Sant’Arsenio, le peripezie “elettorali” della Prof. sa Maria Antonietta Rosa sul tavolo del Ministro Alfano

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Ad un mese dalle elezioni europee ed amministrative del 25 maggio, torna sotto i riflettori la vicenda della signora Maria Antonietta Rosa che aveva chiesto al Comune di Sant’Arsenio di annotare sulla propria tessera elettorale il diritto al voto assistito permanente, ricevendo però il diniego da parte dell’ente comunale. In merito alla vicenda l’On. Laura Coccia del Partito Democratico, sollecita l’intervento del Ministro dell’interno Angelino Alfano e del prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone al fine di verificare le ragioni che hanno spinto il responsabile dell’ufficio comunale a rigettare la richiesta. Nella sua nota, l’On Coccia sintetizza la vicenda, passando innanzitutto a evidenziare quella che è la patologia della Signora Rosa riconosciuta dalla commissione medica dell’INPS, cieca civile in quanto il residuo visivo non supera un ventesimo su entrambi gli occhi. La legge n. 270 del 1982 riconosce ai ciechi civili il diritto all’assistenza, non a caso a Maria Antonietta Rosa in qualità di docente, per effetto della legge è stato riconosciuto il diritto ad un assistente scolastico. Equivalente richiesta di assistenza era stata richiesta all’ufficio comunale di Sant’Arsenio per esercitare il diritto al voto sancito dalla costituzione. In questo caso, però, come sottolinea l’On Coccia, viene restituita la tessera elettorale senza l’annotazione richiesta e, la mattina del 25 maggio, giorno dell’elezioni la polizia municipale di Sant’Arsenio notifica l’atto di diniego della richiesta di voto assistito suggerendo alla Signora di recarsi alle urne dalle ore 9,30 alle 10,30 dove sarebbe stato presente un medico che avrebbe accertato la sua condizione in merito alla necessità di essere accompagnata all’interno della cabina elettorale da persona di sua fiducia. L’on. Laura Coccia, nel definire la vicenda sconcertante, consegna al ministro dell’interno anche copia della certificazione rilasciata dalla commissione medica chiedendo che venga fatta luce su quanto accaduto ma soprattutto di verificare attraverso gli uffici competenti le ragioni che hanno portato l’ente comunale a negare il diritto al voto assistito, sottolineando peraltro come il diritto al voto può essere limitato solo in caso di incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile oppure nei casi di indegnità morale indicati dalla legge

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