Polla, dal Tar la sentenza che dichiara inammissibile il ricorso contro Eda. L’amministrazione Loviso non demorde

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Respinto dal TAR il ricorso presentato dal Comune di Polla per chiedere l’annullamento della delibera dell’EDA Salerno, ente d’ambito per la gestione dei rifiuti, con cui è stata approvata la proposta progettuale relativa alla riconversione dell’impianto di trattamento rifiuti ormai dismesso e situato nella zona industriale di Loc. Sant’Antuono, in combinato di digestione anaerobica e compostaggio della FORSU ossia frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Già prima di conoscere l’esito del ricorso, l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Massimo Loviso, aveva però preparato e regolarmente presentato, nei giorni antecedenti alla pubblicazione della sentenza di improcedibilità, un altro ricorso finalizzato sempre ad evitare la riconversione dell’impianto che, già da diversi anni è fermo ma che, in passato, era stato utilizzato come centro raccolta rifiuti con finalità emergenziali.

quanto riportato nella sentenza dei Giudici del TAR di Salerno, sono diverse le eccezioni ravvisate in merito al ricorso che è stato ritenuto inammissibile innanzitutto in quanto, il ricoso non è stato regolarmente notificato all’ente Consorzio di Bacino SA3 che, seppur ente in liquidazione, risulta al momento essere proprietario dell’impianto e pertanto, parte in causa nel dibattimento. Già questo punto, a parere dei giudici, renderebbe inammissibile il ricorso. Ma sono diversi i motivi sollevati dal TAR e le ragioni che hanno spinto i giudici della Seconda Sezione alla decisione. Nella sentenza, infatti, viene ricordato come, la delibera non riguarda nello specifico la realizzazione dell’intervento ma solo l’approvazione di una idea progettuale al fine di poter partecipare ad un bando per l’acquisizione di fondi. Per quanto riguarda invece il mancato coinvolgimento del comune, i giudici sottolineano che, trattandosi solo di una proposta, l’interlocuzione non era necessaria. Inoltre, nel documento del TAR, viene anche sottolineato che l’impianto ritenuto insalubre, non può essere classificato come non idoneo per un’area industriale. Una posizione giustificata sulla base di sentenze emesse in precedenza dal TAR del Piemonte che aveva specificato come: le industrie insalubri di prima classe devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni esprime un principio di cautela, ma non prescrive delle distanze minime da rispettare.

Detto ciò, dunque, a parere dei giudici di Salerno, se non è assolutamente vietato per principio di legge la realizzazione di impianti insalubri nei pressi di abitazioni, ancor più, tale genere di impianti, può essere realizzato all’interno di zone industriali. Si tratta solo di alcuni punti della sentenza che rispondono alle eccezioni sollevate dal Comune di Polla contro il progetto di EDA e che hanno poi portato la seconda sezione del TAR di Salerno a ritenere inammissibile il ricorso. Persa dunque la prima delle battaglie contro l’EDA e contro la realizzazione del nuovo impianto. Ma l’amministrazione comunale di Polla, ha già presentato una altro ricorso dimostrando chiaramente di non avere alcuna intenzione di fermarsi

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