Salerno, sciopero indetto da Cgil e Uil: presenti anche sindacati e lavoratori del Vallo di Diano

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Questa mattina c’era anche una delegazione del Vallo di Diano alla manifestazione sulla sicurezza dei lavoratori promossa dalle sigle sindacali di CGIL e UIL  della Campania. Una manifestazione finalizzata a chiedere l’adozione di misure che, a parere dei sindacati, possono fungere da garanzia per i lavoratori dei vari comparti, ad una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro.

I dati delle morti bianche, infatti, per gli organizzatori, necessitano di interventi urgenti e mirati al fine di far si che, il lavoro, non si trasformi in un rischio. Da qui l’iniziativa che, tra le varie piazze coinvolte, ha visto anche Salerno e Piazza Amendola protagonista dell’iniziativa che questa mattina, si è concretizzata con uno sciopero generale di 4 ore in tutti i settori privati a cui hanno aderito lavoratrici e lavoratori compatti e, tra i quali, erano anche presenti esponenti e rappresentati delle sigle sindacali del Vallo di Diano oltre che lavoratori e lavoratrici del territorio. Lo sciopero è stato indetto per dare forza e voce alle richieste della CGIL e della UIL. Richieste che riguardano 5 punti sostanziali. In primo luogo la necessità di combattere con determinazione le morti sul lavoro che, per le sigle sindacali deve diventare un vincolo per esercitare l’attività d’impresa.

Le sigle chiedono inoltre l’istituzione di una patente a punti per le aziende, una nuova riforma fiscale che alleggerisca le gettito irpef dei lavoratori dipendenti, ridurre la tassazione sul lavoro dipendente ed, inoltre. chiedono anche che, il Governo, rimetta al centro delle politiche economiche e sociali il valore del lavoro e, a tal fine, chiedono il rinnovo dei contratti nazionali ed una legge sulla rappresentanza. Queste dunque le richieste che hanno portato alla sciopero di 4 ore indetto dai sindacati  e che, questa mattina 11 aprile, ha visto anche Piazza Amendola a Salerno, essere sede della manifestazione della durata di 4 ore nel corso del quale tanti lavoratori, alcuni provenienti anche dal Vallo di Diano, hanno incrociato le braccia.

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