Presunti smaltimenti illeciti nel Vallo di Diano, ieri la quinta udienza del processo Shamar

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Ieri al Tribunale di Lagonegro la quinta udienza del processo Shamar su presunti smaltimenti illeciti di rifiuti nel Vallo di Diano. È stato ascoltato, in qualità di testimone, l’ex Capitano dei Carabinieri di Sala Consilina che ha coordinato l’inchiesta.

C’era il sit-in del comitato RESTA Vallo di Diano che sta seguendo il processo perchè – dicono “le infiltrazioni mafiose che interessano il nostro territorio si contrastano con l’impiego dei corretti strumenti legali e giudiziari, ma il primo e necessario deterrente rimane il risveglio delle coscienze, l’interesse vigile di una comunità”.

Ieri “abbiamo assistito – raccontano – all’audizione, in qualità di testimone, dell’ex Capitano dei Carabinieri di Sala Consilina che ha coordinato l’inchiesta Shamar. Con la sua testimonianza è stato possibile ricostruire cronologicamente e funzionalmente i fatti oggetto dell’indagine che ha avuto inizio nel 2019 da cui sono scaturite diverse piste investigative. Dalla deposizione del Capitano è emerso che le cisterne, contenenti il materiale ecotossico accertato successivamente, erano ben trentadue: le prime sei sono state sversate nei pressi di Atena Lucana. All’udienza c’erano, per la seconda volta consecutiva, i sindaci di Polla Massimo Loviso e di Atena Lucana Luigi Vertucci, presenti come parte civile il comune di Atena Lucana, il comune di Sant’Arsenio e Legambiente Campania.  Alla prossima udienza, fissata per il 16 novembre, sarà ascoltato un perito per l’esame orale delle relazioni dell’ARPAC che hanno accertato la contaminazione dei siti interessati dagli sversamenti illeciti, successivamente, dovrà essere analizzato anche il conseguente ed eventuale danno ambientale e alla salute”.

I fatti oggetto del processo in questione hanno preso il via con l’operazione Shamar nell’aprile del 2021.  All’esito delle indagini la Procura ha disposto il rinvio a giudizio per 7 persone residenti nel Vallo di Diano, all’udienza del 9 febbraio i comuni di Atena Lucana, Sant’ Arsenio e Legambiente Campania sono stati ammessi nel processo come parti civili, pienamente legittimate ad avanzare le loro richieste risarcitorie per i danni patiti, patrimoniali e non.

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