Peste suina africana, ampliato il numero di comuni con criticità livello 2. Intensificati controlli e azioni per riduzione della popolazione degli ungulati

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Torna l’incubo peste suina africana nel sud salernitano, pare dovuto anche alle calde temperature estive. Nei giorni scorsi sono state rinvenute nuove carcasse di cinghiale il cui decesso pare sia dovuto proprio alla diffusione del virus della peste suina. Un elevato numero di ungulati morti ha dunque portato a nuove disposizione e ad un allargamento dei confini sia per ciò che riguarda le aree con livello di criticità 1 comunemente dette anche aree cuscinetto, e sia per le aree che vengono individuate come zone rosse rientranti nel livello 2 che, presentando maggiori rischi di infezione, sono dunque soggette a maggiori restrizioni.

Il provvedimento si è reso indispensabile alla luce anche delle decisioni emanate dall’Unione Europea che ha accertato un aumento esponenziale, nel mese di giugno, degli ungulati rinvenuti morti per cause dovute alla contrazione della Peste Suina Africana. Nuovi confini che riguardano in particolare l’area a sud della provincia salernitana e dunque in particolare l’area del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni dove è stata anche intensificata l’azione di abbattimento dei cinghiali per evitare che il virus si propaghi. Il rinvenimento di carcasse di cinghiali nei comuni tra Sanza e Caselle in Pittari, ha dunque imposto anche l’inserimento di alcuni comuni, che erano inizialmente individuate come aree cuscinetto, nell’elenco di comuni con criticità livello due e dunque zone rosse.

Tornano dunque alle massime restrizioni i comuni di Sassano, Casaletto Spartano, Montesano sulla Marcellana, Casalbuono, Buonabitacolo, Sanza, Padula, Caselle in Pittari, Rofrano, Torre Orsaia, Alfano, Morigerati e i comuni di Roccagloriosa e Tortorella che vengono individuate come zona rossa solo le aree immediatamente confinanti con gli atri comuni della zona rossa. Intensificate, in queste aree le attività di controllo ma anche le azioni finalizzate alla cattura dei cinghiali al fine di consentire la cattura del maggior numero di ungulati presenti sul territorio. Dunque servizi veterinari e selecontrollori a lavoro per riuscire a circoscrivere, nel più breve tempo possibile una eventuale nuova propagazione del virus che danneggia fortemente il settore dell’allevamento suinicolo, particolarmente intenso nei territori afferenti all’area protetta del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni.

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