Sanità, servizi sanitari interrotti o rallentati. Lo studio dell’OMS

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Tutto concentrato sulla gestione dell’emergenza covid, relegando in secondo piano la cura delle altre patologie.

È quanto emerge dallo studio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha evidenziato come, nel 90% dei Paesi durante il periodo più acuto della pandemia ed anche nella successiva fase della ripartenza, ha fatto registrare una interruzione o, quanto meno un rallentamento nelle attività del servizio sanitario nazionale nei Paesi presi ad esame. Un dato che ha commentato anche l’ex direttore sanitario del Luigi Curo di Polla Dott. Nunzio Babino, evidenziando come anche in Italia la concentrazione del sistema sanitario sulla gestione dell’emergenza ha influito in maniera negativa sui livelli di assistenza che ne avrebbero risentito. A tal proposito, per Babino, “È giunta l’ora – scrive sul suo profilo facebook – di aprire una serie riflessione e invertire la tendenza degli organi di informazione che diffondono notizie quotidiane sempre e solo sul Covid, affliggendo i cittadini con numeri che salgono e scendono, creando ansie e paure, che sono il contrario della salute”.

I dati resi noti dall’OMS e pubblicati lo scorso 27 agosto, parlano di 105 Paesi esaminati divisi in 5 aree geografiche di riferimento ossia: Africa, Sud-Est Asiatico, Europa, Area orientale del Mediterraneo e l’area ad occidente del Pacifico. Secondo quanto evidenziato pare che, soprattutto nei Paesi a medio e basso reddito si siano registrati notevoli riduzione e addirittura interruzioni del servizio sanitario anche nel servizio di diagnosi e cura di patologie gravi come il cancro. Nel dettaglio, secondo quanto riportato dallo studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità analizzando circa 25 servizi sanitari, è emerso che, a seguito diffusione del virus Sars COV 2 i servizi di assistenza quotidiana sono stati interrotti nel 70% dei casi presi in esame. Il dato più preoccupante è il 55% di interruzioni di servizi legati alla diagnosi e cura delle patologie tumorali così come rallentamenti o addirittura interruzioni si sono registrati per i servizi di emergenza potenzialmente salvavita e finanche per gli interventi chirurgici.

“Il Sistema sanitario italiano, – commenta il Dott. Nunzio Babino – concentrandosi per ormai oltre sei mesi esclusivamente sull’emergenza Covid, non è riuscito ad assicurare i precedenti livelli di assistenza, finalizzati al contrasto e alla cura delle numerose malattie conosciute prima del Covid. E’ abbastanza noto come siano sensibilmente diminuite nel loro complesso le cure ospedaliere e/o domiciliari e come non siano state sufficientemente curate in ospedale e/o a domicilio le tante numerose malattie che da sempre affliggono le popolazioni. E’ noto come negli ultimi sei mesi, nei nostri ospedali sono stati anche rimandati e complessivamente diminuiti gli interventi chirurgici programmati ed Anche l’accesso agli ospedali – spiega – non è stato certo facilitato. “.

Anna Maria CAVA

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