Settore Agricolo, la Coldiretti Salerno propone il progetto #Terracivica

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Si chiama #TerraCivica ed è il progetto varato da Coldiretti Salerno per valorizzare gli oltre 124mila ettari di terreno gravati da diritti di uso civico, nei comuni della Provincia di Salerno. Un Piano che, messo in atto, potrebbe assicurare 12mila nuovi posti di lavoro nel campo dell’agricoltura. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi della Coldiretti Salerno, a fronte di unasuperficie complessiva della provincia di Salerno che ammonta a 491.700.00.00 ettari, ben il 25% (e dunque 124mila 776 ettari) è in uso civico, tra terreni destinati al bosco/pascolo e terreni ad uso agricolo. “Ed è proprio all’interno di questa percentuale – spiega il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – che è possibile intravedere il futuro sviluppo del territorio, in quanto, da una semplice simulazione fatta, abbiamo visto come, potenzialmente, la valorizzazione di questi terreni attualmente non utilizzati potrebbe  generare circa 1000 aziende agricole  per un’occupazione di circa 12mila nuovi occupati. In tempi di crisi, in cui si parla solo di attività che chiudono, offrire la possibilità a tanti giovani di aprire un’azienda agricola, a costi ridotti, su terreni ad uso civico, è una possibilità straordinaria”. Coldiretti Salerno sta da tempo cercando di sensibilizzare sull’argomento tutti i sindaci di quei Comuni in cui ricadono  i terreni gravati da diritti di usi civici avvalendosi della collaborazione del prof. Giuseppe Di Genio, docente di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno. I comuni con più terreni ad uso civico sono Sanza (con oltre 7mila ettari), Casaletto Spartano, Montesano sulla Marcellana, Corleto Monforte, fino a Giffoni Valle Piana (3100 ettari) dove il sindaco Paolo Russomando – intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del progetto – ha già assicurato piena disponibilità per assicurare ai giovani i terreni. Il Comune di Camerota è stato tra i pionieri dell’iniziativa (circa venti i nuovi allevatori che hanno deciso di intraprendere questa attività su terreni ad uso civico) ma tanti altri comuni sono pronti ad aderire all’iniziativa della Coldiretti Salerno. “Ai nostri giorni, l’istituto dell’uso civico, soprattutto in relazione all’interesse naturalistico ed ambientale dei patrimoni agro-silvo-pastorali – continua Sangiorgio – riprende vigore e, nell’attuale momento di crisi dell’economia e degli strumenti finanziari, può rappresentare uno strumento alternativo alle leggi del mercato in termini di tutela ambientale e conservazione del territorio generando nuove opportunità di lavoro e di indotto sul territorio”. Ma come valorizzare questi terreni? Varie le ipotesi fornite da Coldiretti Salerno. Si potrebbero promuovere imprese forestali che sfruttando il diritto di legnatico piuttosto che quello di fungatico, tartufatico o del sottobosco, assumono manodopera,  stipendiata utilizzando i proventi della gestione del demanio stesso; porzioni del patrimonio demaniale potrebbero essere date in concessione a cooperative agricole o a società in house capaci di svolgere azioni di salvaguardia e recupero dell’ambiente e al tempo stesso esercitare azioni di presidio di aree montane e diventare, più generalmente, “custodi del territorio”. “Coldiretti Salerno – conclude Sangiorgio – mette a disposizione la sua struttura per fornire assistenza giuridica e tecnico-economica  sia per la creazione di modelli di gestione sia per lo sviluppo di aziende agro-socio-ambientali che siano idonee alla conduzione dei terreni in uso civico. Ovviamente Coldiretti si propone anche per accompagnare i Comuni in questo processo con la sottoscrizione di appositi protocolli d’intesa”. Un modello, infine, che per la delegata nazionale dei Giovani Impresa Coldiretti, Maria Letizia Gardoni, “potrebbe essere replicato con successo in tutta Italia, favorendo la nascita di tante nuove imprese agricole, la valorizzazione dei terreni e la capillare manutenzione dei territori”

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