Performance ospedaliere, in ripresa gli ospedali a sud di Salerno. Male solo Polla e Sapri

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Nel recente rapporto presentato da AGENAS sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia e, di conseguenza anche nel salernitano, le notizie non sono molto confortanti per gli ospedali della parte più a sud del salernitano ed in particolare per Polla e Sapri che, secondo quanto emerge, pare mostrino notevoli difficoltà in numerose aree di intervento. Nei giorni scorsi è stato presentato il Piano Nazionale Esiti che ha analizzato i risultati dei servizi di assistenza ospedalieri di tutta Italia. Un piano che, in tutta la provincia di Salerno, fa registrare un passo indietro rispetto alle performance assicurate nel periodo antecedenti la diffusione del covid e che, a distanza di qualche anno, non sono ancora state recuperate.

Per ciò che riguarda in particolare la Provincia di Salerno, seppur con lievi miglioramenti che non puniscono tutti gli ospedali, emergono però alcune strutture che mostrano criticità serie con diverse aree di intervento a cui sono stati assegnati bollini rossi. Succede in particolare all’Ospedale Luigi Curto di Polla che, secondo l’analisi effettuata dal quotidiano Il Mattino, farebbe emergere serie criticità nelle aree di Chirurgia generale, chirurgia oncologica, parti, nell’assistenza e cura delle patologia cardiocircolatorie e per la nefrologia. Buona pare solo l’area osteomuscolare. Anche l’Ospedale Dell’Immacolata di Sapri, presenta perlopiù bollini rossi in gran parte delle aree di intervento con la sola eccezione della nefrologia.

Meglio l’ospedale di Roccadaspide che, invece, fa registrare buone performance nelle aree di intervento di cardiocircolatorio e nefrologia, male invece le chirurgie. Anche per l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania la situazione non è delle migliori dato che, in quasi tutte le aree si registrano livelli di assistenza tra il basso e il medio basso. Uniche eccezioni per le aree cardiocircolatorio e osteomuscolare. I dati analizzati da Agenas si riferiscono all’anno 2022 e si spera che, così come sta accadendo nel resto del meridione d’Italia, nel prossimo anno si possano registrare miglioramenti delle performance negli ospedali salernitani.

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