Ospedale Oliveto Citra, Nursind denuncia: “Salme trasportate da infermieri e Oss”

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Salme trasportate da infermieri e operatori socio-sanitari all’Ospedale di Oliveto Citra. È quanto stabilito dalla direzione del presidio.

Il Nursind Salerno esprime il suo sconcerto.

“La decisione del direttore dell’ospedale, Gerardo Liguori, che prevede il trasporto delle salme, dalle unità operative all’obitorio, con barella da infermieri e operatori socio sanitari durante le ore diurne e da infermieri di reparti e operatori socio sanitari del Pronto soccorso durante le ore notturne – commentano – solleva serie preoccupazioni in merito alla dignità del momento del lutto e alla corretta gestione della situazione. Il trasporto delle salme deve essere effettuato da personale specializzato, come i tecnici necrofori, in modo da garantire un trattamento rispettoso e adeguato durante l’intero percorso, preservando la sensibilità delle famiglie coinvolte. La professione infermieristica, come sottolineato dalla legge italiana, ha il compito di fornire assistenza ai pazienti in vita, con un focus sulla prevenzione, cura, palliazione e riabilitazione. La richiesta di coinvolgere il personale infermieristico nel trasporto delle salme va contro il mandato prioritario degli infermieri, il cui ruolo è di natura tecnica, relazionale ed educativa nei confronti dei pazienti vivi”.

In caso di mancato ritiro della disposizione in oggetto, il Nursind Salerno, ha fatto sapere in una nota ai vertici dell’Asl Salerno, che si riserverà il diritto di ricorrere agli organi competenti per evitare contenziosi inutili e tutelare la professionalità degli infermieri.

“Stiamo vigilando attentamente su questa situazione – assicurano – e faremo tutto il possibile per tutelare i diritti e la professionalità degli infermieri della nostra provincia”. “Chiediamo con forza la revoca immediata di questa disposizione e continueremo a difendere la professionalità degli infermieri, garantendo che la loro formazione e competenze siano impiegate nel modo più efficace per il bene dei pazienti e delle loro famiglie”.

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