Riapertura scuole, per il presidente De Luca non ci sono le condizioni per ripartire

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La presentazione ufficiale a Salerno della Legge regionale per l’istituzione della figura del Psicologo di Base è stata occasione ieri, per il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, candidato per il centro sinistra alla riconferma alla guida dell’ente regionale, di parlare della scuola e soprattutto dell’inizio dell’anno scolastico. Un nuovo anno scolastico che, così come è finito, è intriso di incertezze e dubbi che sicuramente non fanno bene ai ragazzi danneggiandoli in quello che è un loro diritto primario ossia la formazione. Mancano le condizioni per poter riaprire la scuola con lezioni in presenza il prossimo 14 settembre.

È quanto annunciato dal governatore della Regione ieri, anticipando le sue parole con un messaggio in cui parla di prossime decisioni importanti da assumere. Si sta ipotizzando quindi un rinvio dell’inizio delle lezioni ma restano i dubbi sulle modalità in cui potranno essere svolte garantendo la sicurezza della didattica ed un’adeguata formazione. Per lo scorso 24 agosto erano stati annunciati i test sierologici sui docenti su base volontaria che pare non abbia dato l’esito sperato con una partecipazione decisamente ridotta. Una partecipazione che ha quindi spinto il presidente della Regione Campania a presentare una proposta al Governo per renderlo obbligatorio. Proposta che sembrava raccogliere il consenso tra i ministri ma che, al momento, resta ancora in stand by. Insomma si lavora a rilento per una lunga serie di decisioni da assumere, mentre il tempo scorre e la data di apertura delle scuola si avvicina.

E mentre iniziano ad arrivare i primi banchi monoposto anche nelle scuole campane, si è ancora in alto mare per ciò che riguarda gli spazi, la didattica, i docenti, le modalità di entrata ed uscita dalla scuola, ed anche il trasposto scolastico per il quale la Ministra del PD De Micheli ha ipotizzato di ovviare al problema del distanziamento sociale semplicemente indicando come congiunti anche i compagni di classe. In tal modo, secondo la ministra piddina, potranno stare vicini durante il tragitto da casa a scuola anche senza rispettare la distanza di sicurezza. Una proposta a cui la ministra dei trasporti ha lavorato per mesi e che potrebbe anche rendere più agevole il lavoro per l’organizzazione scolastica dato che, se i compagni di classe sono congiunti e quindi possono stare vicini nel bus, sono da considerarsi congiunti anche in classe e quindi potranno stare vicini e seguire regolarmente le lezioni senza la necessità di dover utilizzare banchi monoposto.

Insomma, a distanza di 17 giorni dalla riapertura delle scuole, sembra davvero che le idee siano poche e decisamente confuse, mentre presidi, docenti, personale sono da mesi in cerca di notizie che possano orientarli nella loro attività di preparazione del nuovo anno scolastico. Una situazione di incertezza a cui si vorrebbe ovviare posticipando il rientro in classe al 24 settembre, ipotesi accettabile viste anche le imminenti elezioni che porterebbero gli alunni ad entrare in classe per poi uscirne al fine di consentire la sanificazione degli ambienti per le elezioni. Una ipotesi che, però, il governo non sembra interessato a prendere in esame.

Anna Maria CAVA

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