Regione Campania, Matera e Bonavitacola contro il via alla Shell

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Dalla Regione Campania una nuova iniziativa che vede ancora una volta protagonista l’Assessore regionale al Turismo Corrado Matera con il supporto del vicepresidente della Regione nonché Assessore all’ambiente e urbanistica. In queste ore i due rappresentanti regionali hanno presentato un documento di osservazioni critiche in merito alla richiesta da parte di Shell Italia della Valutazione di Impatto Ambientale per la ricerca di idrocarburi sul territorio di Monte Cavallo, area limitrofa al Vallo di Diano. Nell’ambito delle consultazioni relative proprio alla richiesta della Shell avviate dal Ministero dell’Ambiente, Corrado Matera, già promotore dell’emendamento presentato dall’On. Giuseppe De Mita alla nuova legge sulle aree protette, insieme al vice presidente della Regione Fulvio Bonavitacola, sono intervenuti al fine di manifestare la propria contrarietà al rilascio della Valutazione di impatto ambientale illustrando le motivazioni che dovrebbero spingere il Ministero a negare tale autorizzazione. Motivazioni strettamente legate oltre che alla tutela dell’ambiente, anche di opportunità sociale essendo l’area interessata strettamente legata ad un territorio ricadente in area protetta e precisamente limitrofo al Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni. “Occorre evitare – si legge nella nota – effetti impattanti delle perforazione in aree fragili e vulnerabili, peraltro anche limitrofe ad importanti sorgenti di acqua che alimentano il ciclo idrico in estesi territori non solo campani”. Le osservazioni degli assessori campani anticipano il previsto parere di netta contrarietà che la Regione Campania formulerà nel corso dello stesso procedimento di valutazione ambientale curato dal Ministero dell’ambiente. Intanto l’assessore valdianese Matera, chiede l’impegno del territorio, con un ulteriore sforzo da parte delle associazioni e di enti operanti nell’area, affinché vi sia unità di intendi in questa iniziativa. Per Matera è necessario che anche la popolazione si esprima in merito magari con una petizione che vada a rafforzare il parere espresso dagli amministratori e dalla forza politica in modo da evitare anche in futuro eventuali interventi da parte delle società petrolifere.

 

 

 

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