Peste suina, dalla Regione Campania l’ordinanza di zona rosa per 17 comuni salernitani

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Peste Suina nel salernitano: dalla Regione Campania vengono emanate le prime misure per cercare di contenere il contagio dopo i casi accertati nell’area del Vallo di Diano e segnalati dai Carabinieri Forestali della Foresta Demaniale Cerreta Cognole.

17 comuni dell’area Sud della Provincia di Salerno di cui 9 del Vallo di Diano ossia: Sala Consilina, Padula, Montesano sulla Marcellana, Casalbuono, Buonabitacolo, Sanza, Sassano, Monte San Giacomo e Teggiano, sono stati individuati come zone infette da peste suina africana e, pertanto, soggette alle restrizioni imposte in materia di contagio che, prevalentemente, riguardano l’individuazione e la gestione dei casi di suini deceduti per effetto del contagio. Ai 9 comuni del Vallo di Diano si aggiungono poi i comuni di Casaletto Spsartano, Caselle in Pittari, Morigerati, Torraca, Piaggine, Rofrano, Tortorella e Valle dell’Angelo, anche questi inseriti nell’ordinanza di individuazione delle zone rosse dove è presente un elevato rischio di infezione da peste suina.

La malattia, pur non essendo pericolosa e contagiosa per l’uomo, diventa però un fattore di alto rischio per gli animali da allevamento e potrebbe dunque provocare seri danni alle attività economiche dei territori maggiormente interessati. Da qui la necessità di emanare l’ordinanza al fine di dare inizio ad attività di contenimento del contagio. Attività che vedono in prima fila il Servizio veterinario e che dovranno puntare sulla immediata individuazione dei capi sospetti adeguando le operazioni di smaltimento delle carcasse alle norme europee oltre che a disinfezioni accurate di materiali o sostanze che potrebbero essere state a contatto con i corpi degli animali selvatici morti con l’infezione da peste suina.

Parte dunque, come previsto dai regolamenti europei, una prima azione a contrasto della diffusione della malattia che riguarda prevalentemente gli animali ed in special modo i suini anche selvatici quindi i cinghiali. Una emergenza che riporta l’attenzione anche sulla presenza di cinghiali in Campania in cui si conta una popolazione di circa 25 mila capi e che, oltre a danneggiare coltivazioni e a rivelarsi pericolosa per in caso di aggressione, mette in luce l’assenza di vere e proprie misure atte a contenere il rapido proliferare della specie. Un allarme lanciato dalle pagine di Le Cronache dal presidente dell’Associazione Sole e Acciaio Angelo Retta.

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