San Rufo, la musica che unisce. Minori stranieri non accompagnati registrano un brano con Sergio Sorrentino

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Un bel progetto di integrazione ha coinvolto i minori migranti della Casa dei Popoli di San Rufo, progetto di accoglienza SAI: i ragazzi hanno registrato un brano insieme al musicista originario di Polla, Sergio Sorrentino, uno dei massimi chitarristi contemporanei, la cui musica è stata definita “di una bellezza disarmante” dal New York Times.

Il brano si intitola “Utopia” ed è la testimonianza del laboratorio di inclusione sociale “Bottega Internazionale di Nuova Musica – San Rufo” tenuto, per conto della Cooperativa Iris, dal chitarrista Sorrentino. Il musicista ha guidato i ragazzi in un percorso di scoperta dei suoni che li circondano, di consapevolezza dell’ascolto e dell’espressione musicale, insegnando loro le basi per creare musica, dal ritmo all’uso della voce, dall’improvvisazione alla produzione discografica. Insieme ai ragazzi, Sorrentino ha costruito un brano partendo dai suoni ambientali di San Rufo, raccolti in un’esplorazione sonora guidata, dalle voci dei ragazzi, dai loro strumenti a percussione e dalla chitarra elettrica dello stesso Sorrentino.

Un brano trascinante e sperimentale che il chitarrista definisce “la trasformazione in suoni di un’Utopia, quella di accogliere i migranti sul serio, da protagonisti, costruendo insieme qualcosa di unico, di nostro, che ci unisce profondamente”. La foto di copertina, che ritrae il panorama del Vallo di Diano visibile dalla Casa dei Popoli di San Rufo, è stata scattata dai ragazzi stessi. Il brano è disponibile su tutte le piattaforme digitali musicali.

I ragazzi, ospitati nel Centro di Accoglienza SAI “Casa dei Popoli” di San Rufo gestito dalla Cooperativa Iris, sono in Italia da 1/2 anni e sono tutti arrivati su barconi, prevalentemente dalla Libia. Nel percorso laboratoriale hanno suonato per lo più strumenti a percussione, hanno usato la loro voce e hanno registrato suoni del territorio con appositi strumenti.

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