Padula, rimosso anche il ponte della ferrovia n. 49. A breve altri lavori da RFI

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Si sono concluse questa mattina le operazioni di rimozione del ponte del tratto della ferrovia Sicignano-Lagonegro nel terzo punto individuato come instabile e ritenuto pericoloso per l’incolumità pubblica.

Sul posto questa mattina i tecnici di Rete Ferrovie Italiane di Napoli per verificare il corretto svolgimento delle operazioni di rimozione del ponte che, negli anni, a causa di oscillazioni provocate da urti di veicoli troppo alti, avrebbe prodotto lesioni tali da renderlo pericoloso, visto anche il tratto di strada interessato percorso anche da diversi bus di turisti in vista alla Certosa di San Lorenzo.

Tre i ponti che in queste settimane sono stati rimossi: il ponte 57, il ponte 51 e il n. 49 rimosso questa mattina. Per i tre ponti, secondo quanto emerso, le segnalazioni su una dubbia stabilità con necessari interventi di messa in sicurezza, erano già arrivate decine di anni fa in occasione di verifiche sulla staticità lungo la Sicignano-Lagonegro. Si attendeva di reperire i fondi necessari per le opere infrastrutturali e di adeguamento che, però, sono giunte solo negli ultimi mesi con Rete Ferrovia Italiane che ha quindi provveduto ad effettuare i lavori di rimozione.

L’intervento di RFI, come hanno avuto modo di spiegare i tecnici, non si sono ancora conclusi. Sono infatti previsti nuovi lavori finalizzati alla messa in sicurezza dei punti dai quali sono stati staccati i ponti in ferro. I tratti, infatti, essendo percorribili a piedi, possono rivelarsi pericolosi, pertanto RFI ha temporaneamente istallato barriere new jersey in cemento armato per segnalare il pericolo in attesa di poter effettuare i lavori di messa in sicurezza e adeguamento strutturale, oltre che estetico, di tutta la parte interessata dall’operazione di rimozione del ponte.

Gli stessi tecnici hanno ricordato come si tratta di ferrovia sospesa e non dismessa. Pertanto è ipotizzabile che i prossimi lavori che saranno effettuati per la messa in sicurezza nei punti in cui sono stati rimossi i ponti, saranno opere che non andranno in contrasto con eventuali lavori che potrebbero essere avviati per la riattivazione della tratta.

Resta l’amaro in bocca per un pezzo di storia che è andato via. Un sentimento di tristezza provato soprattutto da chi su quella tratta è cresciuto come Maria Formentin figlia dell’ultimo direttore della tratta Sicignano Lagonegro che, vivendo nella casa destinata ai direttori di tratta, ricorda aneddoti giochi e operazioni del padre per consentire il passaggio dei treni. Vi è comunque anche la consapevolezza che i ponti, la cui staticità pare non essere certificata nè certificabile, potevano rivelarsi un pericolo per i numerosi veicoli in transito, così come per i turisti in vista al monumento certosino 

 

Anna Maria Cava

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