Postazione 118 di Padula nel degrado, Cisl Fp Vallo di Diano: si salvi chi può

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Ambiente angusto, pareti con la muffa, tubature che emanano cattivi odori. È la condizione in cui versa la Postazione del 118 a Padula dove risulta manchino i requisiti minimi previsti dalla legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Ad affermarlo la Cisl Fp Vallo di Diano in una nota ai vertici dell’Asl Salerno e al sindaco di Padula sollecitati a trovare una definitiva soluzione per garantire sicurezza e dignità agli operatori e diritti ai cittadini.

“Costretti a lavorare in un ambiente angusto e vetusto, schiacciati dall’emergenza caldo in estate e dall’addiaccio invernale – raccontano – Continuano senza sosta le disavventure del personale 118 nella postazione di Padula. I locali risultano in uno stato di degrado con pareti coperte da umidità e muffa, nonché tubature aperte che emanano sgradevoli odori. Addirittura dopo un intervento da parte dei Vigili del Fuoco lo scorso 21 dicembre è stato chiuso un locale ritenuto inagibile. E dopo le precipitazioni della notte del 25 gennaio scorso con infiltrazioni di acqua e successivo intervento dei Vigili del Fuoco la postazione 118 è stata trasferita momentaneamente in altri locali. Una situazione che ha causato grave disagio sia per il personale che per l’utenza che si reca direttamente sul posto per le cure del caso e trovando la postazione non agibile è costretta a dover chiamare il numero 118 per poter ricevere assistenza, sperando – dicono – che esista ancora un presidio per assistere in emergenza la comunità di riferimento”.

I delegati della CISL FP del Vallo Di Diano lanciano quindi un disperato appello e parlano “una situazione oramai divenuta insostenibile”. “Sono mesi – sottolineano – che lanciamo gridi di allarme, per scuotere i vertici della ASL a prendere provvedimenti per garantire sicurezza e dignità agli operatori e diritti ai cittadini. Riteniamo che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità. Se manca una cabina di regia capace di fornire disposizioni allora è il caso di dire: si salvi chi può!”.

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