa un altro pezzo di strada è crollato aumentando e allungando di fatto la lunghezza della frana.

In questo contesto interviene nuovamente il Comitato Ponte Nuovo che in data odierna ha inviato una lettera al prefetto di Salerno, il dott. Francesco Russo in cui, dopo aver ripercorso la vicenda nei suoi più intimi particolari dal giorno del crollo fino all’ultima vicenda giudiziaria, ha chiesto di convocare un incontro in Prefettura alla presenza di una delegazione del comitato, per cercare di “poter avere almeno un percorso alternativo che renda possibile e in sicurezza il transito ad un territorio bloccato da circa cinque anni e a tantissimi cittadini e utenti giornalieri dell’arteria”.

Una richiesta di percorso alternativo che arriva – scrive il comitato – “sapendo che dovremmo attendere ancora ulteriori anni per poter vedere riaperta questa importantissima arteria”.

Infatti, come ha ricordato nei giorni scorsi il cittadino Ernesto Cavallo ai nostri microfoni ad oggi vi è un percorso alternativo che attraversa strade di campagna non asfaltate e piene di avvallamenti che soltanto grazie al lavoro di due cittadini è resa percorribile non senza problemi e rischi di rompere qualcosa. Un’opera meritoria a cui va dato il plauso ma i cittadini non possono sopperire alle carenze delle istituzioni.

Giuseppe OPROMOLLA

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