Polla, successo per gli Incontri in biblioteca. Prossimo appuntamento il 5 agosto

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Stanno riscuotendo grande successo gli appuntamenti organizzati a Polla nell’ambito della terza edizione della rassegna culturale “Incontri in Biblioteca”, promossa dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Massimo Loviso e voluta dall’assessore Giovanni Corleto. Nel fine settimana appena trascorso due gli eventi che hanno visto la presenza di una folta platea: l’ultimo in ordine di tempo sabato sera con la presentazione del libro “29 parole, 30 storie” del giornalista Lorenzo Peluso.

Un volume in cui l’autore analizza e riscopre parole di cui spesso facciamo un uso improprio o di cui a volte non consideriamo l’essenza assoluta del significato, invitandoci a riflettere su di esse quali “essenza del vivere sociale, perché ci offrono l’opportunità del confronto e della condivisione”. “Una serata speciale – ha affermato Peluso – , nei Giardini Vincenzo Curcio, il piacere di dialogare e raccontare l’anima di “29 parole 30 storie”. Un pubblico attento e partecipe”. Poi un ringraziamento agli organizzatori e soprattutto al pubblico che – ha affermato Peluso – ha “scelto di scoprire le “29 parole e le 30 storie” del mio libro”.

La sera prima, venerdì scorso, è invece toccato al libro di Giovanni Bracco “Route 96 Bis”, “in grado – hanno fatto sapere dal comune – di estraniarci dal quotidiano vivere e andare oltre con la mente e il desiderio”. La rassegna culturale non si ferma ma anzi procede con altri appuntamenti fino al prossimo mese di settembre. Ora l’attesa è per il 5 agosto con il libro di Renato Cantore dal titolo “Harlem, Italia – Covello e Marcantonio, due visionari nel ghetto dei migranti”.

L’evento si terrà dalle 20 nella chiesa di San Nicola dei Greci a Polla. “Accolti con sospetto, sfruttati e sottopagati, stipati in case malsane e fatiscenti, cacciati finanche dalla loro chiesa – si legge nella presentazione dell’opera sul sito di Rubettino Editore – , gli italiani arrivati a fine Ottocento a East Harlem, in gran parte dalle regioni povere del sud, diventarono in pochi decenni la più grande comunità straniera di New York. Una comunità forte, dignitosa, gelosa della propria identità ma aperta al confronto con altri popoli e altre culture, guidata da leader illuminati e visionari”. Da qui poi le storie di Leonard Covello e Vito Marcantonio.

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