Monte San Giacomo, “Grotta, Briganti e Cacio”. Con la “Pera lardara” si sono chiusi gli eventi 2018

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Domenica scorsa in località Vallicelli a Monte San Giacomo, l’Associazione “Grotta, Briganti e Cacio” ha presentato, con un evento dedicato, la “pera lardara”. Un frutto autoctono autunnale che come pochi altri caratterizza i luoghi ai piedi del Cervati, intrecciandosi con la storia millenaria che li accompagna, e la tradizione gastronomica locale.

La pera di colore marrone scuro è un frutto che cresce spontaneo, le condizioni pedoclimatiche rendono i terreni montani di Monte San Giacomo l’unico habitat in cui l’albero porta a maturazione i propri frutti. Che nel periodo settembre – ottobre si raccolgono manualmente, vanno poi distesi su spianate e tenuti in soffitta, quando risultano morbidi al tatto vengono riposti in contenitori ricolmi di acqua. Ed è possibile conservarli così per lunghi periodi. Il suo particolare sapore e la consistenza carnosa hanno fatto sì che la pera lardara si presentasse come estremamente versatile e si prestasse ad una delle pochissime ricette agrodolci della Campania: la tradizionale insalata con peperoni sottaceto, olive e acciughe, utilizzata soprattutto nel periodo in cui la religione richiede l’astensione dal consumo di carne. Queste grosso modo le caratteristiche di un frutto che esprime, insieme ad altri prodotti tipici locali, tutto il potenziale dei luoghi che li custodiscono e che l’Associazione “Grotta, Briganti e Cacio” sta divulgando da ormai 5 anni.

Per le sue caratteristiche peculiari la pera lardara ha catturato l’attenzione degli scienziati. Domenica mattina dopo le escursioni tra le radure alla ricerca dei peri selvatici, presso la Casa del Peraino con un seminario curato dal prof. Gianluigi Mauriello, microbiologo dell’Università Federico II di Napoli, ne sono state illustrate le proprietà chimico-fisiche. Non solo. Un prodotto tipico, con alle spalle secoli di storia e tradizione, e non poteva lasciare indifferente l’Associazione “Slow Food”, rappresentata da Patrizia Spigno (Responsabile presidi Campania e Basilicata) che ha affrontato il tema della salvaguardia dell’agro-biodiversità

A conclusione dell’evento poi è arrivato il momento della degustazione durate il quale è stato possibile sperimentare tutti i possibili accostamenti culinari a cui la pera lardara si presta grazie alla sua versatilità e alla fantasia dello chef Luciano Petrizzo che ha saputo esaltarne le caratteristiche accostandola sapientemente ad altri sapori.

Con la “Pera lardara” si sono chiusi gli eventi 2018 di “Grotta, Briganti e Cacio”. I ragazzi sono già al lavoro per la prossima edizione intanto ribadiscono il ringraziamento per “tutti coloro che con la propria copiosa partecipazione ad ogni evento hanno rafforzato la nostra determinazione a proseguire nei progetti dell’Associazione”

Rosa ROMANO

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