Sanza. Lupo avvelenato sul Monte Cervati, il presidente del PNCVDA Pellegrino replica a Lettieri

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Il presidente del PNCVDA, Tommaso Pellegrino, replica al vicesindaco di Sanza, Antonio Lettieri, che nei giorni scorsi ha chiesto all’Ente Parco di “caricarsi di una responsabilità a lungo disattesa – aveva dichiarato – per quel che riguarda la sicurezza e il controllo del territorio”. Lettieri invitava il Parco ad aumentare il personale e migliorare il servizio di tutela dell’area. Tutto era nato a seguito del ritrovamento, domenica scorsa, della carcassa di un cucciolo di lupo, morto avvelenato, sul Monte Cervati. Un fenomeno, quello dell’avvelenamento incontrollato della fauna selvatica, non nuovo e ogni volta che si ripropone richiama la complessa questione del controllo del territorio.

Pellegrino – dalle pagine del quotidiano LaCittà – risponde a Lettieri: “Capisco la preoccupazione del vicesindaco di Sanza – dichiara – ma è bene chiarire che in questo caso ha sbagliato interlocutore perché il Parco non ha nessun potere e nessuna competenza in fatto di controllo del territorio. Lo spostamento dei carabinieri forestali, così come del comando territoriale del Corpo spetta all’Arma dei Carabinieri. Quello che posso fare e che farò subito è inoltrare una richiesta agli organi competenti affinché si attivino per potenziare la presenza di uomini al fine di rendere ancora più capillare il controllo del territorio. Non è corretto far passare un messaggio sbagliato che poi finisce con il trasformarsi in odio e avversione verso il Parco perché non ha fatto nulla per aumentare i controlli, quando invece non ha alcun potere in materia”.

Inoltre “il Parco sul lupo – aggiunge Pellegrino – sta facendo un grosso lavoro dal punto di vista della ricerca e infatti siamo tra i Parchi capofila per lo studio di questo animale. Il coordinatore è il professore Fulgione e il rapporto sul lupo che facciamo annualmente – conclude – è uno dei punti di riferimento della comunità scientifica internazionale, di questo siamo particolarmente orgogliosi”. 

Rosa Romano

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