Musica, I Settembre salutano l’estate con Mareamaro

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Un mondo fatto di piccole cose, essenziali e profonde: di questo parla “Mareamaro”, il nuovo singolo dei Settembre, uscito da pochi giorni su tutte le piattaforme digitali. Il brano, che segue il disco d’esordio “Grattacieli di Basilico” e il singolo “Meu Amor”, ben traduce il desiderio del duo teggianese formato da Angela Cicchetti e Ivan Imperiali, di fondere la canzone italiana e la bossa nova con la musica elettronica. Ancora una volta i Settembre parlano di emozioni mature ma con leggerezza: al centro, l’estate che finisce e la sensazione che il passato, proprio come il sole all’avvicinarsi dell’autunno, perda la sua forza mantenendo solo il significato più profondo.

Ad accompagnare il singolo, un visual video semplice e sincero, capace di solleticare i ricordi senza togliere spazio all’immaginazione. “Mareamaro” parla della sensazione di aver vissuto momenti indimenticabili che si mescola alla malinconia di sapere che sono ormai passati. Un brano che Angela e Ivan hanno presentato nei giorni scorsi anche in diretta su Radio1 Rai dagli studi di Roma Saxa Rubra nella trasmissione Stereonotte Brasil, condotta dal grande esperto di musica italiana e brasiliana Max De Tomassi. Il duo valdianese ha anche raccontato la propria passione per la musica brasiliana, attraverso l’ascolto di una selezione di brani storici del repertorio bossa nova.

“Solitamente scriviamo una canzone partendo da una melodia, e in questo ci ispiriamo ad alcuni nostri miti musicali brasiliani – racconta Angela – . Poi dentro di noi c’e’ sempre il desiderio di raccontare una storia, non solo di giocare con le parole ma di fotografare un momento, in maniera poetica. In questo gioca un grosso ruolo l’amore che abbiamo sempre avuto per il cantautorato italiano e la sua poesia”.

Anche Ivan parla dell’ispirazione che arriva dalla musica contemporanea. “In particolare con Mareamaro – afferma – ci siamo ispirati alle sonorità elettroniche dell’organic house. Anche se siamo nel profondo dei musicisti prevalentemente “acustici”, ci piace molto giocare con l’elettronica e mischiare le carte. Mareamaro dura quasi sei minuti, si sviluppa come una canzone normale ma alla fine diventa un pezzo strumentale che pompa di brutto – conclude – , lo abbiamo scritto perché ci piace immaginare di ritrovarci in qualche festival a ballarlo, magari su una spiaggia all’alba”.

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