Sanza, al via le domande per “Investimenti sostenibili 4.0”

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Le piccole attività artigianali di Sanza potranno cogliere una importante opportunità  con il bando “Investimenti sostenibili 4.0” che prevede agevolazioni per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno. Lo rende noto il Consigliere comunale delegato al Commercio, Francesco De Masi, il quale ha precisato che le domande potranno essere inviate a partire dal 18 ottobre prossimo, attraverso la procedura informatica accessibile nella sezione “Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027” del sito web di Invitalia.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese con priorità per quelle che favoriranno la transizione dell’impresa verso l’economia circolare ovvero a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa. I programmi di investimento devono: prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0; essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente; essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nei territori delle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

Inoltre i programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 750.000 euro e non superiori a 5.000.000 euro; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e prevedere un termine di ultimazione non successivo a diciotto mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione delle agevolazioni. Sono ammesse le attività manifatturiere. Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento che riguardino: macchinari, impianti e attrezzature; opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili; programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali. La misura ammette, inoltre, le spese per i servizi di consulenza.

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