Recovery Fund, le Regioni del Sud si mobilitano

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La distribuzione delle risorse del recovery fund alla base della nuova battaglia intrapresa dalla Regione Campania contro il Governo. Una battaglia che il presidente De Luca sta conducendo insieme agli altri governatori delle regioni meridionali per una ripartizione più equa delle risorse. La ripresa dopo la pandemia passa da una corretta gestione del Recovery Fund ossia i fondi destinati al recupero e quindi alla ripresa dopo il periodo di emergenza che, peraltro, non è ancora del tutto passato Fondi che saranno finanziati grazie all’emissioni di titoli denominati recovery Bond.

È una partita importante per l’Italia e il mezzogionro non può essere escluso da questa sfida come invece pare stia accadendo. Ma le Regioni del Sud si mobilitano contro le decisioni fin qui assunte dal governo pd 5stelle in riferimento alla ripartizione dei fondi ed agli investimenti previsti che, ancora una volta, penalizzano il meridione rispetto alle altre regioni del centro nord.

Nella giornata di ieri i presidenti delle regioni Campania, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Molise, Puglia, oltre che Sardegna e Calabria che assenti hanno comunque condiviso le ragioni espresse nella lettera che i presidenti di regione hanno inviato all’attenzione del Premier. Nello scritto, i rappresentanti regionali del sud, tra cui il governatore De Luca, riconoscendo l’immenso valore del Recovery Fund le cui ripercussioni possono essere gravi o positive a seconda di come saranno utilizzati i fondi, hanno manifestato preoccupazione per il piano di Rilancio  soprattutto perché, la distribuzione delle risorse si baserebbe su una questione demografica e la definizione delle 6 missioni  non ha visto il coinvolgimento delle Regioni.

“La bozza di programma – scrivono – prevede una ripartizione delle risorse in ambito nazionale sulla base di un mero criterio demografico fra centro nord e mezzogiorno ed una ripartizione per 6 missioni, in assenza di un preventivo confronto con le Regioni e con evidenti sottostime delle risorse necessarie in settori vitali , in particolare nel Mezzogiorno, quali, ad esempio, la sanità, il turismo, i servizi idrici”. Nella lettera si chiede un incontro per poter adeguatamente illustrare le ragioni del mezzogiorno e le proposte che seguirebbero anche le direttive dell’Unione Europea in materia di ripartizione territoriale delle risorse che, secondo quanto denunciato dalle Regioni, nella bozza di piano pare siano state disattese così come sarebbero stati disattesi anche i principi di coesione alla base dei Trattati europei.

Anna Maria CAVA

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