Puliamo il buio, il 26 marzo all’Inghiottitoio di Rio Torto a Sanza

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Il Gruppo Speleo Alpinistico Vallo di Diano e il Gruppo Speleo Melandro organizzano “Puliamo il Buio” all’Inghiottitoio di Rio Torto. L’idea nasce con l’intento di porre l’attenzione e segnalare, in modo puntuale e dettagliato, casi di ipogei naturali e artificiali oggetto di impatto antropico, come quello legato all’abbandono illecito di rifiuti.

L’iniziativa parte dalla Società Speleologica Italiana, è patrocinata e collegata alla manifestazione di Legambiente “Puliamo il Mondo”, si avvale del supporto logistico dell’associazione Le tre T del Cervati e del patrocinio del Comune di Sanza e della Federazione Speleologica Campana.

Permette di effettuare, non solo il censimento delle cavità a rischio ambientale, ma soprattutto di eseguire un’analisi dei materiali rinvenuti e delle condizioni ecologiche dei sistemi con particolare attenzione all’inquinamento delle falde acquifere. Nella maggior parte dei casi, infatti, le cavità carsiche rappresentano solo una piccola parte, conosciuta, di una rete di vuoti sotterranei che alimentano grandi serbatoi di acqua: sono, dunque, fonti preziose di approvvigionamento idrico. Il loro inquinamento può mettere a rischio, in maniera diretta ed istantanea, le delicate forme di vita che abitano le grotte e, in tempi lunghi, tutto il sistema ambientale in cui si apre la cavità, uomo compreso.

Sabato 25 marzo, ore 19.00, a Sanza, presso il Centro di Educazione Ambientale (CEA), sarà illustrata brevemente ai partecipanti l’iniziativa “Puliamo il buio”. Domenica 26 marzo poi la fase operativa, si partirà nuovamente al CEA, alle ore 9.00, per poi raggiungere l’Inghiottitoio di Rio Torto armati di guanti pesanti, abiti da lavoro e tanta buona volontà, per documentare e bonificare, almeno in parte, la grotta. Nel pomeriggio, le attività si chiuderanno sempre al CEA, dove si terrà un incontro/dibattito sulle attività svolte, sullo stato di salute della cavità carsica ed, in generale, sul territorio, a cura della dott.ssa Simona Cafaro e della dott.ssa Rosangela Addesso.

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