SP 342 “percorso di guerra”, Roscigno e Sacco sempre più isolate. L’allarme di Michele Albanese

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Andare a visitare la bellissima Roscigno sta diventando sempre più un’impresa. Dalla frana del 2010, nulla è stato fatto e la strada provinciale 342 continua ad apparire sempre più un percorso di guerra e non l’arteria principale di collegamento. L’ennesimo allarme è stato lanciato dal direttore della Banca Monte Pruno di Roscigno Michele Albanese che, nonostante i vari sforzi che insieme all’Amministrazione Comunale di Roscigno, si stanno portando avanti per cercare di far emergere le straordinarie eccellenze dell’area, tutto viene reso vano dall’inoperosità dell’ente provinciale che, a 3 anni dalla terribile frana che colpi la strada provinciale 342 rendendo impossibile la circolazione e soprattutto impedendo il collegamento nonche lo sviluppo dell’area. La pericolosità dell’arteria è ormai risaputa da tempo. Sono ormai anni che si chiedono interventi di messa in sicurezza sul tratto di strada che collega il Vallo di Diano e quindi l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria ai paesi dei Monti Alburni, ma ogni appello è rimasto inascoltato e la Provincia di Salerno, ente competente sul tratto di strada, resta sorda e cieca alle reali problematiche dei territori a sud di Salerno. Per Michele Albanese la situazione sta diventando sempre più insostenibile e la mancanza di interesse da parte della Provincia risulta davvero paradossale e inaccettabile, anche perché l’incolumità degli abitanti del territorio è messa costantemente a rischio. “E’ inaccettabile dover assistere ad una così cattiva gestione della cosa pubblica – attacca Albanese – soprattutto se gli interventi di cui si fa richiesta sono direttamente collegati alla salute e alla salvaguardia della persona umana. Sono anni che siamo costretti ad assistere a grandi discorsi di crescita del territorio, puntando sul turismo soprattutto nelle aree interne e di particolare interesse storico. Roscigno – continua il direttore della Banca Monte Pruno – è una di quelle realtà su cui si può e si deve puntare. E’ difficile senza le adeguate infrastrutture, figurarsi senza vie di collegamento. La borsa mediterranea del turismo archeologico è una vetrina importante su cui l’ente provinciale punta per valorizzare le destinazioni turistiche dell’area, investendo considerevoli risorse economiche, poi però dimentica di rendere quelle località accessibili persino agli stessi abitanti”. Michele Albanese prosegue ancora sulla elevata pericolosità dell’arteria: “La Strada Provinciale 342 non è più una strada ma una scala riservata ai pedoni. Le auto non possono neanche passarci ma la Provincia di Salerno è riuscita in questi anni soltanto a posizionare la segnaletica stradale che evidenzia il pericolo. Peccato che i segnali sono fermi lì da così tanto tempo da essere quasi arrugginiti. Senza dimenticare la folta vegetazione che cresce rigogliosa al centro della carreggiata, nei punti in cui, anni fa, il manto stradale è franato. Non si riesce a comprendere il disinteresse dell’ente alla problematica – conclude Albanese -, che persiste da troppi anni. Speriamo non si stia attendendo di tracciare un bilancio delle vittime. Sarebbe davvero vergognoso per un ente istituzionale come la Provincia di Salerno”

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