Sant’Arsenio, furti di ripetitori alla struttura di Monte Carmelo. In tilt trasmissioni radiofoniche e alcune linee internet

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I furti messi a segno nel Vallo di Diano non risparmiano ripetitori radio e di telefonia provocando numerosi disagi agli utenti, in particolare delle reti internet di alcuni gestori di lInee telefoniche. Nella notte malviventi hanno preso di mira un casotto sito sul Monte Carmelo a Sant’Arsenio dove erano custoditi i ripetitori radio e telefonci con notevoli ripercussioni sul territorio dove si stanno registrando difficoltà a ricevere il segnale di alcune emittenti radiofoniche quali radio Lattemiele, radio Italia anni 60, radio Azzurra, radio Balla Balla, radio Movida, radio Color, radio Carina ed altre emittenti nazionali, oltre all’assenza di segnale internet wi fi di alcuni gestori telefonici.

I ladri sono entrati in azione utilizzando una fiamma ossidrica con cui hanno letteralmente tagliato  la porta in ferro della struttura e, una volta introdottisi all’interno, hanno rubato diverse apparecchiature elettroniche per un valore di decine di migliaia di euro. Giunti sul posto, i responsabili della struttura dopo l’amara scoperta della porta divelta e della mancanza delle costose apparecchiature si sono messi all’opera per ripristinare la postazione ed i segnali radio. Intanto dell’accaduto sono stati informati i carabinieri per le indagini del caso e per risalire ai responsabili dell’ennesimo furto a danno dell’intera comunità salernitana. Il fenomeno quello dei furti delle apparecchiature elettroniche per le emittenti radiofoniche e per le tv digitali  sta facendo registrare un’ impennata preoccupante negli ultimi mesi.

“La Campania è una delle zone più colpite – spiegano i responsabili della società manutentrice degli apparati ricetrasmittenti che gestisce alcuni degli impianti radio tv presenti – Sono apparecchiature dedicate di alcun interesse per il mercato se non per quello delle stesse emittenti. E’ probabile che i materiali derubati possono esser riciclati tra gli addetti al settore oppure venduti all’estero tramite una vera e propria rete criminale”.

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