Punti nascita, ancora nessuna decisione ufficiale: i sindaci del DS71 mercoledì in Regione

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Il Vallo di Diano, il Golfo di Policastro e il Cilento da anni sono in apprensione per il rischio di veder soppressi i reparti neonatali di Polla, Sapri e Vallo della Lucania. Sono sempre a rischio i Punti nascita all’interno dei 3 ospedali.  Stando al decreto Balduzzi, che stabilisce una soglia minima di 400 parti annui per lasciarli aperti, i tre reparti dovrebbero essere già chiusi ma finora nessuna decisione ufficiale. E ciò sta tenendo col fiato sospeso il vasto territorio a sud della provincia.

A Roma intanto in Commissione Salute alla Camera si sta discutendo per rivedere i criteri della loro distribuzione.

Nell’incertezza a farsi sentire è il comitato per il nosocomio del Golfo di Policastro, che da tempo chiede una maggiore attenzione alle istituzioni locali per salvaguardare il servizio e chiede che si istituisca un tavolo tecnico e politico per discutere di sanità e del diritto alla salute di un vasto territorio.

Intanto i sindaci cilentani, del distretto 71, saranno ricevuti in Regione Campania nella giornata di mercoledì prossimo proprio per discutere delle soluzioni da mettere in atto.

L’alternativa alla paventata chiusura dei punti nascita potrà essere una deroga.

“Siamo arrivati al capolinea – dichiarano dal comitato – si sta di nuovo facendo il gioco a rimpiattino con il ministero della Salute e di chi è la responsabilità di questa situazione. Denunciamo l’inerzia  politica su un progetto di rilancio post Covid della sanità nel Cilento,  ci apprestiamo insieme ai sindacati a dichiarare lo stato di agitazione dell’intero comprensorio chiamando tutti i cittadini a denunciare questo stato di fatto ed intraprendere le azioni consone affinché venga chiarita la vera natura politica illogica e ostativa per la messa in sicurezza dei nostri ospedali: Sapri, Polla e Vallo della Lucania. Si chiarisca una volta per tutte che la sicurezza degli ospedali del Cilento non sia compromessa a tal punto che la paventata chiusura dei punti nascita sia l’inizio della chiusura totale degli stessi. Restiamo in allerta e metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché si chiariscono le  responsabilità di tutta la politica in questa squallida vicenda”.

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