PSA, il commissario Caputo presenta piano abbattimento cinghiali. Caso Salerno: “Ricorso ritarda abbattimento”

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Il Commissario nazionale per la Peste Suina, Vincenzo Caputo, ha presentato il Piano di cattura e abbattimento dei cinghiali sul territorio nazionale al fine di ridurre i rischi di diffusione della Peste Suina Africana, in collegamento con la Commissione Agricoltura della Camera, nel corso del quale è intervenuto nello specifico anche in riferimento al caso Salerno e al ricorso al tar presentato dagli allevatori. Caputo, nel corso del colloquio, ha avuto modo di presentare il piano che, come annunciato dallo stesso commissario, dovrebbe essere pienamente operativo entro 15 giorni.

Un piano composto da 6 punti e che, a grosse linee, prevede: l’intensificazione di controlli nel commercio della carse suina e da cinghiali anche proveniente dall’estero; creare un flusso informativo per il monitoraggio dei dati relativi alla popolazione dei cinghiali sul territorio e all’attività di depopolamento; individuare nelle varie regioni Gruppi Operativi Territoriali denominati GOT ed un veterinario esperto; istituire un elenco di Bioregolatori degli animali selvatici al fine di diradare il numero di cinghiali presenti sui territori a cui potranno iscriversi coloro che sono abilitati all’uso delle armi previste e che abbiano seguito corsi in Biosicurezza; e ancora la predisposizione di una sorte di semaforo che andrà dal rosso al bianco per indicare le zone dove l’attività di depopolamento dovrà essere più intensa rispetto alle aree dove sarà invece più ridotta.

Il piano inoltre, punta anche a segnalare aree e zone che saranno indicate come aree non vocate ai cinghiali e, pertanto, la presenza degli unglati dovrà essere bandita ossia: aree urbane; centri abitati e zone dove sono presenti importanti comparti suinicoli. Nel corso dell’audizione il Commissario Vincenzo Capurto ha avuto modo di intervenire anche in merito alla situazione specifica del salernitano, sollecitato dall’On. Pierro che ha chiesto a che punto è l’abbattimento dei cinghiali se sono iniziate le operazioni di depopolamento e, se no, quando inizieranno. Una domanda che ha consentito al Commissario Caputo di sottolineare come, le procedure per la gestione dell’emergenza da Peste Suina Africana, sono dettate dall’Unione Europea che, a tal proposito ha deciso che, nell’azione a contrasto del virus, come prima fase è necessario provvedere all’abbattimento dei suini da allevamento familiare.

Ribadendo dunque come, la richiesta di abbattimento dei maiali cresciuti in allevamento familiare non appartenga nè alla Regione, nè allo Stato, ma esclusivamente all’Europa, si è detto anche rammaricato per il ricorso presentato, proprio nel territorio salernitano, da alcuni allevatori che si sono rivolti al TAR ottenendo la sospensiva. Un’azione che porterà ad un deciso rallentamento nelle operazioni di depopolamento dei cinghiali dato che, secondo la procedura europea, solo una volta conclusa la prima fase, si potrà procedere con le fasi successive del piano eradicativo dei cinghiali con i costi che ricadranno sulle aree interessate.

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