Monte San Giacomo. Salvato il randagio che girava ferito per il paese

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Ha avuto un lieto fine la storia del cane randagio che da circa due mesi circolava ferito per le vie di Monte San Giacomo nell’indifferenza di tutti, o quasi. Sì, perché qualcuno ha preso a cuore la vicenda e si è attivato per far sì che l’animale avesse le cure necessarie. Quando si parla di cani a Monte San Giacomo c’è sempre di mezzo Angelo Caporrino che con sacrificio e passione gratuita profonde quotidianamente cure e assistenza agli amici a quattro zampe.

Erano due mesi che il randagio gironzolava per le vie del paese ferito perché vittima di una trappola per cinghiali da cui era riuscito a liberarsi ma un cordino di acciaio gli era rimasto legato stretto all’addome e gli stava lacerando le carni. In quelle condizioni, tra le pene dell’inferno, vagava per il centro abitato. Decine sono state le segnalazioni fatte, incalzanti e ripetute, da parte dei cittadini ad Angelo Caporrino che in tutti i modi ha tentato più volte di prenderlo ma, ferito e diffidente, il cane non si lasciava avvicinare. In tanti si sono messi a disposizione per contribuire alle spese necessarie per prenderlo e curarlo. Angelo ha contatto un veterinario specializzato in catture con teleanestesia, si tratta di Angelo Salvatore Pepe che, una volta catturato, ha rimosso il cordino e ora il cane si trova al canile “Oasi Felix”, la struttura convenzionata con il Comune di Monte San Giacomo.

“Il laccio – ha riferito il veterinario – non si era incarnito ma ha causato una lacerazione cutanea intorno a tutto l’addome. Se non fosse stato rimosso poteva provocargli la morte, con non poche sofferenze. Il cane, a causa del dolore provocato dal laccio, è particolarmente aggressivo e quindi complicato attuare le cure del caso. È comunque fuori pericolo e dopo un periodo di cura e rieducazione – ha assicurato il dott. Pepe – potrà ritornare libero e a contatto con le persone”.

In tutta questa vicenda, a lieto fine, resta singolare il fatto che i cittadini, anche attraverso i social, abbiano insistentemente chiesto aiuto ad Angelo Caporrino e non all’Amministrazione comunale a cui spetta la responsabilità della tutela degli animali vaganti sul territorio. Viene da pensare che i sangiacomesi leggono, a livello istituzionale, un atteggiamento passivo o di scarso interesse nei confronti di un fenomeno molto sentito quale è il randagismo. La soluzione reale del problema rappresenta, si sa, è un impegno di spesa per il Comune che forse in questo momento non può permetterselo. Sarà questo il motivo della mancanza di una politica di prevenzione seria del fenomeno che si porta dietro tutta una serie di problematiche relative all’ordine e alla sicurezza, così come al benessere degli animali. Nel silenzio generale i cittadini sono portati dunque a fidarsi di più del rumore dei piccoli e quotidiani gesti, quindi dell’efficienza, di un semplice volontario.

Rosa ROMANO 

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