Monte San Giacomo. Domani sera la XXXV sagra “R’ patan e cicc’”

0
8

{vimeo}308535766{/vimeo}

Per il 35esimo anno consecutivo torna la coraggiosa sagra “R’ patan e cicc’ ” a Monte San Giacomo. Ogni anno sfida il freddo e la pigrizia confermandosi uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio. La Pro loco, presieduta da Chiara Lisa, ha pensato ad un’unica data. Di solito le serate sono due. Si terrà domani sera sabato 29 dicembre a partire dalle ore 20,30 in piazza Giovanni Amendola, nel centro storico là dove è nata. Negli stand enogastronomici, oltre alla pietanza regina, si potranno gustare tanti altri prodotti della tradizione locale. Domani sera sarà una festa che, come ogni anno da 35 anni, ruota intorno a tradizione, folklore e gusto. Una organizzazione semplice e resistente nel tempo. Con pochi fronzoli e tanta sostanza, fatta della genuinità dei prodotti del posto e dell’atmosfera accogliente resa intima dal focolare al centro della Piazza intorno al quale tutti si sentono come a casa. Non mancherà la musica, senza la quale non sarebbe una festa.

La Pro loco continua a mantenere quello che ormai è un impegno con la comunità. Nonostante un momento di distrazione la scorsa estate avesse messo per qualche giorno in dubbio la paternità del piatto creando un caso diplomatico con la comunità di Sassano. Una circostanza, va detto, che era stata provocata dalla superficialità di qualche autoctono esterno alla Pro loco e poco sensibile ai valori della propria tradizione. Le cose sono subito tornate al loro posto e non poteva essere altrimenti. Come tutte le ricette della tradizione, anche questa è stata tramandata e ha varcato i confini comunali ma, è opinione condivisa, se gli ingredienti non sono autentici mancherà sempre qualcosa per rendere il piatto superlativo. E le varie repliche saranno, ovunque, sempre e solo una preparazione alimentare semisolida di patate e fagioli.

La purea (condita, tra le altre cose, con polvere di peperoni dolci e olio di oliva e accompagnata da peperoni croccanti) che dà il nome alla sagra è fatta innanzitutto di patate e fagioli coltivati nel terreno tipico della montagna ai piedi del Cervati, chiamato “terra puglia” (da pulvis), che ha caratteristiche tali da rendere i suoi frutti unici e irripetibili. Un piatto della tradizione sangiacomese che risale alla notte dei tempi quando i pastori nel recarsi in montagna a lavorare lo preferivano ad altre pietanze perché privo di liquidi, quindi facile da trasportare, e economico, perché fatto con le risorse che offriva la montagna. Tipicamente invernale e estremamente povero, semplice e nutriente.

Rosa ROMANO

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here