Salerno, UNOE in piazza. Lupo: “Settore eventi dimenticato, escluso dai ristori”

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Anche gli operatori del Settore Eventi in Piazza per manifestare le proprie preoccupazioni sul futuro dovute al diffondersi della Pandemia. Anche Salerno ha risposto alle manifestazioni nazionali con il referente della Regione Campania dell’UNOE in Piazza Amendola insieme agli operatori del settore. La pandemia ha messo in ginocchio tutti i settori economici del Paese.

Ogni attività, in un modo o nell’altro ne ha risentito, ritrovandosi a dover operare in un contesto economico e sociale difficile. Eppure molti settori, seppur a rilento ed anche se solo per pochi mesi, ha potuto in qualche modo riprendere ad operare, nonostante i risultati siano stati comunque esigui e a volte inutili. Ma c’è un settore che, dalla prima fase della pandemia, ad oggi, resta ancora totalmente fermo, ormai nel dimenticatoio, eppure importantissimo e di grande valore anche per la promozione e valorizzazione dei territorio, della cultura, dell’enogastronomia e per divertirsi.

Il settore eventi è ormai fermo da marzo e neanche in estate, è stato concesso di ripartire con le normative anticovid che, seppur molto allentate, hanno comunque impedito la realizzazione di eventi promozionali bloccandone l’indotto economico. Nella giornata di ieri i referenti del settore eventi si sono ritrovati in Piazza Amendola a Salerno partecipando così alla mobilitazione nazionale che si è svolta in tutta Italia.

Nei mesi scorsi è stata costituita una organizzazione che raccoglie tutti gli operatori del settore eventi, la UNOE Unione Nazionale Organizzazione Eventi che ieri mattina si è ritrovata a Salerno per manifestare contro le dimenticanze del Governo che, come sottolineato dal referente regionale Giuseppe Lupo, presidente della Pro Loco di Auletta, presente ieri alla manifestazione, con la burocrazia dei condi ATECO ha di fatto escluso le diverse categorie dagli aiuti statali previsti per altri settori. Secondo quanto emerso, il settore ha perso fino all’80% del fatturato.

“Di fatto – ha spiegato Giuseppe Lupo – sono dieci mesi che siamo a braccia conserte. Fatta salva la pausa estiva che complice l’incertezza dei regolamenti e dei contagi, si è concluso ben poco, è da marzo che viviamo in una situazione di paralisi” Gli imprenditori speravano di poter recuperare in queste festività natalizie ma tutto è nuovamente fermo e non sarà facile che il settore possa ripartire. “Siamo scesi in piazza – sottolinea Lupo – non per chiedere di poter ripartire, perché ci rendiamo conto che è difficile, ma per chiedere che ci vengano riconosciuti aiuti in grado di poter andare avanti. Siamo una categoria completamente dimenticata. Chiediamo solo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti.

Anna Maria CAVA

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